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Posts Tagged ‘Crocifisso’

I valori della persona nel simbolo del crocifisso – Il Sole 24 ORE.

Non è la vittoria di una parte, è la vittoria di tutti. La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sull’esposizione obbligatoria del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane non solo dà voce a un vasto sentire dei nostri popoli, ma ribadisce anche il principio fondamentale, decisivo per tutti, che la cultura dei diritti dell’uomo non debba mai essere pensata in contrapposizione ai fondamenti religiosi della civiltà, in particolare di una civiltà come quella europea, a cui il cristianesimo ha dato un contributo essenziale.

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… più crocifissi vengono eliminati e più lei ne risistema …

… quando i nazisti tolgono il Crocifisso anche dagli ospedali, lei tranquillamente lo va a rimettere, a testa alta, sfidando comandi e comandanti. …

Beata Restituta Kafka

… Nel 1938 i nazisti invadono Vienna e sono due tra le prime disposizioni di Hitler che cercano di applicare: far sparire i crocifissi dai luoghi pubblici e allontanare le suore dalle corsie degli ospedali. Suor Restituta, però, è così indispensabile per la sua indiscussa competenza, che più o meno segretamente può continuare la sua opera di carità al letto dei malati. Il crocifisso nelle stanze e nelle corsie dell’ospedale diventa invece quasi una questione personale: Suor Restituta, risoluta come sempre, (altro…)

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SENATO DELLA REPUBBLICA

———– XVI LEGISLATURA ———–

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori CECCANTI, CHITI, CHIAROMONTE, DEL VECCHIO, GIARETTA, LUMIA, MARITATI, PINOTTI, TONINI, TREU

“Norme generali sulla affissione di crocifissi nelle aule scolastiche sulla base del principio di autonomia delle istituzioni scolastiche, in analogia alla legislazione bavarese e alla giurisprudenza castigliana”

Relazione

Onorevoli Senatori. – La recente sentenza della Corte di Strasburgo Lautsi contro Italia del 3 novembre scorso ha rilanciato il conflitto sulla presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane.
Come ha scritto A. Barbera si tratta di una decisione “sorprendente. Essa fa propria una lettura della laicità che appartiene ad altri ordinamenti, in particolare alla Francia e alla Turchia. Non a caso diverse sono le Sentenze in cui la Corte di Strasburgo ha dovuto difendere decisioni di quei Paesi contrarie all’uso, negli spazi pubblici, di simboli religiosi, in particolare il velo islamico. Adottando tale lettura la Corte è venuta meno ai ‘margini di apprezzamento statale’ nell’applicazione della Convenzione europea; vale a dire è venuta meno a quell’orientamento giurisprudenziale che di norma segue al fine di rispettare le tradizioni costituzionali nazionali” (“Avvenire”- Supplemento di Bologna dell’ 8 novembre 2009; più in generale, dello stesso Autore, sulle caratteristiche specifiche del principio di laicità nel nostro ordinamento rispetto agli altri, si veda il saggio “Il cammino della laicità”, in http://www.forumcostituzionale.it ). (altro…)

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Carissimo Giuseppe,

Tu dici che rispondi alla tua coscienza, e chi sono io per giudicarla! Ma la coscienza è un buon giudice se la si imposta su pilastri saldi.
Ora, ti confesso che mi riesce talvolta difficile capire come talune tue scelte politiche collimino con quelli che mi pare di capire siano i tuoi criteri di giudizio.
Quindi passo a farti qualche domanda: (altro…)

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Il problema dell’integrazione , in una società sempre più multiculturale, non si risolve rinunciando alla propria identità o combattendo quella degli immigrati. E’ ben strano che gli stessi Giudici ritengano offensivo per i musulmani o per gli atei l’esposizione del Crocefisso e invece ritengano legittimo vietare l’uso del velo islamico, o di altri simboli religiosi, nelle stesse aule scolastiche. (…) in base ai nostri principi costituzionali, il diritto di libertà religiosa tutelato dall’art. 19 della Costituzione implica la libertà di farne testimonianza in tutti gli ambienti , anche ostentando i segni della propria fede.

Risposta di Augusto Barbera alle due domande

1) Quale può essere il fondamento giuridico dell’obbligo(o facoltà) di esporre il crocefisso nei luoghi pubblici? (a partire dai famosi regi decreti degli anni ’20 del secolo scorso)

L’esposizione del Crocefisso è prevista in vecchie norme regolamentari degli anni venti (precisamente il RD 30 aprile 1924 n. 965) e in alcune circolari di questo dopoguerra, tanto che la Corte costituzionale – che , come è noto , può giudicare solo su leggi e atti aventi forza di legge – non ha potuto finora occuparsene.
Ritengo tuttavia che si tratti di un tema talmente importante, sia per chi è contrario e sia per chi è invece favorevole , che non può essere lasciato né a fragili circolari o regi decreti né affidato ai soli giudici di Strasburgo. Riterrei necessario quindi un progetto di legge che consenta al Parlamento italiano – sia alla maggioranza che alle opposizioni – di esprimersi solennemente, magari distinguendo fra le aule scolastiche e gli altri edifici pubblici e valorizzando nelle attività scolastiche anche altre culture religiose minoritarie.

2) Quali sono le argomentazioni giuridiche sostenute dalla Corte europea dei diritti per giustificare la condanna inflitta allo stato italiano?

La decisione della Corte europea dei diritti fa propria una lettura della laicità che appartiene ad altri ordinamenti, in particolare alla Francia e alla Turchia ma che poco hanno a che vedere con la tradizione costituzionale italiana. Adottando tale lettura la Corte è venuta meno ai “margini di apprezzamento statale” nell’applicazione della Convenzione europea; vale a dire è venuta meno a quell’orientamento giurisprudenziale che è solita seguire al fine di leggere le norme della Convenzione europea dei diritti rispettando il più possibile le tradizioni costituzionali nazionali (richiamate nella decisione, ma in modo superficiale e distorto).
Il tema dell’esposizione del Crocefisso nelle scuole deve dunque essere ricondotto ai principi della nostra Costituzione. Questa fa proprio il principio di laicità ma non esclude la religione dalla sfera pubblica(sul punto per ragioni di spazio sono costretto a rinviare a un mio saggio pubblicato in http://www.forumcostituzionale.it). (altro…)

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Crocifissi assenti nelle aule da vent’anni
di Ilaria Venturi – LaRepubblica Bologna – 5/11/2009
In pochi istituti bolognesi sono presenti. La sentenza di Strasburgo non spinge a barricate ideologiche o culturali
I crocifissi in aula? Al Fermi non ci sono da vent´anni, il Sabin non li ha mai avuti nella nuova sede in via Matteotti, ma non c´erano nemmeno, negli anni `80, quando il liceo era in via Santo Stefano. Al Galvani c´è in qualche aula, al Righi in nessuna. (altro…)

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barabba

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