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Posts Tagged ‘Giuseppe De Rita’

Il Corriere della Sera 31 Agosto 2010

di Giuseppe De Rita

IL CATTOLICO POST MODERNO E LO SCARSO PESO IN POLITICA

A chi frequenta la realtà cattolica italiana desta un po` di sconcerto la superficialità con cui di essa si parla e con essa si vuole dialogare. La persistente diaspora elettorale, seguita alla fine della Dc, istiga qualcuno a tentativi di nuova unità o convergenza, magari di stampo minoritario; ma ne istiga molti di più a tentativi di appropriazione, di alleanze, di consonanze programmatiche e/o etiche nei confronti delle sue diverse componenti. Tutti tentativi, però, che, al di là della loro reiterazione e dei loro rifiuto, declinano verso una evidente confusione. (altro…)

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Società – Individui insofferenti delle regole, istituzioni ormai incapaci di garantire un’ etica pubblica. E si indeboliscono i valori laici
Crisi del reato e ritorno del peccato
Più moralismo politico e meno legalità: così rischiamo un nuovo fondamentalismo

N on è esercizio inutile quello di cogliere il nesso fra tre vicende di etica pubblica che hanno occupato le cronache più recenti: il disconoscimento elettorale del furente moralismo antiberlusconiano; le arroventate polemiche sul lassismo della Chiesa nei confronti dei preti pedofili; e il rifiuto della pillola abortiva da parte di alcuni presidenti regionali in potenziale rivincita vandeana contro scienza e modernità. Sono vicende che indubbiamente hanno valenze delicate e non transeunti; e che meritano adeguata e impegnativa riflessione. Per aprirla, in toni forse semplificatori, non è del tutto azzardato partire dalla constatazione di una inattesa novità: la caduta verticale del «reato» come principale concetto di riferimento nella regolazione dei comportamenti individuali e della convivenza collettiva. (altro…)

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La terza causa della «piccola corruzio­ne »?
Consiste nel fatto che la politica, da di­versi decenni, ha adottato come con­cetto di fondo la libertà individuale sfre­nata. Quanto tempo è che in Italia si fa la politica del «siate voi stessi»? Arric­chitevi, siate voi stessi. Liberatevi dalle tradizioni, siate voi stessi. Liberatevi dalla moglie, siate voi stessi. Liberatevi dalla religione, siate voi stessi. E così via.

Da Avvenire 21-02-2010

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Mi è piaciuto – per gli spunti che dà – il commento di Melloni all’articolo di De Rita.

In particolare questo passaggio, che io vedo come applicabilissimo anche a tanta parte di cattolicesimo democratico che ha pensato di avere trovato una soluzione alle proprie istanze nel PD, evitando un vero confronto con la società, e trovandosi così a incolpare altri (vedi Veltroni) di errori di valutazione – meglio, di veri abbagli storici – propri:

Nello sradicamento dei partiti tanta parte di Cattolicesimo – non il cardinal Bagnasco che proprio in questi giorni lo lamenta – ha creduto che i propri vertici potessero competere più e meglio con i ceti chiusi della politica. Risultato? Neppure i movimenti oggi sono in grado di esprimersi sul piano sociale se non agitando nodi morali e bioetici con obiettivi che spesso sono semplicemente bandiere moderate.

Ecco il testo completo:

DE RITA E IL DIBATTITO SULLA MODERNITA’

La Chiesa eviti di omologarsi (altro…)

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Scrive De Rita sul Corriere (clicca sul link per il pdf di La modernità della Chiesa – 13 Agosto 2008 a cui segue una risposta di Melloni che pubblicherò il prima che riesco):

E’nell’ordine del prevedibile che a settembre ricominceremo a ragionare sul ruolo dei cattolici nell’attuale realtà sociale e politica. C’è solo da sperare che non riprenderemo a dividerci fra libertari e credenti; fra difensori della laicità dello Stato e difensori dei «valori non contrattabili»; e, specialmente, fra chi si lamenta che i cattolici siano troppo vogliosi di potere e chi si lamenta che i cattolici siano in via di emarginazione nella vita dei partiti e del governo. Sono articolazioni dialettiche molto coltivate da tutti, ma che non portano frutti significativi; libero naturalmente chi vorrà continuare a cavalcarle per darsi importanza e ruolo, ma il giuoco sarà sempre più oggettivamente al ribasso. Se il passato anche recente è consumato, cosa ci possiamo aspettare per il futuro?

Posso sbagliare, ma ho la sensazione che la Chiesa, e a ruota il mondo cattolico, stiano lentamente innovando le proprie linee di presenza e di azione, coltivando tre prospettive che avranno peso crescente nella vita sociale e nei destini collettivi del nostro Paese: (altro…)

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