Dal ricordo di Lazzati apparso a firma di Mons. Ravasi su Avvenire
… Ebbi ancora modo di incontrare l’allora rettore all’eremo di San Salvatore, sopra Erba (Co), dove vidi nel volto di Lazzati un altro tratto fondamentale, che possono testimoniare coloro che l’hanno conosciuto. Ero lì per un ritiro ai giovani di Azione cattolica e la sera Lazzati aveva partecipato alla messa da me celebrata; l’avevo proprio di fronte. Mentre celebravo, di lui qualcosa mi catturava e addirittura mi distraeva: il suo particolare modo di essere in comunione con l’Infinito e con l’Eterno. E provo soddisfazione al pensiero che egli sia ora sulla strada della beatificazione, in quanto, avendolo conosciuto, posso affermare di aver avuto — soprattutto in quel momento liturgico — un’impressione diretta della sua santità. In lui si realizzavano pienamente le parole di sant’Agostino: Nolite quaerere a Deo nisi Deum («Non chiedete nulla a Dio se non Dio stesso»). In quegli istanti, vedendolo tutto concentrato e preso dal divino, Lazzati rappresentava la definizione della preghiera formulata da Kierkegaard, secondo la quale pregare è come respirare: «È sciocco cercare un perché. Perché respiro? Perché altrimenti morirei. Lo stesso discorso vale per la preghiera». E in Lazzati la preghiera era respiro, un respiro spontaneo. E qui vorrei mettere in particolare risalto quest’aspetto, che rientra nell’area interiore, mistica dell’uomo, uno di quegli aspetti che spesso si preferisce trascurare parlando di persone illustri di cui amiamo soprattutto sottolineare, se non solo ricordare, l’attività pubblica. Un altro tratto caratteristico, il più personale e il più diretto, ebbi la ventura di coglierlo poco tempo prima della sua morte. Era il febbraio 1986 e ci eravamo trovati insieme a una tavola rotonda televisiva. Alla fine lo accompagnai a casa e lì rimanemmo a parlare fino a tarda notte. Il discorso cadde su La Pira, sul loro sodalizio, sulla loro visione utopica. «È l’utopia che salva, non l’ordinaria amministrazione! – esclamava Lazzati –. L’unica visione veramente feconda».