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Posts Tagged ‘Incarnazione’

He’s particularly disturbed by the physicality of the devotion, by the “lips, beads, figurines and toys” that seem to feature. But Christianity is an embodied religion. It’s not just about abstract spiritual truths. Christians believe that God entered time. His blood dripped on to a field outside Jerusalem; his grave clothes were rolled up in a tomb after his resurrection.Teresa_di_Lisieux_4

The St Thérèse relics are no jujus – they provide real inspiration

The pilgrims following her tour are participating in an important part of Catholic belief, says Stephen Wang

Simon Jenkins is vexed by the sight of thousands of people visiting the relics of Saint Thérèse as they tour the country (Let the credulous kiss their relics. It’s no weirder than idolising Beckham, 18 September).

Jenkins finds it “distasteful”, and puts the whole irrationality of Catholic belief on a par with elephant worship and shamanism. He chooses to adopt an attitude of “courtesy” to the pilgrims, but shows very little curiosity about their real motivations. He assumes they go “to press their lips and possessions desperately against the Perspex and come away feeling better”.

As a member of the organising committee for the visit, I came to appreciate the deeper reasons that draw people to these relics. They come to pray; to find inspiration in the life of an extraordinary woman; to deepen their sense of community and belonging; to connect with a person they love. This is no stranger than visiting the grave of a relative or an exhibition about the life of someone important to you. (altro…)

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Di fronte alle nuove sfide, il mero aggiornamento delle vecchie categorie di pensiero o il semplice 4soldi68001ricorso a sia pure raffinate tecniche di decisione collettiva non servono alla bisogna. Occorre osare vie diverse: è questo in buona sostanza, l’invito accorato che ci rivolge la Caritas in Veritate.

Tratto dal sito di Luigi Bobba
STEFANO ZAMAGNI: “FRATERNITA’, DONO, RECIPROCITA’ NELLA CARITAS IN VERITATE”.

Uno dei segni eloquenti di questo nostro tempo è quel reiterato appello all’etica che è andato sostituendo, nel corso dell’ultimo quarto di secolo, quell’altrettanto insistente appello alla politica, tipico degli anni ’60 del secolo scorso, secondo cui “tutto era politica”. Ma la convergenza sul primato dell’etica viene a cessare nel momento stesso in cui ci si pone a ragionare di questioni etiche concrete. Come aveva osservato A. Mac Intyre nel suo Dopo la virtù (1982), l’uso apodittico dei principi etici serve solo a porre fine al dialogo etico stesso. Come a dire che la convergenza, nel dibattito pubblico, sul primato dell’etica quasi mai conduce al consenso etico.
E’ questo un punto su cui il magistero di Giovanni Paolo II si è soffermato con insistenza esemplare. Nel suo discorso alle Nazioni Unite del 5 ottobre 1995, il papa aveva insistito sul punto che è possibile intendersi sulle questioni di ordine socio-politico su una base comune condivisa perché “la legge morale universale scritta nel cuore dell’uomo è quella sorte di ‘grammatica’ che serve al mondo per affrontare la discussione circa il suo stesso futuro”. (Cfr. Insegnamenti di Giovanni Paolo II, Vaticano, 1995, p.732). (altro…)

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