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Posts Tagged ‘Luigi Bobba’

se la politica non si apre allo sguardo della fede e alla dimensione della trascendenza, essa resterà prigioniera di un umanesimo dimezzato e soprattutto non avrà la forza per affrontare e per vincere le grandi sfide che incombono oggi sull’umanità

La Spezia,7 Ottobre 2011
INTERVENTO SULLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI VANNINO CHITI:
“ RELIGIONI E POLITICA NEL MONDO GLOBALE”
(Le ragioni di un dialogo), Giunti,Firenze 2011

Premessa
Ritengo che in questo suo ultimo libro Vannino Chiti abbia dato una prova ulteriore che soltanto avendo il coraggio di relativizzare la politica, andando oltre le sue categorie, si creano le condizioni per rinnovarla.
Bisogna cioè far dialogare la politica con altri mondi, metterla a confronto con altri orizzonti, declinare i suoi principi con altri universi del sapere o del credere, come ad esempio la religione, o meglio, le religioni. Viviamo infatti in un contesto globale in cui ogni cittadino viene a contatto con il mosaico delle fedi. Per questo ho trovato molto suggestiva la dedica del libro a due toscani come lui che hanno creduto fortemente alla “bellezza del dialogo”: Ernesto Balducci e Mons. Alberto Ablondi (Vescovo di Livorno e appassionato dell’ecumenismo.
Ciò che rende avvincente la lettura di questo volume è la convinzione che l’Autore ribadisce più volte, che se la politica non si apre allo sguardo della fede e alla dimensione della trascendenza, essa resterà prigioniera di un umanesimo dimezzato e soprattutto non avrà la forza per affrontare e per vincere le grandi sfide che incombono oggi sull’umanità,dalla globalizzazione all’informazione digitale, dal fenomeno migratorio al degrado ecologico del nostro pianeta. (altro…)

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Articoli e dichiarazioni
CATTOLICI IN POLITICA: INTERVISTA A LUIGI BOBBA.
RADIO 24
I cattolici in politica oggi: Irrilevanti, trasversali, isolati? Intervista all’Onorevole Luigi Bobba.
Questa che si apre è una settimana piena di tensioni. Tensioni sindacali: in settimana si terrà il referendum sul problematico accordo su Mirafiori. Tensioni politiche: c’è attesa per la decisione della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento. Anche il dibattito politico vive momenti di tensione non solo tra le forze politiche ma anche al loro interno. E’ il caso del PD dove nei giorni scorsi si è aperto l’ennesimo confronto, e scontro, su diverse tematiche (dalle primarie a Mirafiori). Uno dei temi delicati, che sarà messo presto all’ordine del giorno del dibattito, è quello della questione etica sul fine vita. E questo riporterà al centro dell’attenzione il ruolo dei cattolici in politica. Ne parliamo con Luigi Bobba, ex presidente nazionale delle Acli, parlamentare del PD e vice-presidente della Commissione Lavoro della Camera.

Un recente Convegno della Fondazione Giuseppe Lazzati, tenuto a Milano lo scorso dicembre, aveva come titolo: “I cattolici in politica: irrilevanti, trasversali, isolati?”. Quale di queste parole, secondo Lei, indica lo stato della situazione dei cattolici italiani?

Se dovessi sintetizzare la condizione dei cattolici nel sistema politico italiano, indicherei due rischi: quello dell’irrilevanza e quello, ancor più grave, dell’insignificanza. Nel primo caso,molti cattolici italiani non hanno ancora fatto definitivamente i conti con due trasformazioni radicali e non facilmente reversibili del sistema politico: il bipolarismo e la personalizzazione dell’azione politica. Spesso , queste trasformazioni, a sinistra, vengono identificate con la persona di Berlusconi. Ma il cambiamento è ben più profondo ed originato principalmente dall’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di provincia e di regione: l’elettore, anche quello cattolico, ha ormai incorporato nel suo immaginario questi due tratti distintivi dell’azione politica; con essi bisogna farci i conti se non si vuole diventare irrilevanti. Dunque bisogna agire all’interno del sistema bipolare, a meno che si abbiano la forza e i numeri per creare una polarità alternativa capace di scompigliare radicalmente questo bipolarismo. Se così non e’, almeno nel breve periodo,ne consegue che bisogna lavorare per mettere all’angolo le forze più radicali ed estreme del sistema- la Lega e l’Idv- in modo da avere un bipolarismo meno condizionato dalle estreme e dove la competizione si sposti sul centro del sistema politico. Tale auspicabile condizione vedrebbe presumibilmente i cattolici più capaci di incidere sulle scelte , di condizionare i rispettivi schieramenti e di promuovere una nuova classe politica.
La questione dell’insignificanza ha radici non tanto politiche ma ecclesiali. Ovvero il diffondersi di un cristianesimo self-service o il ricupero di valori cristiani in chiave meramente difensiva e identitaria, hanno indebolito il legame profondo che vi è stato nel nostro Paese tra appartenenza di fede e impegno in politica. Non invoco certo un ritorno indietro, bensì il superamento di una schizofrenia determinata dalla separazione intraecclesiale e politica tra coloro che vivono l’esperienza politica come guidata unicamente da valori di carattere sociale (la pace, la solidarietà, ecc) e coloro che la legano esclusivamente alla questione antropologica (vita , temi etici,ecc.). Solo se, come peraltro ci indica chiaramente la Caritas in veritate, si andra’ oltre questa divaricazione, anche la presenza politica dei credenti potrà meglio esprimere, in modo del tutto laico, il legame essenziale con i valori della fede.

