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Posts Tagged ‘Tremonti’

In sintesi quindi il filo rosso più interessante dell’enciclica sembra essere quellochurchstateseparation1 tra bene comune, assetto poliarchico dei poteri sopra lo Stato, sotto di esso, al suo fianco (Ong) e dentro di esso.

Riprendo il testo di Stefano Ceccanti da landino.it:

Vi propongo solo qualche spunto di lettura delle cose che mi sembrano meno scontate, anche se magari i commenti andranno su alcune chiavi di lettura di brevissimo periodo (ad esempio la difesa della dignità degli immigrati dopo il ddl sicurezza).

L’enciclica era attesa al varco soprattutto per capire se la crisi internazionale potesse far curvare l’insegnamento sociale in chiave statalista, in senso analogo a quel tremontismo dominante che affligge l’Italia da vari mesi, che ha in parte sfondato anche a sinistra, o in altre direzioni.
1. Visione articolata del bene comune
Il paragrafo 7 è quello che parla della nozione di “bene comune” definito, in continuità col Concilio Vaticano II, come:

“il bene di quel ‘noi-tutti’, formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale”; (altro…)

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… se il PD non si sottrae all’abbraccio del quadrilatero – pubblico impiego / lavoro dipendente protetto / sindacato della grande impresa / radicalismo libertario – con difficoltà potrà andare a caccia di voti tra lavoratori autonomi, piccola impresa, mondo cattolico. E puntare a vincere.
Per vincere, per battere gli avversari di destra e di sinistra, cioè – detto meglio – per vincere da sinistra in un sistema bipartitico, la ricetta degli ultimi venti anni è stata, in Europa e negli USA, una sola: un mix di maggiore libertà e di nuova grammatica dei doveri. Al liberismo sul fronte economico (interno e internazionale, commerciale e finanziario) si è affiancato l’interventismo liberale sul fronte della politica internazionale. Liberismo economico e interventismo liberale sono stati poi saldati da un discorso nuovo intorno al rapporto tra diritti e doveri sociali: la responsabilità sociale della persona è stata collocata a monte dei diritti. Spazio quindi alla riforma del welfare: non tutto ciò che è spazio di libertà di fatto si trasforma in diritto individuale. Occorre mescolare libertà e doveri sociali per reggere l’urto dell’incertezza e del rischio nella società globale.

In un colpo solo si e così usciti dal secolo socialdemocratico, dal pacifismo utopistico e dal libertarismo del ’68: i mali cronici della sinistra occidentale. E si sono governati – da sinistra – i grandi paesi industriali avanzati.

Una bussola per il PD – da http://www.landino.it

di Giorgio Armillei

La sconfitta non è stata ancora digerita dal PD. (altro…)

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