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Archive for the ‘Democrazia’ Category

Matrimonio gay: più di un ragionevole dubbio | documentazione.info.

Il gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, ha inviato al premier Hollande una lunga lettera a proposito del recente disegno di legge sul matrimonio e le adozioni di omosessuali in Francia. È una lettera che affronta l’argomento con il coraggio della ragione, confutando i sofismi che condizionano al riguardo l’opinione pubblica.

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Le religioni che sfidano il conformismo sui Gay | Kolòt.

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Blog di Giorgio Israel: Si può dire ‘no’ ai matrimoni gay, senza per questo essere accusati di omofobia?.

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Salvatore…

Vorrei rivolgere, innanzitutto, un ringraziamento davvero affettuoso ai tanti che in questi ultimi giorni, durante la brevissima campagna elettorale per le primarie o dopo aver conosciuto il risultato, hanno espresso stima nei miei confronti, apprezzamento per l’impegno che ho profuso in Parlamento e nel PD, sostegno alla mia candidatura. Mi hanno convinto di aver fatto la scelta giusta, accettando il rischio della competizione, pur conoscendo le insidie del contesto in cui si sarebbe svolta.

I numeri finali dimostrano peraltro che non si è trattato di un’avventura velleitaria. Mi sarei sentito altrimenti colpevole verso coloro a cui ho chiesto il voto, non come un atto di testimonianza.

Con la mia candidatura – insieme a tante persone impegnate da tempo nel PD bolognese o incontrate da poco, appassionate, generose, attive nel capoluogo e in molti comuni della provincia – abbiamo proposto un concreto, specifico e praticabile obiettivo politico: riportare in Parlamento un punto di vista esigente sulla riforma dei partiti e delle istituzioni, tenere viva a Bologna e in Italia la visione di un PD aperto, plurale, nel quale abbiano cittadinanza le idee di una sinistra autenticamente democratica e liberale, libera dalle appartenenze e da schemi ideologici del secolo scorso. Una visione che, con la segreteria di Walter Veltroni, era stata messa a fondamento del progetto del Partito Democratico, ed è stata poi riproposta, con termini e un registro comunicativo diversi, attraverso la candidatura di Matteo Renzi.

L’obiettivo poteva essere raggiunto se la cosiddetta area “renziana” bolognese non fosse stata spaccata da una seconda candidatura maschile che alla prova dei fatti si è dimostrata più debole, di cui in molti avevano segnalato il possibile effetto, ma che era considerata indispensabile, oltre che dall’interessato, da autorevoli esponenti locali del PD. Nonostante questo primo ostacolo, l’obiettivo sarebbe stato abbordabile, se Paolo Bolognesi non avesse ottenuto un risultato largamente imprevisto. In assenza di uno solo dei due fattori, avremmo potuto farcela. In ogni caso, tremila voti ottenuti uno per uno sulla base di una opinione informata, il 30 dicembre, nel recinto predeterminato degli elettori registrati, rappresentano un risultato assai apprezzabile, di cui possiamo andare fieri, che testimonia un radicamento non effimero (qui i risultati).

Sta di fatto che, alla fine dei conti, per errori nostri o per il modo in cui le primarie sono state amministrate da chi governa il partito, nel complesso delle candidature per il Parlamento, in Emilia-Romagna e un po’ in tutta Italia, non rimangono che tracce isolate delle posizioni in ragione delle quali abbiamo contribuito a fondare il PD, così come della domanda espressa il 2 dicembre dal 40% degli elettori.

Il mio impegno civile non si conclude con la sconfitta del 30 dicembre. Ma è evidente che ogni prossimo passo – non solo per me, credo – non potrà che partire da questo bilancio.

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Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
Le contromisure, fino a quel punto,
si limitarono all’invettiva

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ushdidrova

 

ushdidrova.

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Il marginalismo di Marini, Bindi & C. – qdR magazine.

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