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Posts Tagged ‘Paolo Cevoli’

«Duemila anni fa quello che ha co­minciato tutto ha detto chiaro che per chi lo segue c’è ‘il centuplo su questa terra’, e la cosa continua a rimanere valida. Per tornare alla mia metafora preferita: ti posso rac­contare la tagliatella finché voglio, ma non ti convincerò della sua bontà finché tu non l’assaggi. Se la mangi, ti convince più di un libro di cucina. Non serve fare la réclame di Gesù, bisogna che gli uomini si mettano a tavola con noi e mangi­no le tagliatelle».

24 dicembre 2010
PAOLO CEVOLI
«Se credi in Gesù fai buone tagliatelle»
La penultima cena, ideata, scritta e recitata da Paolo Ce­voli, è un monologo storico­gastronomico comico-religioso. Con l’ultimo aggettivo che scorre sotto traccia e alla fine domina, ma in puro stile cevoliano, tra para­dossi, doppi-tripli sensi e provo­cazioni. Allo spettatore viene pro­posta un’immersione surreale e spassosissima nella Roma augu­stea e nella Palestina di Gesù viste con gli occhi di Paolo Simplicio Marone, un uomo che coltivava senza scrupoli l’ambizione di di­ventare il cuoco più famoso del­l’impero. Per conseguire quell’o­biettivo tutto diventa lecito, ma proprio quando ha raggiunto il ver­tice della notorietà il suo sguardo incrocia quello di un altro uomo destinato a diventare decisamen­te più celebre, e a segnare indele­bilmente la sua vita: Gesù. (altro…)

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17 ottobre 2010 – Avvvenire

Paolo Cevoli: «Per fare il pataca più lavoro che talento»

Ho sempre avuto una vocazione alla stupidera. Ho fatto sempre ridere tutti fin da quando ero piccolo e mi sono sempre detto: «Se il Padreterno mi ha fatto pataca ci sarà pure un motivo!». Per far ridere devi vedere delle cose che gli altri non vedono. Si può far ridere distruggendo, sgretolando l’altro. È un ridere che lascia l’amaro, si può prendere in giro perché vuoi bene all’altro.

Per me fare il comico vuol dire entrare dentro l’altro, immedesimarmi in lui, capirlo e… prenderlo per i fondelli perché gli voglio bene. Se tu non ti vuoi bene, se tu non riesci ad accettare neanche te stesso, questa cosa non si riesce a fare e si diventa pesanti, cinici, corrosivi. Accetti la realtà nella sua positività ultima, per questo ridi. Ridi perché sei contento. Per godere della vita devi essere contento della vita. E la vita ti riserva sempre grandi sorprese, è infinitamente più grande della tua testa e dei tuoi pensieri. (altro…)

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