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Posts Tagged ‘Michele Nicoletti’

Quest’idea che il presente non è l’unico tempo dell’essere umano, ma un altro tempo esiste per cui le donne e gli uomini non sono condannati all’eterno ritorno dell’uguale miseria, ma sono destinati a un riscatto e a una liberazione, è stato un contributo fondamentale offerto dalle tradizioni ebraiche e cristiane alla politica occidentale. La speranza della liberazione. …è di questo allargamento dello sguardo e del cuore di cui la politica democratica ha bisogno. … È in quest’ora che il pensiero democratico ha bisogno di tutte le energie spirituali di cui può disporre. Non deve costringere le persone a mettere tra parentesi le proprie energie spirituali, ma deve riuscire a esaltarle e a comporle in un quadro comune.

Per una nuova proposta politica dei democratici

di Michele Nicoletti – segretario PD Trentino

1. Milioni di cittadini in occasione delle ultime elezioni amministrative regionali hanno deciso di non andare a votare. Si è così trattato delle elezioni meno partecipate nella storia politica italiana. Solo il 63,6 % degli aventi diritto ha scelto di recarsi alle urne. Si tratta di una scelta che dovrebbe preoccupare chi ha a cuore una concezione della democrazia che vede nella partecipazione forte e intensa dei cittadini un elemento fondamentale della democrazia stessa.
I più preoccupati dovrebbero essere, insomma, quelli del PD. E ciò almeno per due ragioni. Anzitutto per una ragione generale: una democrazia a bassa partecipazione rischia di indebolire il senso stesso della democrazia come governo del popolo, ossia di tutti o per lo meno dei più. (altro…)

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Un grazie particolare agli amici del Landino – Michele Nicoletti – 09/06/2009prayvotepray

Per i cattolici è il momento di agire – Angelo Bertani – Europa – 12/06/2009

A Nicoletti rispondevo:

Osservazione generale a partire dal caso del manifesto pro-Nicoletti di Bologna.
Bertani cita tra gli esempi Vittorio Prodi e Beatrice Draghetti.
In realtà penso che questi siano esempi sbagliati per via del fatto che al successo personale e alla indubbia stima che queste persone raccolgono, non corrisponde un progetto politico, ma solo un personale validissimo e specchiato impegno amministrativo. Di fatto questo si traduce NON in capacità di cambiare le cose a livello politico, ma solo in una involontaria copertura ad una gestione interna del PD di Bologna ottusa e conservatrice. E la storia dell’entrata in politica di queste pur validissime persone è implicitamente una dichiarazione di debolezza politica. Come dire, diamanti incastonati in una rugginosa struttura di ferro imbullonato, che non si muove se non per scricchiolare sotto il peso degli anni.
L’impegno dei singoli, cooptati o supervotati che sia, non basta senza una organizzazione ed un progetto politico più ampio.
Se andiamo a leggere di nuovo quel manifesto in fondo questo giudizio traspare chiaramente.
E ora, leninianamente, che fare?

E Nicoletti risponde:

adesso si deve:

1. non farsi stritolare dalle manovre congressuali ma darsi un programma di lavoro di tre anni con cui tornare a vincere le elezioni politiche;

2. coloro che lavorano in ciò che resta del mondo cattolico democratico devono rifare la Lega Democratica ossia un’associazione mista di persone che stanno in politica, nel sindacato, nelle associazioni ecclesiali eccetera, capaci di ritessere un’alleanza sul piano del pensiero teologico e politico e sul piano delle pratiche tra democrazia e credenti solidali. l’illusione di risolvere il problema con un’alleanza con l’udc è patetica. quella di risolvere il problema con una laicità negativa è concettualmente sbagliata e politicamente suicida (perché proprio noi sterilizzare la potenza riformatrice della speranza escatologica?)

