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Posts Tagged ‘Carlo Caffarra’

“La città ha il diritto di sperare”
Caffarra: “Ma i politici siano savi”

“Speranza” è una parola che ritorna moltissime volte nell’omelia del cardinale, nel giorno del santo patrono di Bologna: fa appello ai sacerdoti perché siano “sentinelle”, ma chiede agli amministratori futuri di “pensare al bene universale della città”. Riferimenti al mondo della scuola e a quello universitario, con il quale si è intrecciato il destino di Bologna

"La           città ha il diritto di sperare" Caffarra: "Ma i           politici siano savi" Il monito del cardinal Caffarra

Il cardinal Caffarra invoca per Bologna amministratori “virtuosi, savi e discreti”: tutti coloro che ambiscono al governo della città, non dovranno pensare solo a se stessi e alle proprie inclinazioni, ma “al bene universale di tutta la città”. Nelle parole del cardinale, citando Santa Caterina, il riferimento indiretto alla vicenda di Flavio Delbono, dimessosi dopo lo scandalo del Cinzia-gate, e il successivo commissariamento della città. (altro…)

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DI CARLO CAFFARRA *
“Anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore». Cari fedeli, l’apostolo Paolo è certo che il ministero apostolico, avendo il profilo dell’amministrazione di beni non propri, sarà sottoposto a giudizio. Al giudizio di chi? Al giudizio della comunità umana in cui esercita il suo ministero? al giudizio – diremmo noi – della storia? Di questi due tribunali l’Apostolo se ne «infischia» altamente. Esiste anche un altro tribunale a cui l’Apostolo dedica un’attenzione molto più seria: il tribunale della propria coscienza. Egli non esclude che questo tribunale emetta la sua sentenza, che nel caso di Paolo è di assoluzione piena: «non sono consapevole di colpa alcuna». Tuttavia, il giudizio della coscienza non è l’istanza suprema: «non per questo sono giustificato». Quale è l’istanza suprema? «il mio giudice è il Signore». (altro…)

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Caffarra, omelia tra i licenziati – “Delocalizzare crea disoccupazione” – di MICHELE SMARGIASSI

(il testo completo dell’omelia qui)

Undicesimo: non delocalizzare. Primo Maggio coerente e severo quello del cardinale Carlo Caffarra, coronato da un appello, implicitamente rivolto agli imprenditori, ad un “patto sociale per il lavoro”, e da un esplicito incoraggiamento ai sindacati. Il cardinale oggi alle 10.30 celebra la festa di san Giuseppe lavoratore sull’altare della chiesa parrocchiale di Zola Predosa, tutt’altro che scelta a caso: è lì, nel comune dell’hinterland, che più alto è suonato l’allarme disoccupazione, con la dolorosa e non ancora conclusa crisi alla Fini Compressori. Nell’omelia, anticipata alla stampa, l’arcivescovo di Bologna spende parole che non potrebbero essere più esplicite: “Delocalizzare la produzione alla ricerca di aree dove più basso è il costo del lavoro, anche se non raramente meno tutelato, non può essere il criterio supremo, quando crea disoccupazione. A breve o medio termine i costi economici sono anche costi umani, e viceversa”. (altro…)

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Messaggio del Card. Caffarra ai fedeli riuniti in preghiera a suffragio di Cristina Ionela Tepuru
20 novembre 2009

Carissimi,

desidero condividere spiritualmente con voi questo momento di preghiera e di profezia a testimonianza della dignità di ogni persona.

In Cristina è stata uccisa la grandezza di ogni persona umana: della donna in particolare. È una vergogna morale per la nostra città che vi sia chi compra il corpo di queste ragazze per qualche momento, come fossero cose di cui fare uso. È un richiamo drammatico a quell’urgenza educativa di cui parlo da anni; come è possibile che uno dei nostri ragazzi si riduca a questo gesto?

Il Signore ci perdoni e ci doni la sua carità.

(l’accaduto su CorrierediBologna)

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Dal Corriere Bologna – 30 Aprile 2009padretam

L’anatema del cardinale su don Tam: «Incapace di intendere e di volere»
Caffarra durissimo sul sacerdote candidato di Forza Nuova. Il lefevbriano: mi meravigliano i toni usati dall’arcivescovo

Una censura senza appello quella del cardinale Carlo Caffarra nei confronti di don Giulio Tam, il sacerdote lefevbriano candidato sindaco da Forza Nuova. «Per applicare una pena — attacca l’arcivescovo, a cui il Tpo due giorni fa aveva chiesto di dissociarsi dal prete — il reo deve essere capace di intendere e di volere. E quella persona non lo è, altrimenti non direbbe ciò che dice». Riferimento alla posizione negazionista di Tam che, secondo Caffarra, non appartiene però alla Chiesa, «noi non c’entriamo, non ha nulla a che fare con la Chiesa cattolica». L’attacco dell’arcivescovo arriva a margine del convegno sul lavoro della Cisl. (altro…)

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