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Posts Tagged ‘PCI’

«In questi trent’anni in Italia è accaduta una rivoluzione culturale, che ha trasformato i cittadini in spettatori. Tutti sono stati coinvolti, anche la sinistra. Gli unici che non si sono adeguati, che hanno continuato a lavorare per strada, magari avendo in tasca ancora la tessera del vecchio Pci, sono i leghisti. La Lega è l’unica forma di resistenza al virtuale. Purtroppo, a differenza di Alberto da Giussano, è salita sul carro dell’imperatore. Per il resto, non credo ci sia molta differenza tra le feste azzurre del Pdl e la festa dell’Unità o come si chiama adesso. Festa democratica, mi dicono. Da tempo, dalla canzone di Gaber in poi, i parametri di destra e sinistra non sono più validi. E a volte, quando incontro un esponente di sinistra, mi viene da sentirmi un po’ di destra ».
Paolo Rossi intervistato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di oggi

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Dopo i sindaci di Bologna e Firenze, che sia il tempo che anche il segretario PD di Bologna non sia un ex PCI?

demaria

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Mambo – dal Riformista
 
LIBERAZIONE? COME RINASCITA DEL 1964
 
Mercoledì 2 aprile 2008
 
S’ infiamma il dibattito nella sinistra. Veltroniani e bertinottiani si guardano in cagnesco. Ma sono davvero due le sinistre? Quella radicale ha maturato convinzioni profonde. Bertinotti dice: «Il Pd con Veltroni ha costruito un programma sostanzialmente neocentrista che rende impossibile l’intesa con una sinistra come la nostra». Un personaggio di minore notorietà ma ben addentro nelle segrete cose della sinistra dura e pura come Orazio Licandro, capolista alla Camera per la Liguria della Sinistra Arcobaleno, la mette così: «Il manifesto ideologico del Pd sta tutto nel Bersani-pensiero che colloca saldamente il partito sul versante del centro-destra». Un giornalista sobrio e riflessivo come il direttore di “Liberazione” Piero Sansonetti scrive con nettezza: «Diventa sempre più difficile capire fra Pd e Pdl quale dei due partiti stia più a destra e quale più al centro». Sono opinioni forti che si potevano dire meglio. Per esempio così: «Ogni giorno e ogni ora, non soltanto sui quotidiani della grande borghesia, ma nelle dichiarazioni, negli scritti, nei discorsi di tutti o quasi tutti gli esponenti del cosiddetto centro-sinistra, il piano di rottura profonda del movimento delle classi lavoratrici viene esposto, commentato, rivendicato, esaltato come il vero momento nuovo, che dovrà essere caratteristico della nuova situazione politica». È Togliatti su “Rinascita” del 4 gennaio ’64. Rifondando rifondando perché cambiare?

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