3. chi lavora nel PD deve ripartire con umiltà dai territori e organizzare nelle diverse regioni convegni di “ascolto dei territori” in cui si invitano a parlare i protagonisti sociali e il pd ascolta con umiltà dove ha sbagliato (perché occorre parlarsi chiaro e riconoscere che un partito che ha perso quello che il pd ha perso alle europee è un partito che ha sbagliato quasi tutto e ha bisogno di una radicale messa a punto che solo da un paziente ascolto dei territori può nascere e non certo da operazioni di vertice con qualche – non troppe – cooptazioni del cosiddetto “nuovo”).

chi ci sta?

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Perché abbiamo bisogno di una affermazione di Michele Nicoletti al Parlamento Europeonic

   In un momento in cui prevale la sfiducia, cresce la necessità di dare uno sbocco concreto ed efficace ad un patrimonio di valori civili che, se non viene rinnovato ed attualizzato, inaridisce.
    La testimonianza di servizio politico di singole persone di valore non basta a dare incisività a questo patrimonio: è necessaria la capacità di fare rete a livello nazionale e radicamento sul territorio, per dare la possibilità di concretizzare i nostri ideali in un progetto politico condivisibile ed efficace.
    Non ci si può limitare alla nostalgia per i grandi uomini ed i grandi momenti che hanno fatto la storia democratica di questo Paese: bisogna nutrire la presunzione di potere rendere vivo ed attuale quel patrimonio ideale e di passione civile attraverso un lavoro culturale e politico rigoroso.

(altro…)

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Indossata ad incontro con Michele Nicoletti, che non mi pare si sia scomposto…. 😉whose

Scritta sul retro:

“My concern is not whether God is on our side; my greatest concern is to be on God’s side, for God is always right.”

“La mia preoccupazione non è se Dio sia dalla nostra parte; la mia più grande preoccupazione è di essere dalla parte di Dio, perchè Dio è sempre nel giusto.”

Abraham Lincoln

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Michele Nicoletti è candidato PD alle europee per il collegio NordEst. Ho condiviso la sua giornata di campagna di sabato in gran parte. Con gratitudine riporto il suo commento e invito a vedere il video – lungo, link in fondo – del dibattito con Vassallo e Serracchiani svoltosi nella sede ARCI Benassi di Bologna. Quello che parla a metà del video (min 00:56) – dopo che mi aveva fatto venire i fumini l’intervento a min. 00:50 fino a 00:54 circa – e racconta del suo essere un ex-DC e chiede un atteggiamento diverso del PD sul rapporto coi cattolici e le tematiche a loro care sono ovviamente io.

Dal sito di Michele Nicoletti:

Ieri bellissima giornata di campagna elettorale bolognese. La mia città universitaria. Ho rivisto vecchi amici fucini e universitari con grandissima emozione e ho sperimentato ancora una volta la bellezza e la forza di queste amicizie civili che costituiscono uno degli elementi connettivi di questo paese e uno dei terreni sempre fecondi da cui non si stancano di nascere frutti di impegno e di generosità. Non ho potuto non pensare ai grandi maestri i cui corsi universitari ho frequentato: da Nicola Matteucci a Giuseppe Alberigo, da Achille Ardigò a Roberto Ruffilli, maestri di pensiero e di impegno civile. Ai grandi incontri con don Giuseppe Dossetti, Nino Andreatta, Paolo e Romano Prodi, Gigi Pedrazzi, Ivan Illich e tanti altri.

La grandezza di questo collegio del Nordest comporta qualche fatica negli spostamenti, ma lo sguardo che si acquisisce sul nostro paese è straordinario. Si discute così di scuola e di università, di distretti industriali emiliani, di chiese e immigrazioni, di futuro dell’Italia e del PD. Se anche la politica fosse solo occasione di incontro con le persone, fraternità civile, condivisione di speranze, sforzo comune di invenzione di pratiche alternative, non sarebbe già un buon motivo per farla?

Dopo un pomeriggio al parco in incontri con altri candidati e cittadini, una serata intensa e partecipata al Circolo Mazzini del Pd bolognese con l’on. Salvatore Vassallo e Debora Serracchiani.

Il video della serata si può vedere al seguente indirizzo:

http://www.ustream.tv/recorded/1516230

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