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Posts Tagged ‘Preti’

Bel lavoro di Dario Ballardini !!!
Preti col Casco – Motosprint 52-2012

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Il blog di Luigi Accattoli.

E’ venerdì e un gruppo di una dozzina di ragazzi si ritrova per preparare la cena dei “barboni” che dormono alla stazione centrale di Bologna. Una parte di noi fa il “giro” dei negozi per raccogliere pane, salumi e brioches che non sarebbero vendibili all’indomani. Poi ci si raduna in parrocchia dove altri, specie i minori di 16 anni che non possono andare in stazione, tagliano il pane e imbottiscono i panini, dividendoli tra formaggio (per i musulmani) e carne. E magari pensi che qualcuno riceverà in mano ciò che stai preparando e che quello sarà tutta la sua cena, o il primo pasto decente da giorni. In un’ora si incartano fino ad una cinquantina di panini. – Un giovane amico di nome Pietro Canelli ha fatto su mia richiesta questo racconto che continua nel primo commento al post. Ringrazio Pietro e mi complimento per la sua scrittura e per quello che fa il venerdì sera, quando gli altri ragazzi si godono la prima serata libera della settimana.

Continua il racconto di Pietro Canelli iniziato nel post. Verso le otto e mezza i sacchi sono pronti e si cena nella canonica che è la casa dei nostri tre preti ma è anche un porto di mare dove telefono e campanello squillano ininterrottamente e dove i parrocchiani, i migranti e chiunque voglia può vivere una vita di comunità per periodi più o meno brevi, due giorni o due anni. E’ essenziale per gli autoctoni la cena: è obbligatorio mangiare tutti assieme e non parlare al cellulare pena il lavaggio dei piatti. Si apparecchia per una mezza dozzina di persone in più e a tavola puoi incontrare un venezuelano capo-scout, un elettricista afghano o un ragazzo ai domiciliari, oltre a una serie di parrocchiani altrettanto improbabili.
Dopo cena arrivano altri ragazzi. Ci si ferma in chiesa dove a turno uno di noi guida un momento di preghiera. Bastano dieci minuti e si è fuori a caricare sui furgoncini e sulle auto i cibi e il the caldo. Si arriva al Piazzale Est della stazione verso le 9, dove il grosso dei senzatetto attende impaziente noi e i nostri “colleghi” di Crevalcore che, oltre ai viveri, portano il prete. Appena arrivati si forma un cerchio per un Padre Nostro, mischiati ai barboni. Ci mettiamo a semicerchio in coppie, ognuna delle quali distribuisce qualcosa di diverso alla maniera dei self-service: i panini, da bere, la frutta e le brioches o i cioccolatini, quando ci sono.
Non si tratta solo di sfamare gli affamati ma di parlare, dare attenzione, trattarli da esseri umani spesso solo tramite un gioco di sguardi che vale più delle parole. Non tutti si fermano a chiacchierare, ma i pochi che lo fanno hanno storie sbalorditive: di viaggi, di figli lontani, di speranze e di manrovesci della fortuna che li hanno portati in quella situazione.
I più adulti, se avanza qualcosa, vanno alla ricerca di quelli che, per orgoglio o sfinimento, sono restati nei loro “rifugi”: i sottopassi e i passaggi tra un edificio e l’altro, dove si è più riparati dal vento. Le situazioni più toccanti si trovano in sala d’attesa dove il caldo richiama i più deboli. Verso le 11 si ritorna a casa con qualcosa dentro.

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Le cose che non si fanno con un abito talare…

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Il dialogo di Benedetto XVI con i preti durante la veglia di preghiera per la conclusione dell’Anno sacerdotale

Un sacramento e una vita nuova per fare spazio a Dio


Il celibato conferma il sì del matrimonio con il suo sì al mondo futuro e l’Eucaristia è il contrario del clericalismo

Pubblichiamo il testo integrale del dialogo tra il Papa e i preti durante la veglia di preghiera svoltasi nella serata di giovedì 10 giugno, in piazza San Pietro, a conclusione dell’Anno sacerdotale.

America

Beatissimo Padre, sono don José Eduardo Oliveira y Silva e vengo dall’America, precisamente dal Brasile. La maggior parte di noi qui presenti è impegnata nella pastorale diretta, in parrocchia, e non solo con una comunità, ma a volte siamo ormai parroci di più parrocchie, o di comunità particolarmente estese. Con tutta la buona volontà cerchiamo di sopperire alle necessità di una società molto cambiata, non più interamente cristiana, ma ci accorgiamo che il nostro “fare” non basta. Dove andare Santità? In quale direzione?

Cari amici, innanzitutto vorrei esprimere la mia grande gioia perché qui sono riuniti sacerdoti di tutte le parti del mondo, nella gioia della nostra vocazione e nella disponibilità a servire con tutte le nostre forze il Signore, in questo nostro tempo. In merito alla domanda:  sono ben consapevole che oggi è molto difficile essere parroco, anche e soprattutto nei Paesi di antica cristianità; le parrocchie diventano sempre più estese, unità pastorali… è impossibile conoscere tutti, è impossibile fare tutti i lavori che ci si aspetterebbe da un parroco. E così, realmente, ci domandiamo dove andare, come lei ha detto. (altro…)

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