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Posts Tagged ‘Bene comune’

Di fronte alle nuove sfide, il mero aggiornamento delle vecchie categorie di pensiero o il semplice 4soldi68001ricorso a sia pure raffinate tecniche di decisione collettiva non servono alla bisogna. Occorre osare vie diverse: è questo in buona sostanza, l’invito accorato che ci rivolge la Caritas in Veritate.

Tratto dal sito di Luigi Bobba
STEFANO ZAMAGNI: “FRATERNITA’, DONO, RECIPROCITA’ NELLA CARITAS IN VERITATE”.

Uno dei segni eloquenti di questo nostro tempo è quel reiterato appello all’etica che è andato sostituendo, nel corso dell’ultimo quarto di secolo, quell’altrettanto insistente appello alla politica, tipico degli anni ’60 del secolo scorso, secondo cui “tutto era politica”. Ma la convergenza sul primato dell’etica viene a cessare nel momento stesso in cui ci si pone a ragionare di questioni etiche concrete. Come aveva osservato A. Mac Intyre nel suo Dopo la virtù (1982), l’uso apodittico dei principi etici serve solo a porre fine al dialogo etico stesso. Come a dire che la convergenza, nel dibattito pubblico, sul primato dell’etica quasi mai conduce al consenso etico.
E’ questo un punto su cui il magistero di Giovanni Paolo II si è soffermato con insistenza esemplare. Nel suo discorso alle Nazioni Unite del 5 ottobre 1995, il papa aveva insistito sul punto che è possibile intendersi sulle questioni di ordine socio-politico su una base comune condivisa perché “la legge morale universale scritta nel cuore dell’uomo è quella sorte di ‘grammatica’ che serve al mondo per affrontare la discussione circa il suo stesso futuro”. (Cfr. Insegnamenti di Giovanni Paolo II, Vaticano, 1995, p.732). (altro…)

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In sintesi quindi il filo rosso più interessante dell’enciclica sembra essere quellochurchstateseparation1 tra bene comune, assetto poliarchico dei poteri sopra lo Stato, sotto di esso, al suo fianco (Ong) e dentro di esso.

Riprendo il testo di Stefano Ceccanti da landino.it:

Vi propongo solo qualche spunto di lettura delle cose che mi sembrano meno scontate, anche se magari i commenti andranno su alcune chiavi di lettura di brevissimo periodo (ad esempio la difesa della dignità degli immigrati dopo il ddl sicurezza).

L’enciclica era attesa al varco soprattutto per capire se la crisi internazionale potesse far curvare l’insegnamento sociale in chiave statalista, in senso analogo a quel tremontismo dominante che affligge l’Italia da vari mesi, che ha in parte sfondato anche a sinistra, o in altre direzioni.
1. Visione articolata del bene comune
Il paragrafo 7 è quello che parla della nozione di “bene comune” definito, in continuità col Concilio Vaticano II, come:

“il bene di quel ‘noi-tutti’, formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale”; (altro…)

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