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Posts Tagged ‘Giovanni Paolo II’

«I cattolici cambino scelte politiche»

Il mondo cattolico ha dato troppo credito a Berlusconi? «Il mondo cattolico ha fatto la Dc; poi, dopo il Concilio, con la Dc ha desolidarizzato. Qualcuno l’ ha votata turandosi il naso, altri hanno seguito il provvidenzialismo del principe rosso liberatore. Dopo l’ 89, il mondo cattolico si è spezzato in tanti frammenti. Il cardinale Ruini ha dato credito all’ ipotesi di Berlusconi. Ma il sistema bipolare non ha garantito la stabilità. A ben vedere, a modo loro erano più stabili i governi democristiani. Mi chiedo se non sia tempo che il mondo cattolico assuma un’ altra posizione, dia il suo contributo di idee nuove in un assetto politico diverso, plurale».

Lei una volta disse che il Partito democratico non è la soluzione. «I due poli non sono la soluzione. E il terzo polo, allo stato, è un cartello elettorale. C’ è molto cammino da fare. Forse è tempo di costruire un centro, ma non solo per aggregazioni. I cattolici sono chiamati a elaborare visioni. A pensare di più. A costruire una nuova idea dell’ Italia, una missione per l’ Europa. Ci sono tante energie nel Paese. È il tono antropologico che va giù, sono l’ uomo e la donna italiani».

Non può essere ancora Berlusconi il leader per rilanciare il Paese? «Chi ha gestito la Seconda Repubblica non può rilanciare il Paese».

Chi allora? Un’ alleanza tra il centro e il Pd? «Non basta discutere di cronaca politica. Un’ alleanza ci può essere, ma non si può partire da lì. Il problema è che ci sia un centro. Non si tratta di far rinascere la Dc, ma di aprire una stagione nuova, con un appello alla gente, per offrirle non solo sacrifici, anche prospettiva e respiro. Serve una legge elettorale diversa da questa, che non esprime la geografia profonda della realtà italiana e manda in Parlamento i nominati dai leader. Credo che al mondo ci sia un posto per l’ Italia. Noi abbiamo un genio, una funzione. E abbiamo dei punti di riferimento: Napolitano, la Chiesa. Il mondo cattolico ha un vissuto e risorse per aiutare a costruire un’ identità nazionale e laica, non in contrasto con l’ essere cristiani. E mi chiedo se dal mondo cattolico non possa venire qualcosa di intelligente, di politicamente originale».

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(mie sottolineature e grassetto finale)

21 ottobre 2010
Bilancio del ruinismo per “Pane e acqua”

Il ruinismo non può essere affrontato come una parentesi o un complotto

Che bilancio fare del ruinismo, ovvero dell’applicazione del pontificato di Giovanni Paolo II in Italia?

di Stefano Ceccanti

1. Quello che si chiama cattolicesimo democratico, pur nel suo carattere molto variegato, non ha vissuto bene questo periodo e indubbiamente esistono vari e fondati motivi a supporto di un bilancio critico.

1. Ne indico sommariamente tre: un eccessivo restringimento del pluralismo interno all’arcipelago cattolico o, più esattamente della sua visibilità all’esterno; i tentativi di proseguire fuori tempo, dopo la caduta del Muro di Berlino, con una sorta di accanimento terapeutico, l’unità politica dei cattolici, rallentando il contributo dei cattolici all’edificazione del bipolarismo, a cominciare dai tentativi di frenare la spinta verso i referendum elettorali; un approccio spesso difensivo e segnato da una cultura intransigente ai nuovi problemi emergenti su vita, famiglia e bioetica con un uso eccessivo dell’argomento del pendio scivoloso contro qualsiasi ipotesi di mediazioni ragionevoli.

1. Tuttavia a me sembra doveroso che si separino queste critiche da uno schema generale molto difensivo, auto-consolatorio, che finisce spesso con l’accomunare in radicalismo spezzoni dell’area del cattolicesimo democratico a quella proveniente dal dissenso ecclesiale, fermo restando che anche quest’ultima svolge un ruolo significativo di pungolo per il fatto stesso di esistere, indipendentemente dalle posizioni sostenute. (altro…)

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19 aprile 2010 – L’anniversario

Un ingombrante professore

Cinque anni di un magistero mite e combattente raccontati da un cattolico progressista

