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Posts Tagged ‘destra’

Dobbiamo anche ripensare la laicità, che non può essere una ideologia. È l’unico metodo attraverso cui credenti in diverse fedi e non credenti possono discutere insieme per affrontare problemi eticamente controversi. Sapendo che non tutto può essere risolto sulla base di una discussione razionale. Sapendo che un nucleo di posizioni non negoziabili rimarrà oggetto di contrapposizioni talvolta anche aspre che non possiamo tuttavia eludere.

22 luglio 2010

A Bertinoro con queste idee

In un momento in cui la crisi economica mette a repentaglio il benessere di tante famiglie, il governo attenta alla libertà dell’informazione e la questione morale dilaga anche in settori inattesi della società italiana, può apparire fuori luogo occuparsi di democrazia e religioni. Ma è anche se non proprio questa la funzione di una scuola come Democratica. Di invitare a riflettere su temi o fenomeni che pur non appartenendo alla cronaca quotidiana contrassegnano l’epoca che stiamo vivendo, richiedono lenti adeguate e l’elaborazione di una prospettiva, di un punto di vista da spendere nel dibattito pubblico e nell’azione politica.
Che la religione sia tornata ad essere, nel bene e nel male, un motore della vita pubblica è ormai quasi un luogo comune. Lungi dall’apparire un fenomeno transitorio, destinato ad essere eroso dalla modernizzazione, come aveva predetto una abbondante letteratura europea, è tornata al centro della scena. (altro…)
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Sono geneticamente distanti dal cattolicesimo liberale e conciliare tutti e due i modelli che oggi fanno prepotentemente appello alla cultura dei cattolici italiani – il modello Cl e il modello Vendola. La visione dello stato di entrambi è figlia del pensiero intransigente del cattolicesimo sociale di fine Ottocento. Però Cl lo sa.

23 luglio 2010 – Europa

Cattolici tra Cl e Vendola

Nichi Vendola ha recentemente elevato il meeting di Rimini di Comunione e Liberazione al rango di «più importante incubatore di nuove culture e di nuovi pezzi di classe dirigente».

Il meeting di Rimini, la kermesse politica che dal 1980 offre una passerella mediatica a figli e figliastri del cattolicesimo italiano e adesca quanti si illudono di poter fare appello all’elettorato cattolico intransigente dei seguaci di don Giussani, non aveva bisogno di una promozione di questo genere, fatta nel tentativo di fare delle Fabbriche pugliesi di Nichi Vendola l’alternativa di sinistra al meeting.

Ma l’inseguimento del modello Cl è ormai parte della storia del cattolicesimo italiano, come ben sanno i cattolici democratici sopravvissuti alla pace di Loreto siglata tra Cl e Azione cattolica nel 2005 sotto gli auspici delle gerarchie ecclesiastiche. Tuttavia, la sfida di Vendola al Pd rappresenta il lato politico di una sfida che sta davanti al cattolicesimo italiano. (altro…)

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«In questi trent’anni in Italia è accaduta una rivoluzione culturale, che ha trasformato i cittadini in spettatori. Tutti sono stati coinvolti, anche la sinistra. Gli unici che non si sono adeguati, che hanno continuato a lavorare per strada, magari avendo in tasca ancora la tessera del vecchio Pci, sono i leghisti. La Lega è l’unica forma di resistenza al virtuale. Purtroppo, a differenza di Alberto da Giussano, è salita sul carro dell’imperatore. Per il resto, non credo ci sia molta differenza tra le feste azzurre del Pdl e la festa dell’Unità o come si chiama adesso. Festa democratica, mi dicono. Da tempo, dalla canzone di Gaber in poi, i parametri di destra e sinistra non sono più validi. E a volte, quando incontro un esponente di sinistra, mi viene da sentirmi un po’ di destra ».
Paolo Rossi intervistato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di oggi

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Se c’è un merito che rivendichiamo è proprio questo: non aver lasciato alla destra il monopolio della rappresentanza dei cattolici praticanti, senza per questo rinunciare a esercitare la responsabilità politica in modo assolutamente laico e in completa autonomia. Ma per il custode dell’ortodossia cattolico democratica, non può esistere alcuno che possa contestare la sua dottrina, ormai diventata un simulacro di un passato pur nobile e grande.
Quello che Monaco non riesce a cogliere è che le categorie tradizionali del cattolicesimo democratico sono state in gran parte superate dall’emergere di questioni totalmente sconosciute ai padri fondatori di quella cultura.

