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Posts Tagged ‘San Paolo’

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, Dema mi ha abbandonato, avendo preferito le cose di questo mondo, ed è partito per Tessalònica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me.
Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero. Ho inviato Tìchico a Èfeso. Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Tròade in casa di Carpo, e i libri, soprattutto le pergamene.
Alessandro, il fabbro, mi ha procurato molti danni: il Signore gli renderà secondo le sue opere. Anche tu guàrdati da lui, perché si è accanito contro la nostra predicazione.
Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero.

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Impensabile per l’islam

scelto da Luigi Accattoli | 09 giugno 2010
Ataturk diceva che l’islam è la religione migliore perché è l’ultima rivelazione e perché è la più ragionevole: ecco, è proprio questo essere una religione da benpensanti che la rende diversa dal cristianesimo
di Luigi Padovese, vescovo in Turchia

La «parola» di questa settimana la prendiamo dal sangue del vescovo Luigi Padovese e riguarda proprio quel difficile rapporto con l’islam che forse l’ha portato al martirio. «Ataturk diceva che l’islam è la religione migliore perché è l’ultima rivelazione e perché è la più ragionevole: ecco, è proprio questo essere una religione da benpensanti che la rende diversa dal cristianesimo il quale, pur nella sua plausibilità, richiede di non cedere a una visione antropocentrica dove la comprensione di Dio è misurata soltanto da quanto noi possiamo pensare di lui. In fondo il mistero dell’umanità di Gesù è il mistero dell’alterità di Dio. Da questo punto di vista il dialogo con l’islam si rivela difficile, anche se va fatto»: così Padovese aveva parlato in un’intervista al Regno 2/2008. Secondo Paolo la fede cristiana – cioè il Cristo crocifisso e risolto – è «scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani». L’ultimo martire in terra di islam ci invita ad aggiungere un terzo epiteto per gli interlocutori oggi più impegnativi: «i non credenti la considerano degna degli stupidi ma non meno tranciante è il giudizio degli ebrei che se ne dicono scandalizzati e dei musulmani, per i quali è un qualcosa che non può essere né pensato né detto».

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Un lbro svela l’influenza delle Sacre Scritture sui testi della band irlandese
Le citazioni nei primi album ma anche nell’ultimo, “No line on the horizon”
Così i versetti della Bibbia ispirano le canzoni di Bono
di GIUSEPPE VIDETTI
ROMA – Due anni fa il reverendo Robert Brooks della chiesa episcopale di Providence, Rhode Island, negli Stati Uniti, organizzò una “U2 Eucharistic”, tra altoparlanti che rilanciavano One, l’inno cantato da Bono, e i fedeli che scandivano il tempo con le mani in piena trance gospel. Ora è uscito un libro che spiega dettagliatamente la ricorrente risonanza liturgica nella musica degli U2 e ribadisce l’impegno costante di Bono nell’arte e nella vita. (altro…)

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goretti

Un articolo della incredibile linea di prodotti ispirati a Santa Maria Goretti di Catholictothemax

… assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria, con cui fin dall’antichità si è voluto stigmatizzare la fatua esibizione di una eleganza che in realtà mette in mostra uno sfarzo narcisista; salvo poi, alla prima occasione, servirsi ipocritamente del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere.

Nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio. Dobbiamo interrogarci tutti sul danno causato e sulle conseguenze prodotte dall’aver tolto l’innocenza a intere nuove generazioni. E innocenza vuol dire diritto a entrare nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso una vita buona richiede senza dover subire e conoscere anzitempo la malizia e la malvagità. Per questa via non c’è liberazione, come da qualcuno si va blaterando, ma solo schiavizzazione da cui diventa ancora più difficile emanciparsi.

OMELIA
6 luglio 2009

Cari fratelli e sorelle,

la festa di santa Maria Goretti ci fa rivivere con emozione una testimonianza di fedeltà alla propria coscienza e a Dio portata fino alle estreme conseguenze e pagata con il martirio; una testimonianza esemplare, di cui non facciamo fatica a riconoscere l’autenticità sullo sfondo di una lunga schiera di vergini martiri fin dai primi secoli della Chiesa. Mentre ci sentiamo mossi a stupore e ammirazione per una così grande coerenza, non ci nascondiamo la fatica che facciamo a capire fino in fondo. (altro…)

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Caritas in Veritate – TESTO INTEGRALE SCARICABILE IN PDF DA QUI

…an attempt to synthesize three of the most persistent dichotomies in recent pope1Catholic experience: Personal conversion versus social reform; Pro-life versus peace and justice commitments; Horizontal versus vertical spirituality. (…) The truth and love of Christ … is “the principal resource at the service of the true development of every single person and of all humanity.”

A key to reading Benedict’s social encyclical
By John L Allen Jr – Jul 02, 2009

Italians have a wonderful phrase, chiave di lettura, which literally means a “key to reading.” It refers to some core idea, or perspective, that can help make sense of a complex mass of material. Since Benedict XVI’s long-awaited encyclical on the economy is finally set to appear next Tuesday, it seems a good time to float a possible chiave di lettura for the document, which I can express in one word: synthesis.

Titled Caritas in Veritate (the English title is “Love in Truth,”) the encyclical will be presented Tuesday in a Vatican news conference. I’ll be on hand for it, as well as for Pope Benedict’s meeting with President Barack Obama next Friday. (altro…)

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Con la Resurrezione, che sancisce la morte della morte, la speranza diventa la condizione specifica e naturale del cristiano il quale ormai – secondo l’Apostolo – può sperare contro ogni speranza: speranza che non è conquista dell’uomo e virtù morale, ma dono di Dio e virtù teologale.

Commento apparso su Avvenire-Bologna7 sulla predica del Card. Caffarra del 4 ottobre 2008, giorno di S.Petronio, patrono di Bologna.

Professor Ivano Dionigi, direttore e animatore del Centro Studi «La permanenza del Classico» dell’Università di Bologna

«La Chiesa cosa fa, che cosa può-deve fare per la crescita della città?» A questa domanda, improntata a forte generosità e responsabilità pastorale, il Cardinale, in sintonia con l’enciclica «Spe salvi» di Benedetto XVI, risponde: «la Chiesa assicura all’uomo il diritto di sperare … E solo l’uomo capace di sperare è capace di costruire la città».

Risposta, questa, che oltre a confortare ogni uomo di buona volontà, interpella chi per mestiere e vocazione frequenta la classicità. Si è soliti ripetere che i Classici sono fondativi del nostro pensiero, ma dimentichiamo di aggiungere che essi sono anche antagonisti della nostra visione, in particolare di quella cristiana. (altro…)

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