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Posts Tagged ‘integrazione’

Vicenda intrisa di paradossi riportata da Corriere Bologna di oggi

Diede della «cristiana» alla deputata Sbai – Perde il diritto ad ottenere la cittadinanza – Hassan Akrane, marocchino di 46 anni, vive e lavora a Bologna da oltre 20 anni

Aveva dato della «cristiana» alla deputata del Pdl Souad Sbai. E per questo ha perso il diritto a ottenere la cittadinanza italiana. È successo ad Hassan Akrane, marocchino di 46 anni che vive e lavora a Bologna da oltre 20 anni. L’episodio risale al 2006, quando Akrane definì Sbai «cristiana» all’interno di una mailing list: «Tu sei una donna molto cattiva – recitava il testo della mail -, nella vita non hai ancora capito niente, mettiti a pregare Allah, è molto meglio (…) sei uscita allo scoperto da sola come una massihia». Cioè, appunto, una cristiana. (altro…)

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Il Resto Del Carlino – Bologna – La storia di Azeb Da bimba- soldato a dirigente della Cna

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Questo documento, redatto a Terni e su Terni, mi ha fatto impressione pensando a quello che invece si è incapaci di fare su Bologna, alla sensazione di isolamento e di paura che ogni componente della città riversa sul complessivo, alla incapacità di sintesi e di prospettiva, alle difficoltà del PD bolognese ad uscire dagli schemi vecchi dei DS nostrani. E poi per il richiamo nella noterella all’Azione Cattolica. (Il testo integrale è reperibile su www.landino.it). Premetto: le sottolineature e le potature sono mie; alcune note informali dell’autore, Luca Diotallevi:

…3) La relazione non è alla diocesi ma ad un incontro di tutte le istituzioni ed associazioni cittadine convocato dalla diocesi. …
5) Quel testo e le sue premesse teologiche, e un convegno come quello che c’è stato – ed il suo processo -, ci sono stati perché a Terni c’è l’azione cattolica.

Riprendere un cammino, condividere una agenda, ricostituire una città

1. Un invito alla franchezza

Signore, signori,
ancora poco fa abbiamo sentito ripetere l’invito rivolto dalla Chiesa diocesana e dal Vescovo a tutta la città. È l’invito a parlare con chiarezza sul presente e sul futuro della nostra comunità locale.
Nella lingua del Nuovo Testamento saremmo stati invitati a parlare “en parresia” (Col 2, 15), con franchezza, del futuro e del presente della nostra comunità locale.
Il contenuto di questa franchezza non può essere solo una analisi, bensì l’indicazione di una positiva interpretazione delle sfide e delle opportunità del nostro presente.
Queste pagine hanno attinto facilmente – per opera di molti autori e molte autrici – alla elaborazione ecclesiale di questi ultimi anni, ed in particolare agli interventi pubblici del Vescovo, alla riflessione sul tema “Eucaristia e città” avviata dal Consiglio Pastorale Diocesano sin dal 2002, ed accompagnata in particolare dal lavoro del Congresso Diocesano dei Laici, e dall’impegno profuso nella stessa direzione dall’Azione Cattolica e dalla Caritas diocesane.

2. La franchezza del realismo, innanzitutto (altro…)

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