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Posts Tagged ‘Giorgio Armillei’

Postato in landino.it – in riferimento alla lettera di Giovanni Bachelet a Stefano Ceccanti

Per quel che vale il mio parere qui, io non riesco a vedere le cose in modo così irenico come le vede Bachelet.
Se lui è mosso da nobilissima volontà di dialogo, non così mi pare la “controparte”.
Non mi pare esistano premi “supercattolico dell’anno”. Mentre il premio “laico dell’anno” è unicamente configurabile in funzione negativa, anticlericale a dir poco. Ma sappiamo che ormai non è il clero l’obiettivo, ma la stessa idea di uomo, come Armillei e Ceccanti bene individuano. (altro…)

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Statalisti e libertari–landino.it.

Armillei e Ceccanti vs Rodotà – Molto, molto, molto valido.

Armillei:

In questi giorni il centro studi del PD ha diffuso un documento di riflessione sulla questione della laicità e dei diritti individuali. Si tratta, in particolare, di un lungo e articolato contributo di Stefano Rodotà nel quale si sviluppa un tentativo di legare organicamente laicità, autodeterminazione della persona e diritto. L’operazione è naturalmente condotta con grande coerenza intellettuale. Il punto è: il PD pensa di proporre quella di Rodotà come la sua linea?La mia impressione è che l’attuale leadership stia spostando il PD su un altro binario rispetto a quello nel quale era stato collocato al momento della sua fondazione. E lo stia facendo rovinosamente deragliare. Rendendolo ostaggio di un micidiale mix fatto di statalismo economico e libertarismo individualistico. Tanto era aperta e coerente l’impostazione iniziale – assumere le conseguenze politiche di una società poliarchica ad alta differenziazione funzionale dentro un’etica della responsabilità – tanto è radicale e minoritaria la sua evoluzione.

Ceccanti:

Il serio problema è che il concreto punto di vista di Rodotà, nella sua assoluta (e del resto notoria) chiarezza, a mio avviso, non è affatto conciliabile con l’obiettivo di una nuova sintesi tra laici e cattolici, fermo restando il più ampio pluralismo che va garantito nel Pd alle più diverse espressioni culturali. Ritengo doveroso sottolinearlo criticamente per prendere sul serio il lavoro comune che facciamo.
Anche se Rodotà parla di “persona”, in realtà quella che viene alla luce è con tutta evidenza una concezione centrata unilateralmente sull’individuo, facendo coincidere strettamente laicità con autonomia e autodeterminazione (pag. 7, sin dall’esordio). Perché ci sia persona (e non solo individuo) ci deve essere anche un reticolo di relazioni comunitarie, di formazioni sociali che dubito possa essere descritto quasi solo come “grumo di rappresentazioni che avvinghiano la vita” (pag. 21), a cui sarebbero unilateralmente legati oggi in Italia i sostenitori di un nuovo compromesso tra Trono e Altare (Ivi), da cui ci dovremmo liberare per realizzare “un ambiente pienamente laicizzato” (pag. 28). (…) Sarà pur vero, come motiva Rodotà (Ivi, pp. 15-16) che parlare di autodeterminazione rispetto alla vita è cosa molto diversa da parlarne con riferimento al mercato, ma mi è difficile immaginare che in un ambito si consideri solo l’individuo una realtà e la rete comunitaria che costituisce una società una mera astrazione, mentre in un altro ambito vigano criteri interpretativi del tutto opposti, essendo peraltro entrambi regolati da una medesima Costituzione che non mi sembra identifichi un doppio standard così marcato e ad opera di un medesimo partito che rischia così di oscillare scizofrenicamente, come ha notato Giorgio Armillei in un bell’intervento sul blog http://www.landino.it tra libertarismo dei diritti individuali e statalismo economico-sociale.

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Intervento di validissimo ex-fucino  che prende spunto da un articolo di Ernst-Wolfgang Böckenförde che Magister riporta qui insieme ad alcuni commenti: Vigilia d’enciclica. E dalla Germania rispunta Marx

I costi della “mano visibile”logo_gpii

di Giorgio Armillei

Il capitalismo è un modello di progresso economico e civile? “Se con «capitalismo» si indica un sistema economico che riconosce il ruolo fondamentale e positivo dell’impresa, del mercato, della proprietà privata e della conseguente responsabilità per i mezzi di produzione, della libera creatività umana nel settore dell’economia, la risposta è certamente positiva, anche se forse sarebbe più appropriato parlare di «economia d’impresa», o di «economia di mercato», o semplicemente di «economia libera».” Sono le parole della Centesimus Annus, al n.42. Certo, dice poco più avanti Giovanni Paolo II, tutto questo si deve collocare in un solido quadro giuridico, etico e religioso. (altro…)

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… se il PD non si sottrae all’abbraccio del quadrilatero – pubblico impiego / lavoro dipendente protetto / sindacato della grande impresa / radicalismo libertario – con difficoltà potrà andare a caccia di voti tra lavoratori autonomi, piccola impresa, mondo cattolico. E puntare a vincere.
Per vincere, per battere gli avversari di destra e di sinistra, cioè – detto meglio – per vincere da sinistra in un sistema bipartitico, la ricetta degli ultimi venti anni è stata, in Europa e negli USA, una sola: un mix di maggiore libertà e di nuova grammatica dei doveri. Al liberismo sul fronte economico (interno e internazionale, commerciale e finanziario) si è affiancato l’interventismo liberale sul fronte della politica internazionale. Liberismo economico e interventismo liberale sono stati poi saldati da un discorso nuovo intorno al rapporto tra diritti e doveri sociali: la responsabilità sociale della persona è stata collocata a monte dei diritti. Spazio quindi alla riforma del welfare: non tutto ciò che è spazio di libertà di fatto si trasforma in diritto individuale. Occorre mescolare libertà e doveri sociali per reggere l’urto dell’incertezza e del rischio nella società globale.

In un colpo solo si e così usciti dal secolo socialdemocratico, dal pacifismo utopistico e dal libertarismo del ’68: i mali cronici della sinistra occidentale. E si sono governati – da sinistra – i grandi paesi industriali avanzati.

Una bussola per il PD – da http://www.landino.it

di Giorgio Armillei

La sconfitta non è stata ancora digerita dal PD. (altro…)

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