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Posts Tagged ‘post-secolarismo’

The problem, of course, is made worse by the effects of secularisation, one of which is the systematic loss of religious knowledge. It follows that necessarily sensitive debates are very often engaged by people who, literally, do not know what they are talking about – with respect to their own faith, never mind anyone else’s. It is little wonder that things get out of hand.godwin_bible460

Da: Guardian.co.uk – Comment is Free – Belief

Grace Davie is professor of sociology at the University of Exeter

Christian, but not as we know it – Grace Davie

Europe has been changed fundamentally by an influx of peoples from around the world. But faith, and Christian faith, remain part of its basic character

The question: is Europe’s future Christian?

Is Europe’s future Christian? My answer is “yes” but not in the same way that it is now.

Predicting the future about religion in Europe is, however, tricky as more than one thing is happening at once. On the one hand, Europe is becoming markedly more secular; on the other religion is rising in the public agenda of both the EU as a whole and its member states. These contradictory “forces” are brought about by different things, but have occurred at the same time. Why is this so and what are the consequences? (altro…)

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…siamo passati da una Chiesa di “appartenenza”, nella quale la fede era data dal gruppo di nascita, a una Chiesa di APTASHZ“convinzione”, in cui la fede si definisce come una scelta personale e coraggiosa, spesso in opposizione al gruppo di origine. (…)

Esiste ormai nelle Chiese europee, e forse anche nella Chiesa americana, una linea di divisione, talora di frattura, tra una corrente di “composizione” e una corrente di “contestazione”.

La prima ci porta a osservare che esistono nella secolarizzazione dei valori a forte matrice cristiana, come l’uguaglianza, la libertà, la solidarietà, la responsabilità, e che deve essere possibile venire a patti con tale corrente e individuare dei campi di cooperazione.

La seconda corrente, al contrario, invita a prendere le distanze. Ritiene che le differenze o le opposizioni, soprattutto nel campo etico, diventeranno sempre più marcate. Propone dunque un modello alternativo al modello dominante, e accetta di sostenere il ruolo di una minoranza contestatrice.

Formazione al sacerdozio, tra secolarismo e modelli di Chiesa

di Jean-Louis Bruguès

È sempre rischioso spiegare una situazione sociale a partire da una sola interpretazione. Tuttavia, alcune chiavi aprono più porte di altre. Da molto tempo sono convinto del fatto che la secolarizzazione sia diventata una parola-chiave per pensare oggi le nostre società, ma anche la nostra Chiesa. (altro…)

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“The secular and religious intolerance of our day needs to be confronted monkregularly and publicly. Believers need to call the bluff of what is, even in most parts of Europe, a small minority with disproportionate influence in the media. This is one of the crucial tasks for Christians in the 21st century.” (…)

He said: “I think we’ve been tempted in the past to try to make Catholicism more attractive by going quiet or softly on the so-called hard teachings, the call to faith, the call to forgiveness, the call to sexual fidelity. Cut-price Christianity doesn’t work – it’s never going to be cost-free.”

Cardinal: confront secular intolerance

By Mark Greaves -13 March 2009

Cardinal George Pell has said a crucial task for Christians today is to “regularly and publicly” confront secularists who want to push religion out of the public sphere.
The cardinal – one of the Church’s most influential voices – said Christians needed to show secularised societies that “there are better ways to live”.
He made the comments at a lecture at Oxford last week on “Varieties of Intolerance: Religious and Secular”, organised by the Oxford University Newman Society and sponsored by The Catholic Herald.
He spoke of a “dangerous” new trend across the English-speaking world to use anti-discrimination legislation to curb religious freedom. To fight this intolerance, he said, Christians needed to regain their “self-confidence and courage”. (altro…)

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scola

Da www.chiesa , dove appare insieme al già postato articolo di Ruini e ad altri articoli sullo stesso argomento

Cattolici, laici e società civile

di Angelo Scola
“L’Occidente deve decidersi a capire quale peso ha la fede nella vita pubblica dei suoi cittadini, non può rimuovere il problema”.

Queste parole fulminanti, espresse da un vescovo mediorientale ad Amman durante il comitato scientifico internazionale della rivista “Oasis”, mi sono tornate alla mente in questi giorni, nei quali si è acceso sui media un vivo dibattito circa l’azione dei cristiani nella società civile, il dialogo tra laici e cattolici – che secondo qualcuno sarebbe addirittura giunto al capolinea -, la presunta sconfitta del cristianesimo e l’ingerenza degli uomini di Chiesa nelle vicende pubbliche. In una parola, circa lo stile con cui i cattolici dovrebbero intervenire o meno sui delicati temi della vita comune, quali quelli della bioetica. (altro…)

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