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Posts Tagged ‘finanza’

MISSONLINE – 15/07/20094soldi68001

Vaticano
«Caritas in veritate», i bersagli nascosti
Gerolamo Fazzini
Viaggio nell’enciclica di Benedetto XVI a caccia di allusioni e riferimenti non citati ma ben intuibili. Con qualche sorpresa.

Prendetelo come un gioco. Serio, però. Dopo una lettura approfondita, Missionline.org si è avventurato in un’operazione rischiosa ma (ci pare) intellettualmente stimolante. E fors’anche utile: rintracciare i riferimenti ideali, i personaggi della cultura o quelli del mondo cattolico, i temi e le polemiche che – osiamo immaginare – Benedetto XVI cita indirettamente lungo il suo argomentare.

Dietro questo che a qualcuno potrà sembrare un divertissement estivo, c’è il tentativo di collocare il messaggio di Papa Ratzinger nel contesto culturale di oggi, provando a individuare nodi culturali e argomenti di dibattito tutt’altro che ignoti alla Chiesa e al Papa. Del resto, la nostra sensazione, come già abbiamo avuto modo di spiegare, è che forse non tutti quelli che hanno applaudito la “Caritas in veritate” l’abbiano realmente letta integralmente. Ecco il risultato della nostra esplorazione.

No alla “decrescita”, sì a “nuovi stili di vita”

In apertura di enciclica il Papa si dice aperto sostenitore dello sviluppo, a patto che sia a misura d’uomo. Dietro le righe è possibile individuare una presa di distanza da quanti – Serge Latouche su tutti – predicano la decrescita (“felice” o “sobria” fin che si vuole) come l’unica alternativa possibile. Il pensatore francese lo ha scritto in diversi saggi in cui lancia affronta i nodi della globalizzazione e le possibili risposte. (altro…)

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Truth in Investment -Times Online4soldi68001

Rabbi Mark Goldsmith, Principal Rabbi of North Western Reform Synagogue, London and Rev Seamus Finn, Director Justice, Peace and Integrity of Creation, Missionary Oblates, Washington DC.

Rabbi Goldsmith and Fr. Finn are members of the Executive Committee of the International Interfaith Investment Group (3iG)

The world has never been fully created. Judaism teaches that each human being is God’s partner in the continuing work of creation, through the concept of Tikkun Olam, our responsibility to repair the world in order that it can achieve the perfection that was intended for it. In his 1967 Encyclical Populorum Progressio Pope Paul VI stated the Christian parallel to this doctrine: “Everyone who works is a creator”. Many quotations from Populorum Progressio are included in the encyclical Caritas in Veritate (Truth in Charity) published on July 7 by Pope Benedict XVI, which is the latest statement of Catholic social teaching for today.

Human work is never morally neutral. We always do it within the context of the economy of the time and place. (…)

Just as we expect a good standard of ethical practice from charities and governmental bodies, so too should we expect and demand a good standard of ethics from the businesses in which we invest. Our faith demands that we do no less as we seek to realise our commitment to one another and to our earthly home. As Pope Benedict’s Encyclical teaches corporations are just as much participants in God’s world with duties as well as rights as we are as individuals.

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epulone-lazzaroDa Repubblica-Bologna 31-12-2008
“Caffarra cerca di dare un segnale ma non deve restare isolato” di Valerio Varesi

Stefano Zamagni, economista di fama della nostra università, se la prende con il collega Simon Kuznets, premio Nobel e inventore della famosa curva omonima ben nota a chi si occupa di redditi, ricchezza e prodotto interno lordo.

Professore, ma cosa c´entra la “curva di Kuznets” con l´idea di monsignor Caffarra di istituire una carta di credito prepagata per i poveri?
«C´entra, c´entra? Kuznets diceva che non importava la distribuzione del reddito, ma che quest´ultimo aumentasse. Se cresceva, anche i ceti meno abbienti, alla fine, ne avrebbero beneficiato. Gli esempi della Cina e della Russia, dimostrano che è una teoria fallace. E la situazione di Bologna lo dimostra» (altro…)

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Dal Riformista:
Mambo
LIBERAZIONE E LA FINANZA CORANICA
Mercoledì 12 marzo 2008

Scrive Sabina Morandi in un interessante articolo apparso sulle pagine economiche di “Liberazione” di ieri: «Quel che colpisce è che nei paesi islamici si sia riusciti a fare, attraverso la religione, quel che da noi non si è riusciti a fare con l’etica: costruire sistemi finanziari stabili e fortemente connessi alla realtà produttiva e al riparo dall’infezione dell’economia criminale». «Il rispetto del principio religioso dell’haram – si legge poco più in là, riferendosi a ciò che è proibito nell’Islam – non garantisce solo che le attività economiche finanziate con i nostri soldi si tengano lontane da cose come la distribuzione/produzione di alcol, tabacco e carne suina, ma anche da altre attività proibite dal Corano come il traffico d’armi, la pornografia e il gioco d’azzardo… che ben poche banche, in Occidente, sono in grado di garantire». «Non ci dispiacerebbe – conclude la Morandi – se il papa si rivolgesse alla tradizione anche in questo campo, condannando alle fiamme più o meno eterne chi gioca d’azzardo con il nostro futuro». Insomma di fronte al tracollo del capitalismo finanziario provocato dalla crisi del subprime statunitensi, “Liberazione” oppone l’argine della finanza coranica. Non era meglio il comunismo? Almeno salverebbe il culatello.

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