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Posts Tagged ‘fine vita’

Il Resto Del Carlino – Bologna – Libertà di scelta e diritto di cura

di Fulvio de Nigris, Direttore Centro Studi per la Ricerca sul Coma ‘Gli amici di Luca’

… il diritto alla libertà di scelta non deve essere contrapposto ad un diritto di cura e che idratazione ed alimentazione sostituiscono una funzione vitale e pertanto sono atti dovuti come si evince dalla Carta di San Pellegrino redatta dalle associazioni nell’aprile di quest’anno. (altro…)

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“We don’t let anyone go alone on the last journey,” Sister Marie said. (…)04 “This is what our culture, our society, is starved for, to be rich in relationships,” Sister Mary Lou said. “This is what everyone should have.”

Articolo del NYT su una comunità di religiose in cui la malattia e la morte sono all’ordine del giorno, ma la morte non viene nascosta, né temuta, né l’infermità viene nascosta o ritenuta la fonte di una perdita di dignità tale da richiedere di morire.

New York Times – July 9, 2009
Months to Live – Sisters Face Death With Dignity and Reverence
By JANE GROSS

PITTSFORD, N.Y. — Gravely ill with heart disease, tethered to an oxygen tank, her feet swollen and her appetite gone, Sister Dorothy Quinn, 87, readied herself to die in the nursing wing of the Sisters of St. Joseph convent where she has been a member since she was a teenager.

She was surrounded by friends and colleagues of nearly seven decades. Some had been with her in college, others fellow teachers in Alabama at the time of the Selma march, more from her years as a home health aide and spiritual counselor to elderly shut-ins.

As she lay dying, Sister Dorothy declined most of her 23 medications not essential for her heart condition, prescribed by specialists but winnowed by a geriatrician who knows that elderly people are often overmedicated. She decided against a mammogram to learn the nature of a lump in her one remaining breast, understanding that she would not survive treatment.

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Ero all’estero, ma questa intervista è piaciuta anche a mia madre, il che mi ha incuriosito.

Nel secondo video, che è postato qui sotto, c’è più spazio al botta e risposta sulla questione etica e sulla libertà di coscienza data ai parlamentari PD, con Franceschini che da una piccola lezione di democrazia e laicità al talebano Fazio, (altro…)

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dahrendorfParlavamo della legge sull`eutanasia da poco varata in Olanda, e Dahrendorf se ne dimostrò molto preoccupato: «Appena approvata quella legge (…) immediatamente qualcuno ha proposto la distribuzione di una “pillola del suicidio” che consenta al malato di decidere da sé quando ritiene che la sua vita sia finita». (…) Bisogna stare molto attenti. E tenere in considerazione un sentimento molto profondo e radicato nell`opinione pubblica, la quale non ritiene che tutto ciò che è possibile sia pure lecito. In materie etiche a mio parere dobbiamo fissare dei confini, individuare aree in cui anche una piccola ma significativa minoranza non può essere sopraffatta dalla legge della maggioranza». (…) Stupito della sua risposta, gli domandai: «Dovremmo dunque tener in conto l`opposizione etica di una minoranza anche nei confronti della libertà di un singolo uomo di decidere fino a che punto la sua vita è degna di essere chiamata tale?». La risposta fu: «Sì, dovremmo. Perché è legittima la preoccupazione che una volta consentita una scelta individuale, non si riesca più a controllarne le conseguenze collettive». Con Dahrendorf , abbiamo dunque un punto di vista liberale che si preoccupa della libertà di tutti, della libertà collettiva.

Il Riformista – 27 Febbraio 2009 – di Antonio Polito
La legge in Parlamento
I MIEI DUBBI SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
Questo articolo non piacerà a molti lettori. Però lo devo scrivere lo stesso. La sostanza è che non vorrei stare nei panni dei residui spiriti liberi che siedono in Parlamento senza vincolo di mandato, quando dovranno votare la legge sul testamento biologico. Perché la loro scelta sarà difficilissima, qualsiasi siano le convizioni morali o religiose che li animano. Provo a ragionare da un punto di vista laico e liberale, cioè a valutare che cosa sia meglio per la comunità, e non che cosa corrisponda di più ai miei convincimenti personali. Di punti di vista liberali, in questa materia, ce ne sono almeno tre, e ognuno porta in una diversa direzione. (altro…)

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Corriere della Sera, 15-02-2009

Il presidente della Cei: «I diritti di tutti si tutelano a partire dal rispetto degli indifesi»

Stemma del Cardinal Angelo Bagnasco

Stemma del Cardinal Angelo Bagnasco

I paletti di Bagnasco: ai più deboli non si possono togliere cibo e acqua
«Il confronto sia pacato, un dialogo secondo ragione»

ROMA – È d’accordo con Napolitano nell’auspicare un «confronto pacato» su temi di bioetica, precisa che sul caso Eluana non c’è stata nessuna «posizione ideologica» ma l’affermazione di una «realtà», e cioè che cibo e acqua non si possono considerare «terapie straordinarie » da poter sospendere. Ma il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, è preoccupato anche della crisi. E in una frase riassume: «La particolarissima condizione di Eluana ha riproposto una questione di fondo: come in economia i parametri si misurano a partire dalle condizioni di chi sta peggio e non possiede nulla, così nel campo della bioetica e della biopolitica si garantiscono i diritti di tutti, a partire dal rispetto dei diritti dei più indifesi».

C’è chi parla di «sconfitta» della Chiesa e chi ne lamenta l’ingerenza. Lei che ne dice, eminenza?
«Eluana ha spinto tutti a guardare in faccia alla sofferenza e al dolore e innanzitutto alla vita come ad un valore di cui non si può disporre in modo assoluto. È una ricchezza da accogliere, difendere e promuovere in ogni momento, soprattutto quello della maggiore debolezza. La società intera, per essere veramente civile, è chiamata a farsi carico in modo radicale e fedele della vita di tutti, senza derive eutanasiche». (altro…)

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