In poche righe di Europa – 6 Giugno 2008 – leggo:
Grecia, sfida al tabù delle nozze gay
La celebrazione di due matrimoni nell’isoletta di Tilos ha costretto la società greca al dibattito, e scatenato le critiche della destra conservatrice e cattolica.
In Grecia c’è una destra cattolica? Chissà cosa ne pensa la Chiesa Greco-Ortodossa della cosa. Apperò…
E poi, qui più di sostanza:
«La guerra è cominciata» titola Ta Nea, che riporta le dichiarazioni del sindaco dell’isola che rivendica «il rispetto della vita privata di due coppie che chiedono di unirsi davanti allo stato: è un diritto democratico».
La vita privata riconosciuta dallo Stato? O c’entra lo Stato, e allora la cosa ha rilevanza pubblica, o è vita privata, e allora lo Stato non c’entra. E’ qui che salta fuori il punto focale del discorso sul matrimonio, che si vuole il più possibile leggero, “romantico”, non vincolante per le parti (soprattutto quelle che potrebbero recriminare verso il contraente forte), ma lo si vuole sovvenzionato come la migliore delle opere sociali, le quali però di solito prevedono impegni e solidità (vedi scuole, ospedali,…).