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Posts Tagged ‘ateismo’

In missione nel profondissimo Est

20 settembre 2011 – Avvenire – di Marina Corradi

Fuori il sole è ancora alto, ma le strade alle otto sono già semideserte. Theater Strasse 29, un vecchio palazzo appena ristrutturato che sa ancora di calce fresca. Delle famiglie neocatecumenali a Chemnitz ciò che più ti colpisce, quando le vedi insieme come questa sera, sono i figli: sei coppie, ciascuna con nove o dodici o anche quattordici ragazzi. In tutto sono una settantina, adolescenti o da poco sposati. E guardi le loro facce, i loro occhi lucenti, e pensi: che meraviglia, e che ricchezza abbiamo perso noi, europei del figlio unico (mentre da una stanza accanto arriva perentorio lo strillo di uno dei primi nipoti).

Commuove, la piccola folla di ragazzi cristiani stasera a Chemnitz, ex Karl-Marx-Stadt. Perché in quest’angolo di ex Ddr la civiltà nacque, nell’anno 1136, da un pugno di monaci benedettini, che fondarono un’abbazia; e si erano portati dietro delle famiglie cristiane che vivevano attorno al convento e disboscavano le foreste, per farne terra da coltivare; e anche quelle famiglie avevano dieci figli ciascuna. (altro…)

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22 dicembre 2010
BOEMIA
Preghiera, un seme nella terra più atea
Da Praga sono settanta chilometri di strade sempre più deserte. Colline e pascoli, e rari villaggi silenziosi. Pioviggina e c’è nebbia. Boemia, nel cuore dell’antica Europa austroungarica una terra che sembra abbandonata. Qui e là solitari campanili. La regione più secolarizzata d’Europa, dove il 60% della popolazione si dichiara atea. Finalmente un cartello: “Trapistkycký klàster”. (altro…)

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Report notes increasing marginalisation of Christians in Europe | Christian News on Christian Today.

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Chesterton posizione la prese praticamente su ogni argomento e così pure i suoi più cari nemici-amici. E abbracciò i suoi rivali, anche se sparò a vista alle loro idee. Una lezione che gli ha guadagnò la stima di tutti e che ancora oggi risplende fino a noi.

La sfera e la croce – di Paolo Pegoraro
18-12-2010

In una celebre caricatura G.K. Chesterton, in groppa a un ronzino che scompare sotto la sua mole portentosa, brandisce allegramente una penna a mo’ di lancia: e non si capisce se il caricaturista avesse in mente san Giorgio, Sancho Panza, o tutti e due.

Uno dei motivi per cui lo scrittore inglese viene oggi riscoperto nel nostro Paese è sicuramente il suo stile inconfondibile: polemista e apologeta, difensore della ragione e della fede, in Chesterton confluiscono il buonsenso di san Tommaso e il buonumore di san Francesco – il Bue Muto e Fratello Somaro – ai quali lo scrittore inglese dedicò due studi nella maturità. Questa serena complementarietà assume forme ben più vivaci nel romanzo giovanile La sfera e la croce, appena tornato nelle nostre librerie in una traduzione nuova e finalmente integrale.

La storia è presto detta: come in un poema dove ci si batte per l’onore dell’amata, il cattolico Evan Mac Jan sfida all’arma bianca l’ateo James Turnbull, reo di aver pubblicato un articolo carico di basse insinuazioni sulla verginità della Madonna. Turnbull accetta subito e ringrazierebbe Dio, se ci credesse, perché finalmente ha incontrato qualcuno per cui esistono ancora il vero e il falso, le idee hanno peso e le conseguenze tagliano come il filo di una lama. (altro…)

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Statalisti e libertari–landino.it.

Armillei e Ceccanti vs Rodotà – Molto, molto, molto valido.

Armillei:

In questi giorni il centro studi del PD ha diffuso un documento di riflessione sulla questione della laicità e dei diritti individuali. Si tratta, in particolare, di un lungo e articolato contributo di Stefano Rodotà nel quale si sviluppa un tentativo di legare organicamente laicità, autodeterminazione della persona e diritto. L’operazione è naturalmente condotta con grande coerenza intellettuale. Il punto è: il PD pensa di proporre quella di Rodotà come la sua linea?La mia impressione è che l’attuale leadership stia spostando il PD su un altro binario rispetto a quello nel quale era stato collocato al momento della sua fondazione. E lo stia facendo rovinosamente deragliare. Rendendolo ostaggio di un micidiale mix fatto di statalismo economico e libertarismo individualistico. Tanto era aperta e coerente l’impostazione iniziale – assumere le conseguenze politiche di una società poliarchica ad alta differenziazione funzionale dentro un’etica della responsabilità – tanto è radicale e minoritaria la sua evoluzione.

