Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Vittorio Prodi’

Un grazie particolare agli amici del Landino – Michele Nicoletti – 09/06/2009prayvotepray

Per i cattolici è il momento di agire – Angelo Bertani – Europa – 12/06/2009

A Nicoletti rispondevo:

Osservazione generale a partire dal caso del manifesto pro-Nicoletti di Bologna.
Bertani cita tra gli esempi Vittorio Prodi e Beatrice Draghetti.
In realtà penso che questi siano esempi sbagliati per via del fatto che al successo personale e alla indubbia stima che queste persone raccolgono, non corrisponde un progetto politico, ma solo un personale validissimo e specchiato impegno amministrativo. Di fatto questo si traduce NON in capacità di cambiare le cose a livello politico, ma solo in una involontaria copertura ad una gestione interna del PD di Bologna ottusa e conservatrice. E la storia dell’entrata in politica di queste pur validissime persone è implicitamente una dichiarazione di debolezza politica. Come dire, diamanti incastonati in una rugginosa struttura di ferro imbullonato, che non si muove se non per scricchiolare sotto il peso degli anni.
L’impegno dei singoli, cooptati o supervotati che sia, non basta senza una organizzazione ed un progetto politico più ampio.
Se andiamo a leggere di nuovo quel manifesto in fondo questo giudizio traspare chiaramente.
E ora, leninianamente, che fare?

E Nicoletti risponde:

adesso si deve:

1. non farsi stritolare dalle manovre congressuali ma darsi un programma di lavoro di tre anni con cui tornare a vincere le elezioni politiche;

2. coloro che lavorano in ciò che resta del mondo cattolico democratico devono rifare la Lega Democratica ossia un’associazione mista di persone che stanno in politica, nel sindacato, nelle associazioni ecclesiali eccetera, capaci di ritessere un’alleanza sul piano del pensiero teologico e politico e sul piano delle pratiche tra democrazia e credenti solidali. l’illusione di risolvere il problema con un’alleanza con l’udc è patetica. quella di risolvere il problema con una laicità negativa è concettualmente sbagliata e politicamente suicida (perché proprio noi sterilizzare la potenza riformatrice della speranza escatologica?)

3. chi lavora nel PD deve ripartire con umiltà dai territori e organizzare nelle diverse regioni convegni di “ascolto dei territori” in cui si invitano a parlare i protagonisti sociali e il pd ascolta con umiltà dove ha sbagliato (perché occorre parlarsi chiaro e riconoscere che un partito che ha perso quello che il pd ha perso alle europee è un partito che ha sbagliato quasi tutto e ha bisogno di una radicale messa a punto che solo da un paziente ascolto dei territori può nascere e non certo da operazioni di vertice con qualche – non troppe – cooptazioni del cosiddetto “nuovo”).

chi ci sta?

Annunci

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: