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Posts Tagged ‘fede e ragione’

Newman …. aveva come obiettivo la salvezza della chiesa anglicana dal liberalismo del giorno, quel liberalismo che era antidogmatico per principio. Anche Ratzinger vuole liberare la cristianità da ogni liberalismo. E ancorarla sulla purezza della fede, della dottrina, del suo credere bimillenario. E, come Newman lo vuole fare salvando, integrando, non escludendo le fazioni estreme. (…) Newman nacque in un’epoca travagliata … Ogni certezza vacillava. I credenti dovevano combattere contro la minaccia del razionalismo e del fideismo. Il razionalismo rifiutava l’autorità e la trascendenza, il fideismo distoglieva le persone dalle sfide della storia e generava in loro una dipendenza insana dall’autorità e dal soprannaturale. Per Newman l’unione di fede e ragione erano la sintesi necessaria contro queste derive. Fede e ragione erano per lui due ali per raggiungere la contemplazione della verità. (…) Tutta la sua vita fu fondata su un sano ecumenismo. Questo non è ricerca di un qualcosa che accomuna fedi diverse. … E’ piuttosto ricerca assieme della verità. Newman questo dettame mise in pratica. La ricerca lo portò a Roma.

Parla il cardinale Saraiva Martins: “B-XVI ha voluto fare beato il cardinale Newman perché è come lui”

Paolo Rodari

“Joseph Ratzinger è affascinato da John Henry Newman perché nel cardinale inglese convertito al cattolicesimo dall’anglicanesimo vede in qualche modo se stesso. Newman quando era anglicano fondò a Oxford un movimento religioso, il ‘Movimento di Oxford’, che aveva come obiettivo la salvezza della chiesa anglicana dal liberalismo del giorno, quel liberalismo che era antidogmatico per principio. Anche Ratzinger vuole liberare la cristianità da ogni liberalismo. E ancorarla sulla purezza della fede, della dottrina, del suo credere bimillenario. E, come Newman lo vuole fare salvando, integrando, non escludendo le fazioni estreme”. (altro…)

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MISSONLINE – 15/07/20094soldi68001

Vaticano
«Caritas in veritate», i bersagli nascosti
Gerolamo Fazzini
Viaggio nell’enciclica di Benedetto XVI a caccia di allusioni e riferimenti non citati ma ben intuibili. Con qualche sorpresa.

Prendetelo come un gioco. Serio, però. Dopo una lettura approfondita, Missionline.org si è avventurato in un’operazione rischiosa ma (ci pare) intellettualmente stimolante. E fors’anche utile: rintracciare i riferimenti ideali, i personaggi della cultura o quelli del mondo cattolico, i temi e le polemiche che – osiamo immaginare – Benedetto XVI cita indirettamente lungo il suo argomentare.

Dietro questo che a qualcuno potrà sembrare un divertissement estivo, c’è il tentativo di collocare il messaggio di Papa Ratzinger nel contesto culturale di oggi, provando a individuare nodi culturali e argomenti di dibattito tutt’altro che ignoti alla Chiesa e al Papa. Del resto, la nostra sensazione, come già abbiamo avuto modo di spiegare, è che forse non tutti quelli che hanno applaudito la “Caritas in veritate” l’abbiano realmente letta integralmente. Ecco il risultato della nostra esplorazione.

No alla “decrescita”, sì a “nuovi stili di vita”

In apertura di enciclica il Papa si dice aperto sostenitore dello sviluppo, a patto che sia a misura d’uomo. Dietro le righe è possibile individuare una presa di distanza da quanti – Serge Latouche su tutti – predicano la decrescita (“felice” o “sobria” fin che si vuole) come l’unica alternativa possibile. Il pensatore francese lo ha scritto in diversi saggi in cui lancia affronta i nodi della globalizzazione e le possibili risposte. (altro…)

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Magris … cita Chesterton. “C’è una cosa che contraddistingue le grandi religioni dalle pacchiane superstizioni. Il loro genuino, concreto materialismo. Il Verbo si è fatto carne.”