Parliamo un po’ del PD. Lei, qualche tempo fa, scriveva che “Il Pd nasce come formazione plurale in cui trova piena cittadinanza il cattolicesimo sociale e popolare come cultura fondante del partito. Questo rimescolamento di identità diverse costituisce la vera scommessa del Pd per crescere e per non essere soltanto una forza socialdemocratica in cui le altre tradizioni riformiste rimangono schiacciate”. Secondo lei questo rimescolamento c’è stato, oppure è una scommessa persa? (altro…)

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La traversata: dal Concilio ad oggi
On. Luigi Bobba

In tante precedenti occasioni ho avuto modo di confrontarmi e di riflettere sul Concilio Vaticano II, sui suoi avanzamenti e sui punti di criticità, ma non avevo ancora afferrato una chiave di lettura così penetrante e convincente come quella che ci offre padre Sorge in questa sua ri-costruzione coraggiosa e ricca di particolari. Non si dimentichi, infatti che a raccontare questi cinquanta anni di “traversata” post-conciliare è un protagonista che ha contribuito non poco a orientare la navigazione. (altro…)

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Il richiamo della Caritas in veritatis e a non proseguire nella schizofrenia costituita dalla separazione, intraecclesiale e politica, tra coloro che privilegiano un’opzione di fede tutta incentrata sul sociale e coloro che invece danno assoluta priorità ai temi antropologici deve rappresentare la vera sfida per le comunità cristiane.

CERCANDO LA RETTA VIA. LE RADICI SOCIALI DA RISCOPRIRE PER LA POLITICA DI DOMANI.

1.“Non temete l’impegno in politica”
Le parole del Papa Benedetto XVI al Santuario di Nostra Signora di Bonaria, a Cagliari, il 7 settembre 2008, possono essere lette come una guida sicura per tentare di delineare il compito prioritario di questa stagione incerta, confusa e, a tratti, perfino torbida della democrazia nel nostro Paese. Il Pontefice ha invocato “una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di creare con coerenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile”. Che cosa significa tutto questo per chi è impegnato nel campo sociale e politico? Come possiamo contribuire a far venire alla luce “una nuova generazione di laici cristiani impegnati nella politica?”. Come facilitare un lavoro corale di associazioni e movimenti? Come costruire ponti tra chi opera nel sociale e chi esercita funzioni di rappresentanza politica e ruoli istituzionali? (altro…)

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Carissimo Luigi Bobba, sono una ragazza di Milano.
La seguo sin dall’inizio della sua attività politica grazie al bellissimo sito che ha creato. Prego molto per lei e sono molto felice che esistano cristiani che si impegnano in politica come fa lei cercando di non “mediare” i valori cristiani fino ad annullarli come purtroppo accade spesso. (altro…)

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Europa.it quotidiano 24 marzo 2010

Commenti – Il Pd a lezione da Obama – Luigi Bobba

La riforma sanitaria negli Stati Uniti è diventata legge. Dopo una dura battaglia parlamentare, i sì hanno prevalso e ora 32 milioni di cittadini americani privi di tutela sanitaria potranno accedere alle cure mediche. Una svolta che influenzerà non poco la leadership di Obama.

Presidente che sembra aver trovato in questa decisione un orientamento, una bussola nella frammentazione degli interessi della società americana.

E uno degli elementi di scontro sulla riforma si è consumato tra i pro-life e i pro-choice: tra i deputati e senatori contrari all’aborto e quelli che privilegiano su tutto la libertà di scelta della donna. L’iter della riforma si è sbloccato grazie all’accordo – firmato dal deputato democratico, Bart Stupak, leader degli antiabortisti – sui limiti dei finanziamenti pubblici all’interruzione volontaria della gravidanza. Grazie anche al voto di questi deputati (democratici e repubblicani) la riforma è passata. Il caso ha fatto molto discutere, specialmente nei settori del Partito democratico apertamente filoabortisti, anche se lo strappo non ha suscitato quel clamore che qualcuno si sarebbe atteso.

Quasi a dire che la battaglia identitaria dell’aborto come diritto di libertà sia confinata in un tempo ormai lontano, gli anni ‘60, e che invece l’obiettivo di una concreta assistenza sanitaria per tanti che ne erano finora esclusi sia stato considerato ben più decisivo, anche per la stessa speaker della camera, Nancy Pelosi, chiaramente schierata sul fronte pro-choice. (altro…)

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Per non imboccare la via del radicalismo
LUIGI BOBBA*
«Le fedi religiose avranno nel XXI secolo la stessa importanza che hanno avuto le ideologie nel secolo scorso». Prendo le mosse da questa singolare affermazione dell’ex Premier britannico, Tony Blair, per inserirmi in una riflessione a più voci già sviluppatasi su Avvenire e soprattutto per lasciarmi provocare dalle parole chiare e dirette di Davide Rondoni (6 marzo 2010). Mentre un personaggio come Blair – che pure appartiene alla tradizione laburista – si spinge a fare un’affermazione così impegnativa, dall’altro lato ci sono anche nella forza politica a cui appartengo – il Partito democratico – tendenze culturali orientate a considerare la fede come un fatto da confinare esclusivamente nel foro privato della coscienza o, peggio, come ha affermato recentemente Veronesi, nella dimensione dell’irrazionale. Da cosa deriva questa incolmabile distanza? (altro…)

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