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Posts Tagged ‘Centro’

Carissimo Luigi Bobba, sono una ragazza di Milano.
La seguo sin dall’inizio della sua attività politica grazie al bellissimo sito che ha creato. Prego molto per lei e sono molto felice che esistano cristiani che si impegnano in politica come fa lei cercando di non “mediare” i valori cristiani fino ad annullarli come purtroppo accade spesso. (altro…)

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…le insidie che … potrebbero celarsi nelle pieghe dei vari tentativi con i quali i cristiani creassero le intese necessarie per giungere a legiferare nella sfera politica. Il rischio è duplice. Per un verso, quello dell’isomorfismo culturale – un rischio questo che è specialmente evidente nel dialogo con il liberalismo filosofico. Proprio perché il pensiero liberale non è, prima facie, antagonista della visione cristiana della persona e della storia, il rischio è quello di perdere di vista che la interpretazione liberale della libertà, in quanto prescinde dalla natura relazionale della soggettività umana, è un’interpretazione troppo debole per il cristianesimo, il quale non può certo accontentarsi di ridurre la libertà alla sola libertà di scelta, intesa in senso individualistico. Per l’altro verso, v’è il rischio della cattura, della riduzione cioè del cristianesimo a utile tradizione generatrice di convenienti norme sociali di comportamento. E’ questo il rischio che si corre tutte le volte in cui i cristiani accettano di confrontarsi solamente con quei settori della cultura “laica” disposti ad accogliere strumentalmente la funzione sociale della religione.

Estratto dalla relazione di Stefano Zamangni alle Settimane sociali dei cattolici edizione 2007

La questione antropologica come nuova questione sociale

2.1       Inizio dalla prima parola chiave, quella di persona umana. Mentre il personalismo filosofico del Novecento – quello dei Mounier, Maritain, Ricoeur, per intenderci – è valso a contrastare le gravi degenerazioni del concetto di persona dovute alle catastrofi del nazismo, fascismo e comunismo ma non ha dovuto difendere la nozione stessa di persona umana, il neo-personalismo di cui oggi abbiamo necessità deve saper raccogliere la sfida di chi nega che tutti gli individui siano anche persone. (altro…)

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Nel Centrodestra i cattolici navigano nell’anonimato, fanno sentire la loro voce solo quando sono in ballo temi bioetici, per zittirsi quando si affrontano questioni altrettanto fondamentali, come il diritto di asilo, di fatto messo in discussione con i respingimenti generalizzati.

Nel Centrosinistra, i cattolici sembrano svolgere un compito più da gregari, per raccogliere voti nell’area moderata degli elettori, che da veri protagonisti. Come una foglia di fico a copertura. Una volta esaurito il loro compito, sono invitati alla “clandestinità”, cui si stanno rassegnando.

POLITICA E MONDO CATTOLICO: DAL CORTEGGIAMENTO AI DURI ATTACCHI

LA CHIESA DEL SILENZIO E IL SILENZIO DEI CATTOLICI – 25 ottobre 2009

Come ha detto in un’intervista monsignor Mogavero: «In altri Paesi si è cominciato a piccole dosi, con le norme antiomofobia e si è arrivati al riconoscimento legale delle unioni omosessuali». (altro…)

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Per coloro che non avessero colto, l’immagine è quella di un Vopo (poliziotto della Germania Est, o Repubblica Democratica Tedesca) che fugge tramite un varco nel Muro di Berlino dall’Est all’Ovest.

E’ ora di fuggire da un orizzonte in cui l’aggettivo “democratico” viene inteso in senso analogo a quello della DDR, verso un orizzonte effettivamente democratico. Facciamoci un favore tutti e votiamo Dario domenica.

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Quindi lei in politica dove si col­loca?

«Nel centro che guarda a sinistra. Per senso di giustizia e sensibilità sociale. Anche nei confronti degli omosessuali. Ho simpatia per loro. Sono sensibile a tutti coloro che pos­sono rivelarsi deboli, avere proble­mi, essere discriminati. Non condi­vido le idee di Paola Concia, ma non permetterei mai che sia discrimina­ta per le sue inclinazioni sessuali».

La deputata pd: ferita dai miei colleghi

Binetti: «Mi credevano una zapatera? Sapevano che porto il cilicio»

«Ma resto nel partito, nel Pdl non andrò mai e neanche nell’Udc che era alleata di Berlusconi»

«Ma cosa si aspettavano da me? Quando gli amici della Margherita, e poi del Pd, mi hanno chiesto di candidarmi, io ero già presidente di Scienza e Vita, avevo già fatto la campagna contro il referendum sul­la procreazione assistita. Sono stata pure presa in giro per essermi lascia­ta sfuggire la storia del cilicio. Pen­savano di avere a che fare con una Zapatera? Non credo». (altro…)

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Challenge to Berlusconi as Church backs new centre-right party – Times Online

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Un grazie particolare agli amici del Landino – Michele Nicoletti – 09/06/2009prayvotepray

Per i cattolici è il momento di agire – Angelo Bertani – Europa – 12/06/2009

A Nicoletti rispondevo:

Osservazione generale a partire dal caso del manifesto pro-Nicoletti di Bologna.
Bertani cita tra gli esempi Vittorio Prodi e Beatrice Draghetti.
In realtà penso che questi siano esempi sbagliati per via del fatto che al successo personale e alla indubbia stima che queste persone raccolgono, non corrisponde un progetto politico, ma solo un personale validissimo e specchiato impegno amministrativo. Di fatto questo si traduce NON in capacità di cambiare le cose a livello politico, ma solo in una involontaria copertura ad una gestione interna del PD di Bologna ottusa e conservatrice. E la storia dell’entrata in politica di queste pur validissime persone è implicitamente una dichiarazione di debolezza politica. Come dire, diamanti incastonati in una rugginosa struttura di ferro imbullonato, che non si muove se non per scricchiolare sotto il peso degli anni.
L’impegno dei singoli, cooptati o supervotati che sia, non basta senza una organizzazione ed un progetto politico più ampio.
Se andiamo a leggere di nuovo quel manifesto in fondo questo giudizio traspare chiaramente.
E ora, leninianamente, che fare?

E Nicoletti risponde:

adesso si deve:

1. non farsi stritolare dalle manovre congressuali ma darsi un programma di lavoro di tre anni con cui tornare a vincere le elezioni politiche;

2. coloro che lavorano in ciò che resta del mondo cattolico democratico devono rifare la Lega Democratica ossia un’associazione mista di persone che stanno in politica, nel sindacato, nelle associazioni ecclesiali eccetera, capaci di ritessere un’alleanza sul piano del pensiero teologico e politico e sul piano delle pratiche tra democrazia e credenti solidali. l’illusione di risolvere il problema con un’alleanza con l’udc è patetica. quella di risolvere il problema con una laicità negativa è concettualmente sbagliata e politicamente suicida (perché proprio noi sterilizzare la potenza riformatrice della speranza escatologica?)

3. chi lavora nel PD deve ripartire con umiltà dai territori e organizzare nelle diverse regioni convegni di “ascolto dei territori” in cui si invitano a parlare i protagonisti sociali e il pd ascolta con umiltà dove ha sbagliato (perché occorre parlarsi chiaro e riconoscere che un partito che ha perso quello che il pd ha perso alle europee è un partito che ha sbagliato quasi tutto e ha bisogno di una radicale messa a punto che solo da un paziente ascolto dei territori può nascere e non certo da operazioni di vertice con qualche – non troppe – cooptazioni del cosiddetto “nuovo”).

chi ci sta?

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