Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Curato D’Ars’

Il modo di governare di Gesù non è quello del dominio, ma è l’umile ed amoroso servizio della lavanda dei piedi, e la regalità di Cristo sull’universo non è un trionfo terreno, ma trova il suo culmine sul legno della croce, che diventa giudizio per il mondo e punto di riferimento per l’esercizio dell’autorità che sia vera espressione della carità pastorale.

Catechesi del 26 Maggio (qui e qui)

[…] Negli ultimi decenni si è utilizzato spesso l’aggettivo “pastorale” quasi in opposizione al concetto di “gerarchico”, così come, nella medesima contrapposizione, è stata interpretata anche l’idea di “comunione”. E’ forse questo il punto dove può essere utile una breve osservazione sulla parola “gerarchia”, che è la designazione tradizionale della struttura di autorità sacramentale nella Chiesa, ordinata secondo i tre livelli del sacramento dell’ordine: episcopato, presbiterato, diaconato. Nell’opinione pubblica prevale, per questa realtà “gerarchia”, l’elemento di subordinazione e l’elemento giuridico; perciò a molti l’idea di gerarchia appare in contrasto con la flessibilità e la vitalità del senso pastorale e anche contraria all’umiltà del Vangelo.

Ma questo è un male inteso senso della gerarchia, storicamente anche causato da abusi di autorità e da carrierismo, che sono appunto abusi e non derivano dall’essere stesso della realtà “gerarchia”. L’opinione comune è che “gerarchia” sia sempre qualcosa di legato al dominio e così non corrispondente al vero senso della Chiesa, dell’unità nell’amore di Cristo. Ma, come ho detto, questa è un’interpretazione sbagliata, che ha origine in abusi della storia, ma non risponde al vero significato di quello che è la gerarchia. (altro…)

Read Full Post »

12 aprile 2010
Il Curato d’Ars nel metrò

Sono due anni che passo cinque giorni della settimana a Milano per studiare giornalismo. Le facciate dei palazzi in ristrutturazioni, le stazioni della metropolitana e quelle ferroviarie sono tappezzate di cartelloni. Una campagna di una nota marca di Jeans invita ad essere stupidi. Inviti a viaggiare in molti paesi del mondo. Accademie di design. Immagini di Megan Fox e Cristiano Ronaldo in biancheria intima di dimensioni staliniane. Altre a sfondo più o meno erotico. Tutte queste immagini sanno di falso. L’uso di Photoshop è massiccio. La pelle delle modelle sembra plastica lucidata. E questo si ripercuote sulle persone che vedo ogni mattina sulla metro. Volti abbronzati anche in pieno inverno si sposano con magrezze abbinate a lunghe sedute in palestra. Giubbotini e sciarpine fatti in qualche fabbrica cinese o indonesiana. Stupisce insomma che la clonazione sia stranamente illegale. Una mattina, una visione. Mentre mi siedo, davanti a me non c’è il solito clone, giovane o vecchio non importa. C’è un prete. E che prete. E’ molto vecchio, di una vecchiaia ascetica, che ha scavato lunghi solchi sui suoi zigomi e sul suo volto. Non legge il free press che hanno quelli seduti poco distante, ma un breviario dalla copertina di pelle nera. Ed indossa una lunga talare nera. Con l’occhio rassegnato alla falsità ostentata, non so che pensare. Potrebbe essere un’apparizione del Curato d’Ars, in mezzo a tanta gente che non l’ha riconosciuto. Ma poi penso, no, l’anziano sacerdote davanti a me è troppo altro. In ogni caso, la verità ha violato la cappa modaiola, una persona reale finalmente, che nella sua vecchiaia e decadimento fisico vissuto è molto più bello di una teenager che ha appena fatto la pulizia del viso. Basta poco per cambiarmi in meglio una giornata.

Matteo Muzio, Genova

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: