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Posts Tagged ‘Blair’

He admitted that conflict is inevitable between traditional religions and new blair090607468x37111efeex1human rights laws. He said: “The real test of a religion is whether in an age of aggressive secularism it has the confidence to go out and make its case by persuasion.”

From Times Online
March 5, 2009
Blair defends faith
The former PM has defended those who express their religion in public, saying faiths need to show their beliefs ‘in action’
Ruth Gledhill, Religion Correspondent

Tony Blair has defended the place of Christianity in the public sphere.

He said that people should not be sacked or disciplined for expressing their faith in public.

“My view is that people should be proud of their Christianity and able to express it as they wish,” he said in an interview with The Church of England Newspaper, to be published tomorrow. (altro…)

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(…) faith communities offer a rich resource of religionandpoliticslargehopefulness which, in progressive politics, we need to tap into and draw upon. The faith communities have not always been seen as the natural allies of progressive politics. (…) Faith communities have a great deal to offer us, not least in their resource of hopefulness, as we build a new politics based on hope to respond effectively to the challenges we face. They can form the basis for a broad coalition of hope. (…)

…that’s good for progressive politics, because, as Chief Rabbi Jonathan Sacks puts it in the IPPR book, “Religion is an agent of social change, the most powerful there is”.

Archbishop Desmond Tutu has described Christians as “prisoners of hope”.

Faith: helping build a politics based on hope – Stephen Timms MP, Financial Secretary to the Treasury
IPPR, 29 January 2009
I am delighted to have this opportunity of speaking on this topic. I warmly welcome the interest that IPPR is taking in the impact of faith on public policy, on identity and the public realm, and I am grateful to Professor Michael Kenny in particular who invited me to contribute to this series. (altro…)

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Proprio quando le decisioni si fanno più difficili (bioetica, finanza, …) , quando la gente ha bisogno di sperare la politica inglese (solo quella?) ha una fifa blu di parlare di religione.

A report published by the Church of England earlier this year accused the Government of “deep religious illiteracy” and of having “no convincing moral direction”

Earlier this year, Nicholas Sarkozy …. called for a “blossoming” of religions. “A man who believes is a man who hopes,” he said. It is ironic that politicians in this country have abandoned belief – at the very moment that the people need hope.

From The Times – October 21, 2008

There’s a God-shaped hole in Westminster

Today’s politicians – whose favourite summer reading was The God Delusion – have never been more fearful of faith
Rachel Sylvester

The Archbishop of Canterbury likes to say that religion is getting increasingly political just as politicians become ever more interested in subjects that have traditionally been the domain of religion. For once, he has never been more right. (altro…)

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da Il Foglio 1 Ottobre 2008 – Discorso di Francesco Rutelli
“Voglio essere brusco” . Così Rutelli cita Lenin e Blair per spiegare perchè la globalizzazione deve avere fede
Il documento che abbiamo discusso oggi ha pregi e motivi di interesse. Non mancherà di suscitare nuove occasioni di confronto, consensi e dissensi. Partiamo da un punto: se possiamo condividere che la laicità si riassuma nell`espressione “rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”. E se sia possibile definire la laicità senza dovere aggiungere a questa parola degli aggettivi. In generale, non accade così. Nel dibattito pubblico, quando si usa questa parola, non solo si constata, giustamente, che essa ha conosciuto e conosce declinazioni storiche differenti in funzione delle vicende di diverse nazioni e culture del mondo. Ma che è difficile definirne una base concettuale universalmente riconosciuta e riconoscibile. Neppure venti giorni fa, Benedetto XVI ha compiuto una visita molto significativa in Francia, quello tra i paesi europei che ha iscritta la parola laicità nella propria Costituzione, e che ne ha declinato lungo più di due secoli un`interpretazione del tutto peculiare. Solo nel dibattito pubblico che ha accompagnato quel viaggio, si sono resi necessari diversi aggettivi per qualificare ulteriormente questa parola. Il presidente della Repubblica Sarkozy – riprendendo un`espressione già usata nove mesi fa in Laterano – ha parlato di laicità positiva. In un`intervista pubblicata in Italia, lo storico socialista Max Gallo ha detto di preferire l`espressione laicità aperta. Il quotidiano cattolico “La Croix”, negli stessi giorni, ha scritto della necessità di una laicité apaisée, ovvero pacificata, placata. Oggi è stata proposta una declinazione che giudico convincente: la laicità è innanzitutto un metodo, una procedura. (altro…)

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… se il PD non si sottrae all’abbraccio del quadrilatero – pubblico impiego / lavoro dipendente protetto / sindacato della grande impresa / radicalismo libertario – con difficoltà potrà andare a caccia di voti tra lavoratori autonomi, piccola impresa, mondo cattolico. E puntare a vincere.
Per vincere, per battere gli avversari di destra e di sinistra, cioè – detto meglio – per vincere da sinistra in un sistema bipartitico, la ricetta degli ultimi venti anni è stata, in Europa e negli USA, una sola: un mix di maggiore libertà e di nuova grammatica dei doveri. Al liberismo sul fronte economico (interno e internazionale, commerciale e finanziario) si è affiancato l’interventismo liberale sul fronte della politica internazionale. Liberismo economico e interventismo liberale sono stati poi saldati da un discorso nuovo intorno al rapporto tra diritti e doveri sociali: la responsabilità sociale della persona è stata collocata a monte dei diritti. Spazio quindi alla riforma del welfare: non tutto ciò che è spazio di libertà di fatto si trasforma in diritto individuale. Occorre mescolare libertà e doveri sociali per reggere l’urto dell’incertezza e del rischio nella società globale.

In un colpo solo si e così usciti dal secolo socialdemocratico, dal pacifismo utopistico e dal libertarismo del ’68: i mali cronici della sinistra occidentale. E si sono governati – da sinistra – i grandi paesi industriali avanzati.

Una bussola per il PD – da http://www.landino.it

di Giorgio Armillei

La sconfitta non è stata ancora digerita dal PD. (altro…)

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Cattolici ed elezioni 2008: un’analisi post-voto
Commento di Luigi Bobba alla ricerca IPSOS

Un’esperienza religiosa, forte della sua radicalità, della sua irriducibilità alla politica può essere una risorsa straordinaria per chi vuole costruire parole ragionevoli di speranza attraverso la politica.
E c’è anche un compito per i non pochi credenti che militano nel PD: forse viene il tempo di una riflessione non banale su come è cambiata l’area cattolica e i sentimenti che circolano in questa forse ultima rete del popolo. Spesso ci sono immagini datate che ignorano che i cattolici sono invece molto cambiati. Occorre ascoltare Blair: le fedi religiose avranno nel XXI secolo la stessa importanza che hanno avuto le ideologie nel secolo scorso. Anche qui occorre andare oltre il ‘900 e lasciarsi alle spalle ciò che è consegnato irrimediabilmente al passato. Per intraprendere questo viaggio serve più coraggio e più speranza. Luigi Bobba

Il testo completo:

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articolo22072008

al link qui sopra: Articolo apparso su La Stampa il 22-07-2008.

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