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Posts Tagged ‘demografia’

Riprendiamo a fare figli e l’ economia ripartirà

Il calo demografico fattore principale della crisi

E.Gotti Tedeschi

I profeti neomalthusiani andrebbero «responsabilizzati» non solo per il sacrificio di vite umane negli ultimi decenni, ma anche per il crollo dell’ economia, per la crisi attuale e per l’ impoverimento del mondo occidentale. Per loro ci vorrebbe una specie di (amoroso» e caritatevole) processo di Norimberga per aver indebolito l’ uomo e rese sussidiarie le famiglie ai bisogni degli Stati. Nulla è più razionale di un principio di morale cattolica. Il crollo della natalità, oltre all’ umiliazione della dignità umana attraverso le pratiche di aborto ed eutanasia, è l’ esempio più evidente di quanto negare la vita comporti il crollo dell’ economia. Trent’ anni fa – grazie alle tesi malthusiane, rapidamente divulgate e altrettanto rapidamente recepite in un sistema culturale ormai relativista e prenichilista – il mondo occidentale decise di interrompere la natalità per il bene comune, per stare meglio e per non consumare troppo le risorse del pianeta. Riuscendo così a produrre un effetto diametralmente opposto. Infatti poche leggi economiche sono così razionalmente correlate all’ andamento della natalità, il negarlo esprime solo l’ irrazionalità pseudoscientifica e/o la non rettitudine di intenzioni. Tutti i modelli di crescita economica classici – per citarne qualcuno quelli di Solow e dello stesso Keynes – sono totalmente riferiti alla crescita o decrescita della popolazione e pertanto alla offerta di mano d’ opera, alla produttività, alla domanda, agli investimenti e alla creazione di risparmio. Mi viene da affermare che chi non vuole la crescita della popolazione, in realtà, non voglia la crescita economica e del benessere. (altro…)

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Su scala globale la crescita demografica si sta trasformando in decrescita, euro-nipponizzandosi, a partire da Nordafrica e Sudamerica. Gli effetti della decrescita demografica si sono già visti in Europa e minano alla base la struttura del welfare e rivoluzionando culturalmente il continente.
La decrescita demografica si è dimostrata non giustificabile sul piano ecologico – si pensi al livello dei consumi inquinanti di single o DINK rispetto alle famiglie, o agli sprechi generati dal vivere da soli (riscaldamento in testa).
Mentre in Cina – esemplarmente – si è pianificato di fatto il dimezzamento della popolazione attiva nel giro di una generazione, minando alla base la crescita economica in atto.
Per non parlare del dilagare in oriente – Cina e India in testa – dell’aborto selettivo che fa coincidere il ruolo subalterno della donna con l’eliminazione fisica delle nasciture.
Forse il fare o non fare figli non attiene solo alla sfera privata…. O no?

Sole 24 Ore – 16 luglio 2010

Lo sviluppo illusorio: crescere senza bebè

di Ettore Gotti Tedeschi

Domenica scorsa, 11 luglio, la Chiesa ha festeggiato San Benedetto, patrono d’Europa. A San Benedetto, noi europei, dobbiamo la nostra identità, anche se purtroppo un po’ persa. Dobbiamo a San Benedetto le radici di quella «capacità imprenditoriale europea, di quella capacità di espansione costruttiva in altri continenti», come diceva Giovanni Paolo II. San Benedetto convertì anche i barbari di allora alle virtù del lavoro, alle scienze, alle arti. Andate al monastero di Subbiaco per capirlo. Oggi è lecito domandarsi chi siano i barbari del postmoderno.
Noi europei, per esempio, rischiamo di trovarci in una forma di nuova barbarie tecnologica-nichilista. Come scrisse Jean Guitton, «stiamo correndo il rischio di sotterrare in noi ciò che è essenziale» per fare le nostre scelte e viverle. Ma, se guardiamo indietro negli ultimi due decenni a come è stata rispettata la vita umana, la dignità della persona, il ruolo della famiglia, e guardiamo quale modello di sviluppo economico abbiamo scelto, forse dovremmo pensare che questo “essenziale” l’abbiamo già sotterrato.

Quanto alla decrescita economica prevedibile, questa non sarà voluta, come qualcuno auspica, bensì subìta, proprio come conseguenza della crescita truccata degli ultimi anni per compensare la crescita zero della popolazione nel mondo occidentale (o a sostenerne le spese). Così la prospettiva ora non è tanto di decrescita, bensì di ritorno a quella povertà conseguente alla non crescita, però corretta dal costo degli errori fatti per cercare di compensarla. (altro…)

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25 Novembre 2009
Se l’economia va male non diamo colpa ai figli
di Ettore Gotti Tedeschi*

«l’età della pietra non finì perché l’uomo rimase senza pietre e l’età del ferro non finì perché rimase senza ferro … Finirono perché l’uomo seppe escogitare qualcosa di nuovo, di meglio…». Così scrive l’economista indiano Indur Goklany in The improving state of the world (Cato Institute 2007).
Con troppa frequenza negli ultimi tempi abbiamo letto o ascoltato considerazioni di chi, per spiegare fenomeni economici o climatici, mette in discussione l’utilità della vita umana. E queste tesi cerco di contestarle da circa due anni sulle colonne dell’Osservatore Romano diretto da Giovanni Maria Vian. (altro…)

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Albert Camus once said, ‘The only serious philosophical question is why should I not commit suicide?’. I think he was wrong. The only serious philosophical question is, ‘why should I have a child?’

Dalla 2009 Theos Annual Lecture dal rabbino capo delle United Hebrew Congregations of the Commonwealth Lord Johnathan Sacks, che comprendeva anche altre perle…. che evidenzierò in seguito.

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