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Archive for the ‘Politiche’ Category

Ma laddove in una corte ci sono un solo re e cento cortigiani, in questa storia c’è un unico cortigiano, che si muove tra centinaia di re. Perché lui trattava tutta la massa degli uomini come una massa di re. E questo era l’unico modo di comportarsi che potesse attrarre la parte dell’uomo a cui lui voleva rivolgersi. Non poteva essere fatto offrendo oro o pane; perché come dice il proverbio ogni gaudente può gettarli con larghezza per puro disprezzo. E non può essere ottenuto concedendo tempo e attenzione: perché ogni filantropo o benevolo burocrate è capace di farlo con un disprezzo ancora più freddo e orribile nel proprio cuore. Nessun piano o riforma efficiente  restituirà a un uomo a pezzi il rispetto per sé stesso o il senso di parlare da pari a pari.

 

Ho già detto che San Francesco volutamente non confondeva gli alberi col bosco. E’ ancora più vero che volutamente non confondeva gli uomini con la folla. Cosa distingue questo democratico altamente genuino da ogni semplice demagogo è che non ingannava mai né si faceva ingannare  dall’illusione della massa. Qualsiasi cosa pensasse dei mostri, non vedeva mai di fronte a sé una bestia dalle tante teste. Vedeva solo l’immagine di Dio moltiplicata ma mai monotona. (altro…)

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Benedict XVI’s new friends: Greenpeace and the Socialists.

In the coming biopolitics, the pro-life stance of Roman Catholicism may thus locate the church within a new trans-ideological constellation, one defined by profound mutations, so to speak, in the political DNA of the West. In what might come to be regarded as one of the primary miracles of genetic science, the Church and at least some elements of the left may once again find themselves on speaking terms.

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Rowan Williams: Rioting is the choice of young people with nothing to lose | Comment is free | The Guardian.

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ROBE DI RO.BE. E adesso che lui non c’è più… VinoNuovo.it.

 

  • Analogamente dall’altra parte si configura uno scenario di «orfani» di Berlusconi, clero e fedeli, i quali dovranno imparare a indirizzare le loro energie non polemicamente contro un «nemico», bensì incanalandole in un programma e senza contare sulla presenza unitaria di un «partito cattolico». Anche questo è un lavoro che resta largamente da compiere, né gli anni di opposizione a Berlusconi sembrano aver giovato in materia.

  • Infine, tutto il mondo cattolico italiano nel suo complesso – a dispetto delle frequenti dichiarazioni di valori e principi da dispensare all’universo mondo – appare disorientato, fragile, diviso e poco capace di fornire una risposta davvero alternativa alla crisi economica e civile che stiamo vivendo. Non si nota una sostanziale «diversità» cristiana, rispetto alla società.

 

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Incoraggiare la capacità, di credenti e non, di coltivare valori comuni

http://www.scuoladipolitica.it/web/magazine.aspx?did=574.

2. La riflessione proposta da Ratzinger è ormai largamente nota, soprattutto ai lettori di questo giornale. Essa ha al centro l’affermazione che la buona politica, la politica che vuole essere impegno per la giustizia e costruzione delle condizioni di fondo per la pace, è una politica subordinata al diritto, una politica che conosce il suo limite e riconosce la supremazia del diritto, secondo una visione liberale, pluralista, poliarchica. “Togli il diritto – dice il Papa citando sant’Agostino – e allora cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?”. Una politica ridotta a volontà di potenza, a mera risultante dei rapporti di forza, o anche solo ad arte e tecnica della conquista e della conservazione del potere, è la minaccia più grande per l’umanità: nella migliore delle ipotesi, avremo cattiva politica, malgoverno, corruzione. Ma il Novecento, per altri versi il secolo delle lotte per la libertà e degli spettacolari progressi della scienza e della tecnica, ci ha anche insegnato, in modo definitivo, che una politica che perde il senso del limite è capace di spalancare davanti all’umanità l’abisso del male assoluto, di generare il mostro totalitario, la scientifica e sistematica, intenzionale e organizzata distruzione della dignità e della stessa vita umana. Nessuno lo sa meglio di noi tedeschi, ricorda Ratzinger. (altro…)

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se la politica non si apre allo sguardo della fede e alla dimensione della trascendenza, essa resterà prigioniera di un umanesimo dimezzato e soprattutto non avrà la forza per affrontare e per vincere le grandi sfide che incombono oggi sull’umanità

La Spezia,7 Ottobre 2011
INTERVENTO SULLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI VANNINO CHITI:
“ RELIGIONI E POLITICA NEL MONDO GLOBALE”
(Le ragioni di un dialogo), Giunti,Firenze 2011

Premessa
Ritengo che in questo suo ultimo libro Vannino Chiti abbia dato una prova ulteriore che soltanto avendo il coraggio di relativizzare la politica, andando oltre le sue categorie, si creano le condizioni per rinnovarla.
Bisogna cioè far dialogare la politica con altri mondi, metterla a confronto con altri orizzonti, declinare i suoi principi con altri universi del sapere o del credere, come ad esempio la religione, o meglio, le religioni. Viviamo infatti in un contesto globale in cui ogni cittadino viene a contatto con il mosaico delle fedi. Per questo ho trovato molto suggestiva la dedica del libro a due toscani come lui che hanno creduto fortemente alla “bellezza del dialogo”: Ernesto Balducci e Mons. Alberto Ablondi (Vescovo di Livorno e appassionato dell’ecumenismo.
Ciò che rende avvincente la lettura di questo volume è la convinzione che l’Autore ribadisce più volte, che se la politica non si apre allo sguardo della fede e alla dimensione della trascendenza, essa resterà prigioniera di un umanesimo dimezzato e soprattutto non avrà la forza per affrontare e per vincere le grandi sfide che incombono oggi sull’umanità,dalla globalizzazione all’informazione digitale, dal fenomeno migratorio al degrado ecologico del nostro pianeta. (altro…)

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Il nuovo tempo del cattolicesimo liberale – qdR magazine.

 

(La) ‘Caritas in Veritate’ …, sdoganando peraltro in termini espliciti la poliarchia, a tutto si presta tranne che declinare la sua nozione di ‘sviluppo umano integrale’ in termini anti-liberali. Basta richiamare il passaggio decisivo dell’enciclica:  “Per non dar vita a un pericoloso potere universale di tipo monocratico, il governo della globalizzazione deve essere di tipo sussidiario, articolato su più livelli e su piani diversi, che collaborino reciprocamente. La globalizzazione ha certo bisogno di autorità, in quanto pone il problema di un bene comune globale da perseguire; tale autorità, però, dovrà essere organizzata in modo sussidiario e poliarchico, sia per non ledere la libertà sia per risultare concretamente efficace.”

Il fatto che la lettera della Bce corrispondesse nella sostanza con le raccomandazioni della Settimana Sociale dei cattolici, che sulla contemporanea e analoga vicenda della riforma dell’articolo 81 della Costituzione l’iniziativa sia stata mia, di Giorgio Tonini e di altri, che la battaglia sulla lettera della Bce sia stata diretta con forza da Enrico Letta, dimostra che l’ispirazione cattolico liberale è più diffusa di quanto si creda, anche se ancora sottorappresentata nel Pd rispetto all’evoluzione di mondi vitali circostanti. E’ questa che andrebbe rafforzata, nella grande convergenza coi filoni liberali della sinistra, e non tanto una generica convergenza dei cattolici del Pd a prescindere dalla cultura politica di riferimento. Forse nei prossimi mesi dovremo pensare anche a questo.

 

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