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Posts Tagged ‘Galli Della Loggia’

 

Le religioni che sfidano il conformismo sui Gay | Kolòt.

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Un’Italia anticristiana

Sempre più di frequente il discorso pubblico delle società occidentali mostra un atteggiamento sprezzante, quando non apertamente ostile, verso il Cristianesimo. All’indifferenza e alla lontananza che fino a qualche anno fa erano la regola, a una secolarizzazione per così dire silenziosa, vanno progressivamente sostituendosi un’irrisione impaziente, un’aperta aggressività che non è più solo appannaggio di ristrette cerchie di colti, come invece avveniva un tempo. Il bersaglio vero e maggiore è nella sostanza l’idea cristiana nel suo complesso, come dicevo, ma naturalmente, non foss’altro che per ragioni numeriche e di rappresentanza simbolica, sono poi quasi sempre il cattolicesimo e la sua Chiesa a essere presi in special modo di mira. Dappertutto, ma, come è ovvio, in Italia più che altrove. (altro…)

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…che cosa implica alla fine il moralismo divisivo: in una parola la concreta impossibilità della democrazia. Se infatti l’Italia che politicamente non ci piace è fatta di gente moralmente ottusa guidata da un malandrino, è ovvio che la sola possibilità è una lotta all’ultimo sangue, muro contro muro, senza alcun compromesso immaginabile, mai. E se poi si dà il caso che quell’Italia così detestabile vince le elezioni, allora è inevitabile convincersi che la democrazia, un sistema che permette cose simili, in realtà è niente altro che una truffa. Ma è questo che conviene davvero alla sinistra? È questo che conviene al Partito democratico?

http://www.corriere.it/editoriali/08_luglio_13/galliloggia_6255328a-50ac-11dd-b816-00144f02aabc.shtml

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http://www.corriere.it/editoriali/08_maggio_03/galliloggia_8a2aaec8-18d2-11dd-8268-00144f486ba6.shtml

“SINISTRA E SCONFITTA ELETTORALE – La ribellione delle masse” di Ernesto Galli della Loggia

…. Ma la formula di successo del vecchio Pci, la sua miscela singolare di alto e basso in tanto potevano reggere finché il partito era … lontano dal potere. … dopo il ’94 … la formula … non ha più tenuto, l’alto e il basso sono progressivamente andati ognuno per conto suo, e del paternalismo pedagogico le masse, alla fine, non hanno saputo più che cosa farsene.

Piccola associazione di idee – a me viene in mente Peppone che scarica il “compagno indipendente avvocato Cerratini” appena sente “La Canzone del Piave”: http://www.youtube.com/watch?v=S8hLuSMc3Q8

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http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/partito-democratico-16/id/id.html

“Radici forti e rami secchi è lo strano albero del Pd” di ILVIO DIAMANTI

…..Il Pd … ci sembra ancora … incompiuto. Riflette una domanda diffusa. Ha raccolto un ampio sostegno sociale. Riscuote attenzione e curiosità, nei settori moderati e di sinistra. Una “novità” attraente, ma “vecchia” dal punto di vista del gruppo dirigente. Nazionale e ancor più locale. Dove … i “nuovi”, quando si affacciano alla politica trovano porte strette. La strategia di marketing, utilizzata da Veltroni per forzare questo limite attraverso candidature simboliche … si è scontrata con una realtà … Dove prevalgono i “vecchi” … per mentalità e carriera.
…..Il Pd: è rimasto a metà del guado. Incerto. Fra partito di iscritti e partito elettorale. Fra personalizzazione nazionale e oligarchia locale. Agita le primarie come una bandiera. Ma non le usa per selezionare i candidati alle elezioni politiche; spesso neppure alle amministrative. Mentre, a livello nazionale, fino ad oggi sono servite a confermare leader pre-destinati. Vorrebbe rappresentare il Nord restando Lega Centro. I piedi in Emilia e in Toscana. La testa a Roma.

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