Devo essere sincero. Quando, il 19 aprile 2005, il cardinale protodiacono, il cileno Jorge Medina Estévez, annuncia che la chiesa cattolica ha un nuovo Papa, io resto piuttosto freddo. E siccome sono collegato in diretta televisiva con qualche milione di persone, la mia reazione non passa proprio inosservata. Ma che ci posso fare? Non so dissimulare. Torno al giorno fatidico. L’annuncio, in latino, è quello classico: “Annuntio vobis gaudium magnum, habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Josephum! Sanctae romanae Ecclesiae cardinalem Ratzinger! Qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI”. Già al “Josephum” tutti capiscono, e dalla piazza si levano esclamazioni. Capisco anch’io. Soprattutto capisco che il mio candidato ideale, il cardinale honduregno Óscar Andrés Rodríguez  Maradiaga, non ce l’ha fatta. Lo so, l’elezione di un Papa è una cosa seria e non è giusto fare il tifo, anche perché, in fondo, l’ultima parola spetta allo Spirito Santo. Ma io tifavo Maradiaga, e l’idea di avere un Papa sudamericano e salesiano, poco più che sessantenne, diplomato in psicologia e psicoterapia, suonatore di sassofono e in possesso del brevetto per guidare elicotteri, beh, insomma, era un’idea alla quale mi ero affezionato. (altro…)

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Per non imboccare la via del radicalismo
LUIGI BOBBA*
«Le fedi religiose avranno nel XXI secolo la stessa importanza che hanno avuto le ideologie nel secolo scorso». Prendo le mosse da questa singolare affermazione dell’ex Premier britannico, Tony Blair, per inserirmi in una riflessione a più voci già sviluppatasi su Avvenire e soprattutto per lasciarmi provocare dalle parole chiare e dirette di Davide Rondoni (6 marzo 2010). Mentre un personaggio come Blair – che pure appartiene alla tradizione laburista – si spinge a fare un’affermazione così impegnativa, dall’altro lato ci sono anche nella forza politica a cui appartengo – il Partito democratico – tendenze culturali orientate a considerare la fede come un fatto da confinare esclusivamente nel foro privato della coscienza o, peggio, come ha affermato recentemente Veronesi, nella dimensione dell’irrazionale. Da cosa deriva questa incolmabile distanza? (altro…)

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Prima considerazione: il realismo politico deve ancora fare i conti con la provocazione della fede. La Pira profeta della modernità della fede cristiana

Provocazione della fede e realismo politico
Intervento di Giorgio Tonini alla presentazione del volume “La preghiera forza motrice della storia. Lettere di Giorgio La Pira ai monasteri femminili di vita contemplativa”, a cura di Vittorio Peri, Città Nuova editrice, Roma 2007.
Roma, Istituto Luigi Sturzo, 25 marzo 2009
Testo rivisto dall’autore per la pubblicazione, febbraio 2010

Sono grato a Romolo Pietrobelli, perché con il suo invito mi ha concesso il grande onore di essere qui oggi a ragionare, con interlocutori così illustri e autorevoli, su un gigante della fede, della cultura e della politica, come Giorgio La Pira. E perché in questo modo mi ha anche indotto almeno a sfogliare questo ponderoso volume, a spigolare in questa messe così ricca di documenti di La Pira, dai quali ho tratto l’impressione, devo dire inaspettata, di una straordinaria modernità. (altro…)

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From Times Online – January 4, 2010

Pius XII did help the Jews

The historical evidence that the wartime pontiff gave orders for Rome’s convents and monasteries to take in Jews fleeing the Nazis

William Doino Jr

In the Autumn of 1987, during one of his many meetings with the Jewish community, Pope John Paul II gave an important speech on the Roman Catholic Church and the Holocaust. Recalling “the strong, unequivocal efforts of the Popes against anti-Semitism and Nazism,” he cited Pius XI’s condemnation of Nazism as “an enemy of the Cross of Christ,” and went on to praise his successor, Pius XII : “And I am convinced that history will reveal ever more clearly and convincingly how deeply Pius XII felt the tragedy of the Jewish people, and how hard and effectively he worked to assist them during the Second World War.” (altro…)

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La Chiesa in decadenza? Mai stata così fiorente – Lettere al Cardinal Martini – Corriere della Sera

Sono molte le lettere che denunziano una decadenza della Chiesa, descritta anche in termini drammatici. Vengono proposte cause e rimedi per questo fenomeno. Qui considereremo il fatto della decadenza (esiste o non esiste?), alcune ragioni di questo fatto e qualcuno dei rimedi proposti. Ma vorrei prima esporre alcune mie convinzioni. (altro…)

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