…secondo Tonini ”e’ il documento piu’ di sinistra della storia dell’umanita”’ un documento con una autentica prospettiva e forza rivoluzionaria.
…”la generazione di chi ha oggi 50 anni rischia di passare alla storia per non essere stata in grado di generare una nuova generazione …. E questo perche’ si sente immortale, di non avere una fine.”
Pd: Tonini, Guardare Al ‘Magnificat’ e Avere Il Senso Della Morte
Asca – Sab 27 Set – 16.20
(ASCA) – Roma, 27 set – Il ”Magnificat” forse la piu’ elevata espressione cristiana di spiritualita’ rivolta a Dio, la lode-preghiera pronunciata da Maria dopo l’annunciazione e arrivata a noi con il Vangelo di Luca, e’ stata assunta oggi come riferimento politico-programmatico. Questa proposta, inusuale in un panorama politico povero (poverissimo!) di cultura e tutto orientato banalmente al concreto del quotidiano, in forma abbastanza provocatoria e’ stata fatta dal senatore Giorgio Tonini, responsabile del settore formazione del Pd, intervenuto oggi al convegno di Assisi dei Cristiano Sociali (”I cristiani e le nuove sfide della politica:Democrazia, giustizia, bene comune”). E ai sorpresi convegnisti, Tonini ha rievocato le parole della laude di Maria: ”Magnificat anima mea dominum, et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo…” L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore…”. Questo e’ l’inizio della laude in cui Maria incontrando la cugina Elisabetta esprime tutto il suo affidamento in Dio e il ringraziamento per la sua bonta’. Ma Tonini ha proseguito sottolineando la parte piu’ storica che con il riferirsi alle promesse fatte da Dio a Israele, secondo Tonini ”e’ il documento piu’ di sinistra della storia dell’umanita”’ un documento con una autentica prospettiva e forza rivoluzionaria. E alla platea sempre piu’ attenta Tonini ha letto i versi centrali della lode: ”Di generazione in generazione la sua (dell’Onnipotente) misericordia si stende su quelli che lo temono/ Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore/ ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili/ ha ricolmato di di beni gli affamati, h rimandato i ricchi a mani vuote…”. Una prospettiva di cambiamento radicale delle logiche del mondo, ha detto Tonini facendo osservare che queste cose rivoluzionarie ”le fa Dio e non le fanno gli uomini: non possiamo dire ‘rovesceremo noi i potenti dai troni’ perche’ lo fara’ Dio”. Nel caso che se lo si volesse fare da soli, confidando solo nella forza rivoluzionaria, si ripeterebbero gli errori delle ideologie del ‘900 ”che si sono illuse di sostituirsi a Dio” col risultato che ”alla fine i troni non sono stati rovesciati e su quei troni si sono semplicemente seduti altri che non erano gli umili”. Uscendo dalla dotta metafora, Tonini ha voluto richiamare ad un programma politico e ad una cultura ispirata ai valori di liberta’, uguaglianza e fraternita’, ad uno schierarsi forte per la giustizia, per ”abbattere troni e potenti” ma ‘’senza il furore ideologico del novecento”. Non lo ha detto esplicitamente, ma in questo alto riferimento ideale (se non si vuole parlare di spirituale) secondo Tonini sta lo spirito di una moderna cultura ”democratica e riformista” che deve ispirare la vita del Pd e soprattuto di chi sceglie di entrare nel Partito Democratico. Ma la ‘lectio’ di Tonini non si e’ fermata qui perche’ ha prodotto una seconda provocazione, tutta rivolta alle dinamiche attuali del Pd e con particolare riferimento al ceto dirigente. Il riferimento questa volta e’ andato a San Francesco e al suo Cantico delle creature, dove le lodi al Signore per il creato, dal Sole alla Luna e alle stelle, dal fuoco all’acqua, si concludono con un grazie ”per sora nostra morte corporale”. La citazione e’ stata spiegata con un esplito richiamo al dibattito (o liti neanche tanto stricianti?) in corso nel Pd sulla dirigenza del partito. E Tonini non ha risparmiato neanche il coordinatore dei Cristiano Sociali, Mimmo Luca’, che ieri aveva chiesto piu’ che auspicato una gestione collegiale, una ”leadership corale” del partito che si avvalga di ”personalita’ esperte”. Una definizione che ai convegnisti e’ risuonata come un chiaro riferimento a Massimo D’Alema. Il dibattito nel partito ”non puo’ limitarsi -ha detto Tonini- alla collocazione del gruppo dirigente” sottolineando che questa ”e’ proprio la cosa di cui dobbiamo liberarci”. E qui la spiegazione del riferimento al senso della morte: ”Una generazione che rimuove la morte e pensa di fatto di essere immortale e’ incapace di generare”. Entrando ancora di piu’ nel concreto, Tonini ha detto: ”Se trasportiamo questo alla vita del partito, la generazione di chi ha oggi 50 anni rischia di passare alla storia per non essere stata in grado di generare una nuova generazione di classe dirigente. E questo perche’ si sente immortale, di non avere una fine. Ma se ognuno si sente immortale, se pensa solo a come si collochera’ o a cosa fara’ lui, alla fine cosi’ uccidiamo il partito”.
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[...] ivano piccinini: [...]
[...] dell’umanita, un documento con una autentica prospettiva e forza rivoluzionaria. [grazie ad Alessandro] Trackback [...]
Grazie per la notizia sul corpo di Newman. Ho scritto qualcosa sul blog.
interessante… luca da: http://stopdrug.wordpress.com/