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Posts Tagged ‘Ecumenismo’

Newman …. aveva come obiettivo la salvezza della chiesa anglicana dal liberalismo del giorno, quel liberalismo che era antidogmatico per principio. Anche Ratzinger vuole liberare la cristianità da ogni liberalismo. E ancorarla sulla purezza della fede, della dottrina, del suo credere bimillenario. E, come Newman lo vuole fare salvando, integrando, non escludendo le fazioni estreme. (…) Newman nacque in un’epoca travagliata … Ogni certezza vacillava. I credenti dovevano combattere contro la minaccia del razionalismo e del fideismo. Il razionalismo rifiutava l’autorità e la trascendenza, il fideismo distoglieva le persone dalle sfide della storia e generava in loro una dipendenza insana dall’autorità e dal soprannaturale. Per Newman l’unione di fede e ragione erano la sintesi necessaria contro queste derive. Fede e ragione erano per lui due ali per raggiungere la contemplazione della verità. (…) Tutta la sua vita fu fondata su un sano ecumenismo. Questo non è ricerca di un qualcosa che accomuna fedi diverse. … E’ piuttosto ricerca assieme della verità. Newman questo dettame mise in pratica. La ricerca lo portò a Roma.

Parla il cardinale Saraiva Martins: “B-XVI ha voluto fare beato il cardinale Newman perché è come lui”

Paolo Rodari

“Joseph Ratzinger è affascinato da John Henry Newman perché nel cardinale inglese convertito al cattolicesimo dall’anglicanesimo vede in qualche modo se stesso. Newman quando era anglicano fondò a Oxford un movimento religioso, il ‘Movimento di Oxford’, che aveva come obiettivo la salvezza della chiesa anglicana dal liberalismo del giorno, quel liberalismo che era antidogmatico per principio. Anche Ratzinger vuole liberare la cristianità da ogni liberalismo. E ancorarla sulla purezza della fede, della dottrina, del suo credere bimillenario. E, come Newman lo vuole fare salvando, integrando, non escludendo le fazioni estreme”. (altro…)

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Church of England: Imperial Rome
“It is not an act of aggression,” the Archbishop of Canterbury insisted as the Vatican’s metaphorical tanks drew up outside Lambeth Palace on Tuesday. Not even his admirers quite believed him, and few saw Pope Benedict’s back-channel deal with Anglo-Catholics opposed to women bishops as “not a vote of no confidence”. It looked much more as if the Pope had launched a small craft to ferry the disaffected back across the Tiber, a move to asset-strip the Anglican communion of those bits the Vatican might find useful. It was an uncompromising recognition of the fissiparous state of Anglicanism and the failure of Rowan Williams’ long, hard struggle to hold it together. (altro…)

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Estratto da uin articolo di John L. Allen Jr sul quarto anniversario di pontificato di Benedetto XVIgodwin_bible460, che aiuta ad allargare le prospettive fuori dal mondo cattolico, in un mondo sempre più cristiano, ma anche lontano spesso dalla percezione che ha di sè il cristianesimo del mondo ricco, come si capisce da questa frase:

the demographic balance in Christianity is increasingly shifting to the global South, where the two main Christian groups are Catholics and Pentecostals. She suggests that “a reformed Catholicism and a mature Pentecostalism” may hold the key to the Christian future, and urges more conversation between the two.

Most commentary on the fourth anniversary of Benedict’s papacy has been intra-Catholic. This week, however, theologians from the Anglican, Lutheran, Methodist, Orthodox, Pentecostal and Reformed traditions (with a Catholic thrown in for good measure) came to Rome to present a new book titled The Pontificate of Benedict XVI: Its Premises and Promises (Eerdmans). Editor William Rusch, an American Lutheran, presented the pope with a copy of the book, bearing the signatures of each of its contributors. (altro…)

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godwin_bible460Lo studioso italiano che ha maggiormente affrontato recentemente questo aspetto del problema è Paolo Gheda, autore di un libro apparso presso Guerini Associati nel 2006 («I cristiani d’Irlanda e la guerra civile 1968-1998») e di un saggio che apparirà quanto prima in un’opera collettiva («Religioni, popoli e nazioni dal sessantotto all’11 settembre») presso lo stesso editore.

Dalla rubrica delle Lettere che Sergio Romano tiene sul Corriere della Sera, una citazione di un amico.

Venerdi’ 27 Marzo 2009 – IRLANDESI CONTRO IRLANDESI (altro…)

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L’articolo è di un amico – le foto sono di famiglia (Lercaro in visita pastorale)large_teaparty

25 Gennaio 2009

Quando papa Giovanni stupì la Chiesa
LUCA ROLANDI – La Stampa

Il 25 gennaio 1959 Papa Giovanni XXIII annunciava l’indizione di un nuovo concilio, il Vaticano II, tra lo stupore generale della Chiesa e del mondo. Si sarebbe svolto dal 1962 al 1965 e portato a compimento dal suo successore Paolo VI. La più imponente e straordinaria assise della storia della cristianità appare oggi un avvenimento lontano nel tempo; lo è tanto più perché si stanno contrapponendo due linee di interpretazione: large_lercaroquella di chi lo considera un “evento” per la vastità del rinnovamento portato nella Chiesa, e quella di chi, giudicando che questo radicale rinnovamento in realtà romperebbe con la tradizione, essenziale nella trasmissione della rivelazione e nella vita della Chiesa, sovvertirebbe quindi l’intenzione stessa del coraggioso pontefice che, nell’indire il Concilio, gli diede il compito di un “aggiornamento”.
Le due posizioni hanno un’anima di verità perché Papa Giovanni precisò appunto fin dall’inizio che questo concilio non intendeva essere come i precedenti concili “dogmatico”, cioè propositore di verità dogmatiche, non avrebbe quindi intaccato la tradizione, (altro…)

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koln003

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