Manifesto affisso a mille fermate dell'autobus in UK da Church Advertising Network per il Natale 2008

Manifesto affisso a mille fermate dell'autobus in UK da Church Advertising Network per il Natale 2008

Magris: ripartire da Maritain Avvenire, 28 Aprile 2009
Jacques Maritain? Non ha dubbi lo scrittore Claudio Magris: «Io credo che il filosofo francese sia più che mai attuale, col suo umanesimo integrale, con la straordinaria capacità di dimostrare la forza razionale, la laicità del pensiero religioso». Di più. Magris è convinto che Maritain sia «un grande umanista» e al tempo stesso «un grande uomo di fede». Tanto, appunto, da «far sentire con mano che tra fede e ragione non c’è nessun contrasto». A Treviso lo scrittore triestino ha ricevuto il premio Maritain, dall’istituto che porta il suo nome, in quanto dà voce, «più autorevolmente di ogni altro», all’umanesimo integrale studiato e, soprattutto, promosso dall’autore francese. Ma che cosa si deve intendere per umanesimo integrale, soprattutto nelle condizioni di oggi? (altro…)

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Articolo trovato grazie a Bottone.  Che contiene un ragionamento che trovo semplice ma bellissimo, già letto in Chesterton e C.S. Lewisatheism

Gli atei  sono consapevoli che la loro abdicazione di fronte alla scienza non rende l´universo più intellegibile né offre una risposta alternativa alle nostre indagini metafisiche. Essa semplicemente conduce l´indagine a uno stop. E la persona religiosa sente che questo stop è prematuro e che la ragione ha altri interrogativi da porre, e forse più risposte da ottenere di quante gli atei ci permetteranno di avere.

Repubblica 7.3.09
Il vicolo cieco degli atei
Contro gli studiosi che pensano di distruggere il fenomeno religioso gli scienziati non cancellano il sacro

di Roger Scruton

Ma le stesse scoperte scientifiche più recenti non sono in contraddizione con l´ipotesi della trascendenza
Da Dawkins a Dennett, da Harris a Hitchens certe posizioni radicali risuonano con forza nei media odierni
Ci sono misteri che i fisici esplorano con uno stupore sempre crescente
La persistenza della fede non può essere spiegata con l´ignoranza

Di fronte allo spettacolo delle crudeltà perpetrate in nome della fede, Voltaire pronunciò il famoso appello: «Ecrasez l´infâme!». Numerosi pensatori illuminati lo hanno seguito, affermando che la religione organizzata è il nemico del genere umano, la forza che divide il fedele dall´infedele e che per questo eccita entrambi e autorizza l´omicidio.
Richard Dawkins è l´esempio vivente più influente di questa tradizione, e il suo messaggio, echeggiato da Dan Dennett, Sam Harris e Christopher Hitchens, suona forte e chiaro nei media odierni come fece il messaggio di Lutero nelle chiese riformate di Germania. La violenza delle diatribe scaturite da questi atei evangelical è notevole. (altro…)

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Icona in stile bizantino di Martin Luther King Jr - in vendita su www.sojo.net

Icona in stile bizantino di Martin Luther King Jr dipinta da Fr. Robert Lentz, ofm - in vendita su http://www.sojo.net

One day we will learn that the heart can never be totally right if the head is totally wrong. Only through the bringing together of head and heart – intelligence and goodness – shall man rise to a fulfillment of his true nature.

Un giorno impareremo che il nostro cuore non può essere totalmente nel giusto se la nostra testa è completamente nell’errore. Solo mettendo insieme testa e cuore – intelligenza e bontà – l’uomo raggiungerà la pienezza della sua natura.
Martin Luther King Jr.
Da “Strength to Love”, raccolta di sermoni del Dr. King. (mia traduzione – citazione trovata su www.sojo.net)

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Un genetista americano di primo livello (Francis Collins, ex direttore del National Genome Research Institute) parla di fede, ragione e conversione e di C.S. Lewis, sì, quello di Narnia (nella foto):

“As a committed materialist in college, I assumed the physical was all there was,” said Collins, who in 1977 at the age of 27 completed a career change from chemistry to medicine and became a doctor. This, he said, forced him to confront pain and death face-to-face. “That was a dramatic turn for me. The concepts were not hypothetical anymore.” Through encounters with patients, pastors and, finally, by reading “Mere Christianity” by CS Lewis, Collins realised, “I had never really looked at the evidence. Atheism had only been a convenient pathway. I had to decide what was really the truth but I thought that faith and reason were on opposite poles.”  “Mere Christianity” began life as a series of lectures given by Lewis in 1943, and the best-selling book that followed had a profound effect on Collins. “Even in the first few pages, all my arguments about faith just fell apart. It was breathtaking … Lewis remains my best teacher,” he said. Within a year, Collins had become a Christian.

Di seguito il testo completo:

(altro…)

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