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Posts Tagged ‘GK Chesterton’

Ma laddove in una corte ci sono un solo re e cento cortigiani, in questa storia c’è un unico cortigiano, che si muove tra centinaia di re. Perché lui trattava tutta la massa degli uomini come una massa di re. E questo era l’unico modo di comportarsi che potesse attrarre la parte dell’uomo a cui lui voleva rivolgersi. Non poteva essere fatto offrendo oro o pane; perché come dice il proverbio ogni gaudente può gettarli con larghezza per puro disprezzo. E non può essere ottenuto concedendo tempo e attenzione: perché ogni filantropo o benevolo burocrate è capace di farlo con un disprezzo ancora più freddo e orribile nel proprio cuore. Nessun piano o riforma efficiente  restituirà a un uomo a pezzi il rispetto per sé stesso o il senso di parlare da pari a pari.

 

Ho già detto che San Francesco volutamente non confondeva gli alberi col bosco. E’ ancora più vero che volutamente non confondeva gli uomini con la folla. Cosa distingue questo democratico altamente genuino da ogni semplice demagogo è che non ingannava mai né si faceva ingannare  dall’illusione della massa. Qualsiasi cosa pensasse dei mostri, non vedeva mai di fronte a sé una bestia dalle tante teste. Vedeva solo l’immagine di Dio moltiplicata ma mai monotona. (altro…)

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St. Thomas More | G. K. Chesterton | From The Well and the Shallows | Ignatius Insight

http://ignatiusinsight.com/features2010/chesterton_stthomasmore_june2010.asp

Most would understand the phrase that the mind of More was like a diamond that a tyrant threw away into a ditch, because he could not break it. It is but a metaphor; but it does sometimes happen that the metaphor is many-sided, like the diamond. What moved the tyrant to a sort of terror of that mind was its clarity; it was the very reverse of a cloudy crystal filled only with opalescent dreams or visions of the past. The King and his great Chancellor had been companions as well as contemporaries; in many ways, both were Renaissance men; but in some ways, the man who was the more Catholic was the less medieval. That is, there was perhaps more in the Tudor of that mere musty fag-end of decayed medievalism, which the real Renaissance reformers felt to be the corruption of the time. In More’s mind there was nothing but clarity; in Henry’s mind, though he was no fool and certainly no Protestant, there was something of confused conservatism. (altro…)

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Laughter and Humility (GK-CHESTERTON.ORG): Martin Luther King, Jr. quoting GKC.

Martin Luther King, Jr. quoting GKC

‎Without dependence on God our efforts turn to ashes and our sunrises into darkest night. Unless his spirit pervades our lives, we find only what G.K. Chesterton called “cures that don’t cure, blessings that don’t bless, and solutions that don’t solve.”

-Martin Luther King, Jr. Strength to Love (1963)

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It is a sufficient proof that we are not an essentially democratic state that we are always wondering what we shall do with the poor.

If we were democrats, we should be wondering what the poor will do with us.

With us the governing class is always saying to itself, ‘What laws shall we make?’

In a purely democratic state it would be always saying, ‘What laws can we obey?’

G.K. Chesterton in Heretics

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Chesterton sempre attuale

DOBBIAMO FARCI GUIDARE DAI RICCHI?
di G.K.Chesterton
da “L’Ortodossia”, Morcelliana, Brescia 1960, pp.161-3

C’è una risposta alla proposizione che coloro che hanno avuto miglior fortuna saranno probabilmente le nostre migliori guide? C’è una risposta alla tesi che coloro che hanno respirato l’aria pura possono decider meglio nell’interesse di coloro che hanno respirata un’aria mefitica?

Per quello che ne so io, non c’è che una risposta e questa risposta è il Cristianesimo. (altro…)

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G. K. Chesterton – Il blog dell’Uomo Vivo: Fabio Trevisan ci parla de La Nonna del Drago.

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Chesterton posizione la prese praticamente su ogni argomento e così pure i suoi più cari nemici-amici. E abbracciò i suoi rivali, anche se sparò a vista alle loro idee. Una lezione che gli ha guadagnò la stima di tutti e che ancora oggi risplende fino a noi.

La sfera e la croce – di Paolo Pegoraro
18-12-2010

In una celebre caricatura G.K. Chesterton, in groppa a un ronzino che scompare sotto la sua mole portentosa, brandisce allegramente una penna a mo’ di lancia: e non si capisce se il caricaturista avesse in mente san Giorgio, Sancho Panza, o tutti e due.

Uno dei motivi per cui lo scrittore inglese viene oggi riscoperto nel nostro Paese è sicuramente il suo stile inconfondibile: polemista e apologeta, difensore della ragione e della fede, in Chesterton confluiscono il buonsenso di san Tommaso e il buonumore di san Francesco – il Bue Muto e Fratello Somaro – ai quali lo scrittore inglese dedicò due studi nella maturità. Questa serena complementarietà assume forme ben più vivaci nel romanzo giovanile La sfera e la croce, appena tornato nelle nostre librerie in una traduzione nuova e finalmente integrale.

La storia è presto detta: come in un poema dove ci si batte per l’onore dell’amata, il cattolico Evan Mac Jan sfida all’arma bianca l’ateo James Turnbull, reo di aver pubblicato un articolo carico di basse insinuazioni sulla verginità della Madonna. Turnbull accetta subito e ringrazierebbe Dio, se ci credesse, perché finalmente ha incontrato qualcuno per cui esistono ancora il vero e il falso, le idee hanno peso e le conseguenze tagliano come il filo di una lama. (altro…)

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