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Mi riferisco agli economisti allievi di Milton Friedman che hanno teorizzato il divorzio tra economia ed etica inneggiando all’egoismo individuale, al cosiddetto i­stinto animale che porta ad arricchirsi senza limiti e con ogni mezzo a scapito degli altri. E che è il padre dei castelli specu­lativi miseramente crollati.

Intervista

Zamagni: «Chiede il ritorno all’etica»

L’economista: «Il Pontefice ricorda che causa della crisi è il divorzio tra l’economia e il bene comune E il danaro è un mezzo, non il fine»

Critiche agli ultraliberisti: «Hanno teorizzato l’egoismo, l’arricchimento a ogni costo e questa globalizzazione Le parole di Benedetto XVI fanno chiarezza e aprono nuove prospettive al laicato»

DA MILANO PAOLO LAMBRUSCHI

Benedetto XVI ha più volte criticato l’ultraliberismo sul quale è stata impostata la globalizzazione dei mercati e dei capitali. Il puntuale richia­mo di ieri ad affidarsi alla Parola di Dio e alla sua solidità in tempi di tsunami fi­nanziari ha radici profonde nella storia del pensiero cristiano.

«Ma la novità – osserva l’economista Ste­fano Zamagni, membro della Pontificia ac­cademia di Scienze sociali – è che fino a ie­ri l’establishment e gli accademici di so­stegno facevano spallucce quando la Chie­sa parlava di etica ed economia. Oggi, che la loro reputazione è pari a zero per non a­ver saputo prevedere il disastro, le parole del Pontefice sono finalmente diventate di estrema attualità e interesse». (altro…)

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da Il Foglio 1 Ottobre 2008 – Discorso di Francesco Rutelli
“Voglio essere brusco” . Così Rutelli cita Lenin e Blair per spiegare perchè la globalizzazione deve avere fede
Il documento che abbiamo discusso oggi ha pregi e motivi di interesse. Non mancherà di suscitare nuove occasioni di confronto, consensi e dissensi. Partiamo da un punto: se possiamo condividere che la laicità si riassuma nell`espressione “rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”. E se sia possibile definire la laicità senza dovere aggiungere a questa parola degli aggettivi. In generale, non accade così. Nel dibattito pubblico, quando si usa questa parola, non solo si constata, giustamente, che essa ha conosciuto e conosce declinazioni storiche differenti in funzione delle vicende di diverse nazioni e culture del mondo. Ma che è difficile definirne una base concettuale universalmente riconosciuta e riconoscibile. Neppure venti giorni fa, Benedetto XVI ha compiuto una visita molto significativa in Francia, quello tra i paesi europei che ha iscritta la parola laicità nella propria Costituzione, e che ne ha declinato lungo più di due secoli un`interpretazione del tutto peculiare. Solo nel dibattito pubblico che ha accompagnato quel viaggio, si sono resi necessari diversi aggettivi per qualificare ulteriormente questa parola. Il presidente della Repubblica Sarkozy – riprendendo un`espressione già usata nove mesi fa in Laterano – ha parlato di laicità positiva. In un`intervista pubblicata in Italia, lo storico socialista Max Gallo ha detto di preferire l`espressione laicità aperta. Il quotidiano cattolico “La Croix”, negli stessi giorni, ha scritto della necessità di una laicité apaisée, ovvero pacificata, placata. Oggi è stata proposta una declinazione che giudico convincente: la laicità è innanzitutto un metodo, una procedura. (altro…)

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