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Posts Tagged ‘etica ed economia’

Un Papa molto anziano, ma saggio e lungimirante, poté così introdurre nel XX secolo una Chiesa ringiovanita, con l’atteggiamento giusto per affrontare le nuove sfide. Era un Papa ancora politicamente e fisicamente “prigioniero” in Vaticano, ma in realtà, con il suo Magistero, rappresentava una Chiesa capace di affrontare senza complessi le grandi questioni della contemporaneità.

Il resto dell’omelia qui: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2010/documents/hf_ben-xvi_hom_20100905_carpineto_it.html

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Il Corriere della Sera 31 Agosto 2010

di Giuseppe De Rita

IL CATTOLICO POST MODERNO E LO SCARSO PESO IN POLITICA

A chi frequenta la realtà cattolica italiana desta un po` di sconcerto la superficialità con cui di essa si parla e con essa si vuole dialogare. La persistente diaspora elettorale, seguita alla fine della Dc, istiga qualcuno a tentativi di nuova unità o convergenza, magari di stampo minoritario; ma ne istiga molti di più a tentativi di appropriazione, di alleanze, di consonanze programmatiche e/o etiche nei confronti delle sue diverse componenti. Tutti tentativi, però, che, al di là della loro reiterazione e dei loro rifiuto, declinano verso una evidente confusione. (altro…)

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… of the 150 or so member organisations, about 120 are religious, because faith groups are what people actually join. It is religious belief, not political conviction which by and large gets people out of their houses and listening to speeches on a bank holiday afternoon.

…. Brown knew what the people in the hall were about in a quite visceral way: “a community is thousands of acts of friendship and service to one another” he said. That is what churches feel like when they are going right, and that is the feeling which politics as a media spectacle has entirely lost.

He shouted almost like a gospel singer, and the crowd responded like a congregation,

Faith trumps party politics

The party leaders’ performance yesterday at the ‘fourth debate’ showed how much they need to get religion back into politics
I watched the three party leaders at the Citizens UK meeting yesterday with a couple of distinguished political journalists. Neither of them had seen crowds anything like as large or as interested on the secular campaign trail. One of them said to me “there are 50,000 votes in this room” though there were only 2,500 people; and I wondered whether religion might not be the saving of political engagement in this country. (altro…)

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19 aprile 2010 – L’anniversario

Un ingombrante professore

Cinque anni di un magistero mite e combattente raccontati da un cattolico progressista

Devo essere sincero. Quando, il 19 aprile 2005, il cardinale protodiacono, il cileno Jorge Medina Estévez, annuncia che la chiesa cattolica ha un nuovo Papa, io resto piuttosto freddo. E siccome sono collegato in diretta televisiva con qualche milione di persone, la mia reazione non passa proprio inosservata. Ma che ci posso fare? Non so dissimulare. Torno al giorno fatidico. L’annuncio, in latino, è quello classico: “Annuntio vobis gaudium magnum, habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Josephum! Sanctae romanae Ecclesiae cardinalem Ratzinger! Qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI”. Già al “Josephum” tutti capiscono, e dalla piazza si levano esclamazioni. Capisco anch’io. Soprattutto capisco che il mio candidato ideale, il cardinale honduregno Óscar Andrés Rodríguez  Maradiaga, non ce l’ha fatta. Lo so, l’elezione di un Papa è una cosa seria e non è giusto fare il tifo, anche perché, in fondo, l’ultima parola spetta allo Spirito Santo. Ma io tifavo Maradiaga, e l’idea di avere un Papa sudamericano e salesiano, poco più che sessantenne, diplomato in psicologia e psicoterapia, suonatore di sassofono e in possesso del brevetto per guidare elicotteri, beh, insomma, era un’idea alla quale mi ero affezionato. (altro…)

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Caffarra, omelia tra i licenziati – “Delocalizzare crea disoccupazione” – di MICHELE SMARGIASSI

(il testo completo dell’omelia qui)

Undicesimo: non delocalizzare. Primo Maggio coerente e severo quello del cardinale Carlo Caffarra, coronato da un appello, implicitamente rivolto agli imprenditori, ad un “patto sociale per il lavoro”, e da un esplicito incoraggiamento ai sindacati. Il cardinale oggi alle 10.30 celebra la festa di san Giuseppe lavoratore sull’altare della chiesa parrocchiale di Zola Predosa, tutt’altro che scelta a caso: è lì, nel comune dell’hinterland, che più alto è suonato l’allarme disoccupazione, con la dolorosa e non ancora conclusa crisi alla Fini Compressori. Nell’omelia, anticipata alla stampa, l’arcivescovo di Bologna spende parole che non potrebbero essere più esplicite: “Delocalizzare la produzione alla ricerca di aree dove più basso è il costo del lavoro, anche se non raramente meno tutelato, non può essere il criterio supremo, quando crea disoccupazione. A breve o medio termine i costi economici sono anche costi umani, e viceversa”. (altro…)

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Carissimi iscritti , delegati, dirigenti sindacali della Cisl di Bologna,

la Festa del 1° Maggio di quest’anno assume un valore del tutto particolare, perché si svolge nel mezzo di una crisi economico-finanziaria-sociale, tra le più pesanti degli ultimi 50 anni.Nei giorni scorsi in occasione, del presidio di lotta dei lavoratori e delle lavoratrici della FINI Compressori, ho visto persone piangere, perché rischiavano di perdere il loro posto di lavoro. Sono tornato a casa, con un “groppo” alla gola, che non è passato per tutta la notte e nei giorni successivi, perché pensavo a quelle persone continuamente, a come da un momento all’altro può cambiare la propria vita, pensavo a loro, ai loro figli e familiari .
A questo si aggiunge la costante preoccupazione che mi deriva nel ricevere molti giovani indirizzati da amici, conoscenti, iscritti, dalle parrocchie ecc…. che mi portano il loro curriculum e chiedono di lavorare. (altro…)

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Quest’idea che il presente non è l’unico tempo dell’essere umano, ma un altro tempo esiste per cui le donne e gli uomini non sono condannati all’eterno ritorno dell’uguale miseria, ma sono destinati a un riscatto e a una liberazione, è stato un contributo fondamentale offerto dalle tradizioni ebraiche e cristiane alla politica occidentale. La speranza della liberazione. …è di questo allargamento dello sguardo e del cuore di cui la politica democratica ha bisogno. … È in quest’ora che il pensiero democratico ha bisogno di tutte le energie spirituali di cui può disporre. Non deve costringere le persone a mettere tra parentesi le proprie energie spirituali, ma deve riuscire a esaltarle e a comporle in un quadro comune.

Per una nuova proposta politica dei democratici

di Michele Nicoletti – segretario PD Trentino

1. Milioni di cittadini in occasione delle ultime elezioni amministrative regionali hanno deciso di non andare a votare. Si è così trattato delle elezioni meno partecipate nella storia politica italiana. Solo il 63,6 % degli aventi diritto ha scelto di recarsi alle urne. Si tratta di una scelta che dovrebbe preoccupare chi ha a cuore una concezione della democrazia che vede nella partecipazione forte e intensa dei cittadini un elemento fondamentale della democrazia stessa.
I più preoccupati dovrebbero essere, insomma, quelli del PD. E ciò almeno per due ragioni. Anzitutto per una ragione generale: una democrazia a bassa partecipazione rischia di indebolire il senso stesso della democrazia come governo del popolo, ossia di tutti o per lo meno dei più. (altro…)

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