EUROPA, 20 febbraio 2010

Noi teodem e l’ayatollah
L’ayatollah del cattolicesimo democratico – Franco Monaco, su Europa del 18 febbraio – non ha perso l’ennesima occasione per sparare le sue ultime cartucce contro i teodem. Sport tanto inutile quanto frutto probabilmente di qualche eccesso di bile di cui l’autore ha dato comprovata e continuata testimonianza. (altro…)

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… mentre i cattolici del Pd hanno chiesto una presa di posizione e adeguato spazio nel programma della coalizione al riconoscimento della famiglia, come previsto dalla Costituzione. «Oggi per una giovane donna essere madre è paradossalmente più difficile che interrompere la gravidanza – spiega Costa – per questo è giusto che Bonino rimoduli le sue battaglie di un tempo alla luce della realtà attuale».

Europa.it quotidiano – 18 febbraio 2010 – Pagine Dem –
Bonino e cattolici dem a confronto: «Noi una risorsa, non un ostacolo»
Rudy Francesco Calvo

Pier Luigi Bersani insiste: «Abbiamo fatto la scelta migliore». Le polemiche sollevate dagli editoriali di Avvenire sul ruolo dei cattolici nel Pd e la candidatura di Emma Bonino nel Lazio non scoraggiano il segretario dem: «Chi si occupa di politica deve occuparsi del bene comune, questa è la nostra responsabilità ». Per questo, ieri sera, Bersani e Bonino hanno partecipato a un’iniziativa contro la privatizzazione dell’Acea, la municipalizzata capitolina che, tra le altre cose, gestisce l’acquedotto romano.
Il nodo di un rapporto complicato tra i cattolici del Pd e la candidata governatrice resta però da sciogliere e questi potrebbero essere giorni decisivi. Nel fine settimana, Area democratica del Lazio promuoverà un incontro pubblico con la leader radicale, al quale parteciperanno anche Dario Franceschini e Walter Veltroni. (altro…)

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…le insidie che … potrebbero celarsi nelle pieghe dei vari tentativi con i quali i cristiani creassero le intese necessarie per giungere a legiferare nella sfera politica. Il rischio è duplice. Per un verso, quello dell’isomorfismo culturale – un rischio questo che è specialmente evidente nel dialogo con il liberalismo filosofico. Proprio perché il pensiero liberale non è, prima facie, antagonista della visione cristiana della persona e della storia, il rischio è quello di perdere di vista che la interpretazione liberale della libertà, in quanto prescinde dalla natura relazionale della soggettività umana, è un’interpretazione troppo debole per il cristianesimo, il quale non può certo accontentarsi di ridurre la libertà alla sola libertà di scelta, intesa in senso individualistico. Per l’altro verso, v’è il rischio della cattura, della riduzione cioè del cristianesimo a utile tradizione generatrice di convenienti norme sociali di comportamento. E’ questo il rischio che si corre tutte le volte in cui i cristiani accettano di confrontarsi solamente con quei settori della cultura “laica” disposti ad accogliere strumentalmente la funzione sociale della religione.

Estratto dalla relazione di Stefano Zamangni alle Settimane sociali dei cattolici edizione 2007

La questione antropologica come nuova questione sociale

2.1       Inizio dalla prima parola chiave, quella di persona umana. Mentre il personalismo filosofico del Novecento – quello dei Mounier, Maritain, Ricoeur, per intenderci – è valso a contrastare le gravi degenerazioni del concetto di persona dovute alle catastrofi del nazismo, fascismo e comunismo ma non ha dovuto difendere la nozione stessa di persona umana, il neo-personalismo di cui oggi abbiamo necessità deve saper raccogliere la sfida di chi nega che tutti gli individui siano anche persone. (altro…)

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Carissimo Giuseppe,

Tu dici che rispondi alla tua coscienza, e chi sono io per giudicarla! Ma la coscienza è un buon giudice se la si imposta su pilastri saldi.
Ora, ti confesso che mi riesce talvolta difficile capire come talune tue scelte politiche collimino con quelli che mi pare di capire siano i tuoi criteri di giudizio.
Quindi passo a farti qualche domanda: (altro…)

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