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Posts Tagged ‘Augusto Barbera’

Il problema dell’integrazione , in una società sempre più multiculturale, non si risolve rinunciando alla propria identità o combattendo quella degli immigrati. E’ ben strano che gli stessi Giudici ritengano offensivo per i musulmani o per gli atei l’esposizione del Crocefisso e invece ritengano legittimo vietare l’uso del velo islamico, o di altri simboli religiosi, nelle stesse aule scolastiche. (…) in base ai nostri principi costituzionali, il diritto di libertà religiosa tutelato dall’art. 19 della Costituzione implica la libertà di farne testimonianza in tutti gli ambienti , anche ostentando i segni della propria fede.

Risposta di Augusto Barbera alle due domande

1) Quale può essere il fondamento giuridico dell’obbligo(o facoltà) di esporre il crocefisso nei luoghi pubblici? (a partire dai famosi regi decreti degli anni ’20 del secolo scorso)

L’esposizione del Crocefisso è prevista in vecchie norme regolamentari degli anni venti (precisamente il RD 30 aprile 1924 n. 965) e in alcune circolari di questo dopoguerra, tanto che la Corte costituzionale – che , come è noto , può giudicare solo su leggi e atti aventi forza di legge – non ha potuto finora occuparsene.
Ritengo tuttavia che si tratti di un tema talmente importante, sia per chi è contrario e sia per chi è invece favorevole , che non può essere lasciato né a fragili circolari o regi decreti né affidato ai soli giudici di Strasburgo. Riterrei necessario quindi un progetto di legge che consenta al Parlamento italiano – sia alla maggioranza che alle opposizioni – di esprimersi solennemente, magari distinguendo fra le aule scolastiche e gli altri edifici pubblici e valorizzando nelle attività scolastiche anche altre culture religiose minoritarie.

2) Quali sono le argomentazioni giuridiche sostenute dalla Corte europea dei diritti per giustificare la condanna inflitta allo stato italiano?

La decisione della Corte europea dei diritti fa propria una lettura della laicità che appartiene ad altri ordinamenti, in particolare alla Francia e alla Turchia ma che poco hanno a che vedere con la tradizione costituzionale italiana. Adottando tale lettura la Corte è venuta meno ai “margini di apprezzamento statale” nell’applicazione della Convenzione europea; vale a dire è venuta meno a quell’orientamento giurisprudenziale che è solita seguire al fine di leggere le norme della Convenzione europea dei diritti rispettando il più possibile le tradizioni costituzionali nazionali (richiamate nella decisione, ma in modo superficiale e distorto).
Il tema dell’esposizione del Crocefisso nelle scuole deve dunque essere ricondotto ai principi della nostra Costituzione. Questa fa proprio il principio di laicità ma non esclude la religione dalla sfera pubblica(sul punto per ragioni di spazio sono costretto a rinviare a un mio saggio pubblicato in http://www.forumcostituzionale.it). (altro…)

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