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Posts Tagged ‘Giovanni XXIII’

Seconda considerazione. Il realismo politico si nutre della provocazione della fede. La Pira profeta della “spiritualità politica”

Con la sua fede prorompente, che attraverso di lui letteralmente irrompeva sulla scena pubblica, La Pira è stato un grande maestro di “spiritualità politica”: una figura questa assai poco frequentata nel nostro Paese e più generalmente in Europa, quanto meno nell’Europa continentale e specialmente in quella latina (quindi “cattolica”), almeno per tutto il Novecento. Il dibattito sul rapporto tra fede e politica, in questa area geografica e culturale, sembra infatti racchiuso nell’alternativa tra due figure, entrambe lontane mille miglia dalla spiritualità politica di La Pira: una declinazione della laicità “alla francese” (laicité) e un’alleanza tra politica e religione di stampo neo-temporalista. (altro…)

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Missionari tra i pischelli di Roma

IGOR MAN – La Stampa – 9/10/2009

C’è da stupirsi: Campo de’ Fiori è, una volta tanto, una vasta fioriera; a piazza del Popolo è sorto il Villaggio dello Sport (gestito dal Csi) ad abbracciare il Villaggio della Gioia; a piazza Navona c’è il Villaggio dell’Incontro. Frotte di giovani, discretamente, danno il benvenuto agli studenti che in numero di tremila hanno invaso il cuore di Roma: è la Festa dei missionari. Una scampagnata archeologica? No, siamo qui per annunciare il Vangelo, rispondono al Vecchio Cronista – perché il Vangelo «annuncia il tempo della verità». (altro…)

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…«il cristiano – come scriveva don Mazzolari nel ’47 – non va a cambiare il mondo ma a cambiare se stesso».dario_manifesta

Europa Quotidiano – 11 aprile 2009

La carità che si fa politica
In queste ore in cui si confondono la gioia per la Pasqua e il dolore per la tragedia del terremoto in Abruzzo, cade un anniversario importante e particolare proprio perché si tratta di ricordare una personalità nella quale quelle due dimensioni della vita, la sofferenza e la speranza, sono state indissolubilmente insieme. Sono passati cinquant’anni dalla morte di don Primo Mazzolari e la memoria di questo prete semplice e forte ancora ci parla. (altro…)

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luca-rolandi

Luca Rolandi è nato a Torino, vive e lavora nel capoluogo piemontese. Sposato e padre di tre figli, una laurea in Scienze politiche e un dottorato in Storia sociale e religiosa, è giornalista professionista. Segretario nazionale della FUCI (1989-1992), è autore di saggi su personaggi e momenti del movimento cattolico italiano.

Relazione a Rivista e il gruppo de “Il Gallo” – Il Circolo “Contardo Ferrini ” – Genova – 22 ottobre 2008

Cristiani laici oggi

di Luca Rolandi

I cristiani infatti non si differenziano dagli altri uomini, ne’ per territorio ne’ per lingua o abiti. Essi non abitano in città proprie, ne parlano un linguaggio inusitato; la vita che conducono non ha nulla di strano. La loro dottrina non e’ frutto di considerazioni ed elucubrazioni di persone curiose, ne’ si fanno promotori come alcuni, di una qualche teoria umana. Abitano nelle città greche e barbare, come a ciascuno uniformandosi alle usanze locali per quanto concerne l’abbigliamento, il vitto e il resto della vita quotidiana, mostrano il carattere mirabile e straordinario, a detta di tutti, del loro sistema di vita. Abitano nella propria patria, ma come stranieri, partecipano a tutto come cittadini, e tutto sopportano come forestieri, ogni terra straniera e’ la loro patria e ogni patria e terra straniera. Si sposano come tutti, generano figli, ma non espongono i neonati. Hanno in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono nella carne. Dimorano nella terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Non sono conosciuti, eppure sono condannati, sono uccisi, e tuttavia sono vivificati. Sono poveri e arricchiscono molti, mancano di tutto e di tutto abbandonano. (altro…)

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L’articolo è di un amico – le foto sono di famiglia (Lercaro in visita pastorale)large_teaparty

25 Gennaio 2009

Quando papa Giovanni stupì la Chiesa
LUCA ROLANDI – La Stampa

Il 25 gennaio 1959 Papa Giovanni XXIII annunciava l’indizione di un nuovo concilio, il Vaticano II, tra lo stupore generale della Chiesa e del mondo. Si sarebbe svolto dal 1962 al 1965 e portato a compimento dal suo successore Paolo VI. La più imponente e straordinaria assise della storia della cristianità appare oggi un avvenimento lontano nel tempo; lo è tanto più perché si stanno contrapponendo due linee di interpretazione: large_lercaroquella di chi lo considera un “evento” per la vastità del rinnovamento portato nella Chiesa, e quella di chi, giudicando che questo radicale rinnovamento in realtà romperebbe con la tradizione, essenziale nella trasmissione della rivelazione e nella vita della Chiesa, sovvertirebbe quindi l’intenzione stessa del coraggioso pontefice che, nell’indire il Concilio, gli diede il compito di un “aggiornamento”.
Le due posizioni hanno un’anima di verità perché Papa Giovanni precisò appunto fin dall’inizio che questo concilio non intendeva essere come i precedenti concili “dogmatico”, cioè propositore di verità dogmatiche, non avrebbe quindi intaccato la tradizione, (altro…)

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