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Posts Tagged ‘Religione e Società’

L’idea di stato che non piaceva a Lefebvre, ma neanche a Dossetti

Su http://www.chiesa è uscito stamane un ampio saggio del professor Martin Rhonheimer che analizza a fondo la svolta copernicana operata dal Concilio Vaticano II quando affermò la libertà di ogni cittadino di praticare la sua religione, anche se “falsa”:

> Chi tradisce la tradizione. La grande disputa

Questa svolta conciliare non è mai stata digerita dalle correnti tradizionaliste.

Ceccanti

Ma “non dovette piacere affatto neanche a don Giuseppe Dossetti”, cioè al grande stratega dell’ala progressista conciliare, ci scrive il professor Stefano Ceccanti.

Ceccanti, ordinario di diritto pubblico all’Università “La Sapienza” di Roma, costituzionalista, senatore del Partito Democratico, è stato presidente nazionale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, FUCI, dal 1985 al 1987.

Ecco il suo commento:

“Il punto difficile da capire è che la dichiarazione conciliare ‘Dignitatis humanae‘ sulla libertà di religione adotta un diverso concetto di Stato, lo limita rispetto all’immunità dalla coercizione.

“La ‘Dignitatis humanae’ è un testo pragmatico di matrice anglosassone. Per questo, oltre che non piacere ai tradizionalisti, non piaceva affatto neanche a don Giuseppe Dossetti, che aveva una visione più forte di Stato. (altro…)

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Le forze politiche progressiste europee devono far venir meno ogni pregiudizio, ostilità o anche soltanto incomprensione nei confronti del fenomeno religioso. Nell’assenza di strumenti adeguati e democratici di governance mondiale, la diffusione della cultura democratica, delle libertà fondamentali, della tutela dei diritti umani non può essere affidata ai soli partiti: è essenziale coinvolgere le forme nuove della politica contemporanea, le associazioni, le organizzazioni non governative.

A mio giudizio, le religioni possono svolgere un ruolo non solo decisivo, ma insostituibile. Naturalmente non è un esito scontato: esso esige un clima sociale di considerazione e rispetto; domanda alle forze progressiste l’impegno per realizzare una secolarizzazione non distruttiva, correggendone quei tratti che in Europa avevano messo ai margini, come arcaica, l’esperienza religiosa; richiede alle religioni la messa al bando di ogni giustificazione nei confronti dell’intolleranza e della violenza.

12 aprile 2011
IDEE
Reggere il mondo con le religioni
Quella che chiamiamo «globalizzazione» continua a mutare profondamente il configurarsi delle società e il peso della soggettività individuale, quanto meno nel mondo più avanzato: cambiano così gli scenari della politica e gli stessi modi di essere delle religioni, non scomparse, ma al contrario presenti con una maggiore incisività e influenza. Il problema che si pone alla democrazia è quello di consentire una presenza pubblica delle religioni, senza far venire meno, anzi rafforzando, il ruolo dello Stato di diritto. Una dimensione pubblica delle religioni è una ricchezza per la nostra convivenza nella società e per la stessa democrazia, nella misura in cui si accompagni – in modo inseparabile – al pluralismo religioso. (altro…)

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Europa.it quotidiano

Sister Mary Stigmata

15 febbraio 2011

Commenti –
Se le suore si arrabbiano
Massimo Faggioli

È da alcuni anni che la conferenza episcopale americana ha una donna come portavoce. Ma quello che è successo domenica scorsa in Italia è davvero molto particolare. Il messaggio letto da suor Eugenia Bonetti alla manifestazione in difesa della dignità delle donne scavalca qualsiasi organigramma istituzionale e rappresenta un precedente per il rapporto tra chiesa italiana, questione femminile e mondo della politica. Il suo discorso durato undici minuti contiene molti altri messaggi.
La chiesa italiana è fatta non solo di monsignori ma anche (e soprattutto, quando si parla di trasmissione della fede cristiana) di donne, ed è una chiesa che conosce le “donne di strada” e i loro destini meglio degli impresari del mercimonio dei corpi e delle anime.
I veri benefattori di quei corpi e di quelle anime sono altri (si pensi a don Benzi, scomparso nel 2007), come tutti sanno ma molti fanno finta di non sapere. (altro…)

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22 dicembre 2010
BOEMIA
Preghiera, un seme nella terra più atea
Da Praga sono settanta chilometri di strade sempre più deserte. Colline e pascoli, e rari villaggi silenziosi. Pioviggina e c’è nebbia. Boemia, nel cuore dell’antica Europa austroungarica una terra che sembra abbandonata. Qui e là solitari campanili. La regione più secolarizzata d’Europa, dove il 60% della popolazione si dichiara atea. Finalmente un cartello: “Trapistkycký klàster”. (altro…)

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Report notes increasing marginalisation of Christians in Europe | Christian News on Christian Today.

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Pope Benedict XVI – BBC

Recalling with great fondness my four-day visit to the United Kingdom last September, I am glad to have the opportunity to greet you once again, and indeed to greet listeners everywhere as we prepare to celebrate the birth of Christ.

Our thoughts turn back to a moment in history when God’s chosen people, the children of Israel, were living in intense expectation.

They were waiting for the Messiah that God had promised to send, and they pictured him as a great leader who would rescue them from foreign domination and restore their freedom.

God is always faithful to his promises, but he often surprises us in the way he fulfils them.

The child that was born in Bethlehem did indeed bring liberation, but not only for the people of that time and place – he was to be the Saviour of all people throughout the world and throughout history.

And it was not a political liberation that he brought, achieved through military means: rather, Christ destroyed death for ever and restored life by means of his shameful death on the Cross.

And while he was born in poverty and obscurity, far from the centres of earthly power, he was none other than the Son of God.

Out of love for us he took upon himself our human condition, our fragility, our vulnerability, and he opened up for us the path that leads to the fullness of life, to a share in the life of God himself.

As we ponder this great mystery in our hearts this Christmas, let us give thanks to God for his goodness to us, and let us joyfully proclaim to those around us the good news that God offers us freedom from whatever weighs us down; he gives us hope, he brings us life.

Dear friends from Scotland, England, Wales and indeed every part of the English-speaking world, I want you to know that I keep all of you very much in my prayers during this Holy season.

I pray for your families, for your children, for those who are sick, and for those who are going through any form of hardship at this time.

I pray especially for the elderly and for those who are approaching the end of their days.

I ask Christ, the light of the nations, to dispel whatever darkness there may be in your lives and to grant to every one of you the grace of a peaceful and joyful Christmas.

May God bless all of you.

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Pezzotta
Binetti

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