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Posts Tagged ‘Luigi Accattoli’

Il blog di Luigi Accattoli.

E’ venerdì e un gruppo di una dozzina di ragazzi si ritrova per preparare la cena dei “barboni” che dormono alla stazione centrale di Bologna. Una parte di noi fa il “giro” dei negozi per raccogliere pane, salumi e brioches che non sarebbero vendibili all’indomani. Poi ci si raduna in parrocchia dove altri, specie i minori di 16 anni che non possono andare in stazione, tagliano il pane e imbottiscono i panini, dividendoli tra formaggio (per i musulmani) e carne. E magari pensi che qualcuno riceverà in mano ciò che stai preparando e che quello sarà tutta la sua cena, o il primo pasto decente da giorni. In un’ora si incartano fino ad una cinquantina di panini. – Un giovane amico di nome Pietro Canelli ha fatto su mia richiesta questo racconto che continua nel primo commento al post. Ringrazio Pietro e mi complimento per la sua scrittura e per quello che fa il venerdì sera, quando gli altri ragazzi si godono la prima serata libera della settimana.

Continua il racconto di Pietro Canelli iniziato nel post. Verso le otto e mezza i sacchi sono pronti e si cena nella canonica che è la casa dei nostri tre preti ma è anche un porto di mare dove telefono e campanello squillano ininterrottamente e dove i parrocchiani, i migranti e chiunque voglia può vivere una vita di comunità per periodi più o meno brevi, due giorni o due anni. E’ essenziale per gli autoctoni la cena: è obbligatorio mangiare tutti assieme e non parlare al cellulare pena il lavaggio dei piatti. Si apparecchia per una mezza dozzina di persone in più e a tavola puoi incontrare un venezuelano capo-scout, un elettricista afghano o un ragazzo ai domiciliari, oltre a una serie di parrocchiani altrettanto improbabili.
Dopo cena arrivano altri ragazzi. Ci si ferma in chiesa dove a turno uno di noi guida un momento di preghiera. Bastano dieci minuti e si è fuori a caricare sui furgoncini e sulle auto i cibi e il the caldo. Si arriva al Piazzale Est della stazione verso le 9, dove il grosso dei senzatetto attende impaziente noi e i nostri “colleghi” di Crevalcore che, oltre ai viveri, portano il prete. Appena arrivati si forma un cerchio per un Padre Nostro, mischiati ai barboni. Ci mettiamo a semicerchio in coppie, ognuna delle quali distribuisce qualcosa di diverso alla maniera dei self-service: i panini, da bere, la frutta e le brioches o i cioccolatini, quando ci sono.
Non si tratta solo di sfamare gli affamati ma di parlare, dare attenzione, trattarli da esseri umani spesso solo tramite un gioco di sguardi che vale più delle parole. Non tutti si fermano a chiacchierare, ma i pochi che lo fanno hanno storie sbalorditive: di viaggi, di figli lontani, di speranze e di manrovesci della fortuna che li hanno portati in quella situazione.
I più adulti, se avanza qualcosa, vanno alla ricerca di quelli che, per orgoglio o sfinimento, sono restati nei loro “rifugi”: i sottopassi e i passaggi tra un edificio e l’altro, dove si è più riparati dal vento. Le situazioni più toccanti si trovano in sala d’attesa dove il caldo richiama i più deboli. Verso le 11 si ritorna a casa con qualcosa dentro.

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Il significato di un passo – Corriere della Sera.

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Impensabile per l’islam

scelto da Luigi Accattoli | 09 giugno 2010
Ataturk diceva che l’islam è la religione migliore perché è l’ultima rivelazione e perché è la più ragionevole: ecco, è proprio questo essere una religione da benpensanti che la rende diversa dal cristianesimo
di Luigi Padovese, vescovo in Turchia

La «parola» di questa settimana la prendiamo dal sangue del vescovo Luigi Padovese e riguarda proprio quel difficile rapporto con l’islam che forse l’ha portato al martirio. «Ataturk diceva che l’islam è la religione migliore perché è l’ultima rivelazione e perché è la più ragionevole: ecco, è proprio questo essere una religione da benpensanti che la rende diversa dal cristianesimo il quale, pur nella sua plausibilità, richiede di non cedere a una visione antropocentrica dove la comprensione di Dio è misurata soltanto da quanto noi possiamo pensare di lui. In fondo il mistero dell’umanità di Gesù è il mistero dell’alterità di Dio. Da questo punto di vista il dialogo con l’islam si rivela difficile, anche se va fatto»: così Padovese aveva parlato in un’intervista al Regno 2/2008. Secondo Paolo la fede cristiana – cioè il Cristo crocifisso e risolto – è «scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani». L’ultimo martire in terra di islam ci invita ad aggiungere un terzo epiteto per gli interlocutori oggi più impegnativi: «i non credenti la considerano degna degli stupidi ma non meno tranciante è il giudizio degli ebrei che se ne dicono scandalizzati e dei musulmani, per i quali è un qualcosa che non può essere né pensato né detto».

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Missionari tra i pischelli di Roma

IGOR MAN – La Stampa – 9/10/2009

C’è da stupirsi: Campo de’ Fiori è, una volta tanto, una vasta fioriera; a piazza del Popolo è sorto il Villaggio dello Sport (gestito dal Csi) ad abbracciare il Villaggio della Gioia; a piazza Navona c’è il Villaggio dell’Incontro. Frotte di giovani, discretamente, danno il benvenuto agli studenti che in numero di tremila hanno invaso il cuore di Roma: è la Festa dei missionari. Una scampagnata archeologica? No, siamo qui per annunciare il Vangelo, rispondono al Vecchio Cronista – perché il Vangelo «annuncia il tempo della verità». (altro…)

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