Ceccanti:

Il serio problema è che il concreto punto di vista di Rodotà, nella sua assoluta (e del resto notoria) chiarezza, a mio avviso, non è affatto conciliabile con l’obiettivo di una nuova sintesi tra laici e cattolici, fermo restando il più ampio pluralismo che va garantito nel Pd alle più diverse espressioni culturali. Ritengo doveroso sottolinearlo criticamente per prendere sul serio il lavoro comune che facciamo.
Anche se Rodotà parla di “persona”, in realtà quella che viene alla luce è con tutta evidenza una concezione centrata unilateralmente sull’individuo, facendo coincidere strettamente laicità con autonomia e autodeterminazione (pag. 7, sin dall’esordio). Perché ci sia persona (e non solo individuo) ci deve essere anche un reticolo di relazioni comunitarie, di formazioni sociali che dubito possa essere descritto quasi solo come “grumo di rappresentazioni che avvinghiano la vita” (pag. 21), a cui sarebbero unilateralmente legati oggi in Italia i sostenitori di un nuovo compromesso tra Trono e Altare (Ivi), da cui ci dovremmo liberare per realizzare “un ambiente pienamente laicizzato” (pag. 28). (…) Sarà pur vero, come motiva Rodotà (Ivi, pp. 15-16) che parlare di autodeterminazione rispetto alla vita è cosa molto diversa da parlarne con riferimento al mercato, ma mi è difficile immaginare che in un ambito si consideri solo l’individuo una realtà e la rete comunitaria che costituisce una società una mera astrazione, mentre in un altro ambito vigano criteri interpretativi del tutto opposti, essendo peraltro entrambi regolati da una medesima Costituzione che non mi sembra identifichi un doppio standard così marcato e ad opera di un medesimo partito che rischia così di oscillare scizofrenicamente, come ha notato Giorgio Armillei in un bell’intervento sul blog http://www.landino.it tra libertarismo dei diritti individuali e statalismo economico-sociale.

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Il nuovo politeismo e i suoi idoli tentatori.

Lo scorso 13 settembre, nel ricevere il nuovo ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, Walter Jürgen Schmid, Benedetto XVI ha alzato gli occhi dal testo scritto e ha così proseguito: “Molti uomini mostrano oggi un’inclinazione verso concezioni religiose più permissive anche per se stessi. Al posto del Dio personale del cristianesimo, che si rivela nella Bibbia, subentra un essere supremo, misterioso e indeterminato, che ha solo una vaga relazione con la vita personale dell’essere umano. Se però uno abbandona la fede verso un Dio personale, sorge l’alternativa di un ‘dio’ che non conosce non sente e non parla. E, più che mai, non ha un volere. Se Dio non ha una propria volontà, il bene e il male alla fine non sono più distinguibili. L’uomo perde così la sua forza morale e spirituale, necessaria per uno sviluppo complessivo della persona. L’agire sociale viene dominato sempre di più dall’interesse privato o dal calcolo del potere”.

Da queste parole si capisce ancor più il motivo per cui oggi, per papa Benedetto, “la priorità suprema e fondamentale” sia di riaprire a una umanità disorientata l’accesso a Dio.

E “non a un qualsiasi dio, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; a quel Dio il cui volto riconosciamo nell’amore spinto sino alla fine, in Gesù Cristo crocifisso e risorto”.

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«Siamo una Chiesa malata di clericalismo»

di Piero Gheddo 07-12-2010

Il 28 ottobre scorso la CEI ha pubblicato gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 dal titolo Educare alla vita buona del Vangelo. Nel prossimo futuro, il tema dell’educazione diventa centrale nella Chiesa italiana e avrà ricadute importanti nel campo culturale e sociale. Forse non tutti sanno o ricordano che dagli anni Settanta, in ogni decennio la Conferenza episcopale dà alla Chiesa italiana un obiettivo preciso su cui riflettere e da realizzare. (altro…)

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