Inviata da Giovanni Guzzetta ( http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Guzzetta ), presidente del comitato promotore referendum elettorali, questa lettera sta girando un po’ in sordina sulla rete….
29 Aprile 2008
Carissima e Carissimo,
Come già anticipatoTi ho voluto promuovere un incontro nel giorno in cui si sarebbe dovuto svolgere il referendum elettorale.
Perché incontrarci? Innanzitutto per dire la nostra dopo mesi in cui sulla politica e le riforme è stato detto tutto e il contrario di tutto. Come valutiamo quello che è successo alla politica italiana? La semplificazione degli schieramenti è un risultato consolidato? Di chi è il merito? Che fine fa il referendum?
Io credo che il movimento referendario abbia molti più meriti di quanto l’informazione ufficiale e la politica sia disposta a riconoscergli. E per questo penso che della nostra azione ci sia ancora un gran bisogno.
In questi ultimi mesi ho avuto modo di incontrare tante persone. E mi sono reso conto che il nostro movimento è stato una grande occasione per connettere energie e aspirazioni, anche al di là della specifica battaglia sulla legge elettorale.
Oggi la democrazia italiana presenta segnali contrastanti. Da una parte la semplificazione sembra avviarla verso un funzionamento più europeo, dall’altra alcune pratiche (come la cooptazione, le liste bloccate, le candidature multiple) sembrano tenerla ancorata ad un passato oligarchico e corporativo.
E poi c’è una crisi economica incombente, infrastrutture fatiscenti, uno Stato talvolta asfissiante (vedi burocrazia) tal’altra latitante (vedi sicurezza). C’è una sistematica mortificazione del merito. La competizione è un miraggio ed è difficile contraddire quanti non hanno più voglia di investire nella speranza.
L’Italia è all’ultima chiamata. Senza una reazione civile, composta e determinata siamo destinati alla marginalità. Le scelte si faranno altrove e noi arrancheremo dietro agli altri.
Non ce lo meritiamo, così come non se lo merita questo paese.
E allora abbiano deciso di partire dal basso. Qualunque sia il futuro, una cosa è certa. Una democrazia matura richiede un’opinione pubblica di qualità. Bisogna accrescere la nostra capacità critica. I cittadini che vogliono capire di più sono tanti. Anche quando non hanno voglia di una militanza partitica diretta o totalizzante.
La mia proposta è quella di creare una rete di cittadini comuni. Senza pretese, ma con la coscienza di dare un piccolo contributo per innalzare la qualità critica della nostra democrazia.
Vogliamo far emergere quel capitale civile che è già presente e che si può ancora accrescere per rilanciare il paese, consapevoli delle nostre potenzialità e della nostra intraprendenza.
In questa prospettiva nasce Politichiamo, un’associazione trasversale orientata alla modernizzazione politica ed aperta a tutti quei cittadini che – anche occasionalmente o part-time – vogliono diventare nella misura del possibile protagonisti del cambiamento del nostro paese.
Sappiamo che il potenziale di cittadinanza è enorme, anche se finora non è stato agevole mettersi in contatto l’un l’altro.
In Politichiamo sarà invece possibile riconoscersi e confrontarsi, uscire dal gioco delle parti della politica professionale, avanzare proposte anche “politicamente scorrette”.
Connettere idee e persone è il nostro obiettivo. Le une e le altre abbondano, così come la passione civile. Aspettano solo di riconoscersi e di ritrovare un po’ di coraggio.
Per parlare di tutto ciò, Ti invito a Roma il 18 maggio prossimo presso il Park Hotel Torre Rossa Domus Pacis – via di Torre Rossa n. 94 – dalle 10 alle 14 (sala Bernini).
L’invito è esteso anche a coloro che riterrai opportuno coinvolgere in questa nostra nuova avventura (conferma la presenza scrivendo a politichiamo@gmail.com).
A presto,
Giovanni Guzzetta
Un seguito alla lettera che forse risponde alle domande di alcuni:
“Carissima, Carissimo,
alcuni di coloro che hanno ricevuto la precedente lettera, mi chiedono quali siano gli obiettivi ulteriori di questo nuovo movimento. Alcuni si chiedono se sarà un partito politico, altri da che parte si collocherà, altri infine se ha già una piattaforma di proposte concrete.
Il discorso è molto semplice. Il problema non è fondare o meno un partito. Il problema è avere delle cose da dire ed avere la determinazione perché siano fatte.
La nostra sta diventando una democrazia puramente retorica. Non se ne può francamente più. Ci vengono promessi paradisi artificiali e gira gira i discorsi sono sempre gli stessi. Sono vent’anni che si parla di Alitalia, sono vent’anni che si parla dell’alta velocità, sono vent’anni che si parla dell’emergenza energetica, sono trent’anni che si parla delle riforme istituzionali, ecc. ecc.
Dietro questa parvenza di dibattito si cela la conservazione trasversale di equilibri che danneggiano il paese e premiano solo pochi. Anche le tante personalità riformatrici sono spesso emarginate e divengono insignificanti.
Il costo per l’Italia è altissimo. Siamo il fanalino di coda d’Europa. Tutti gli indicatori principali ci danno segnali allarmanti. Siamo sempre di più periferici. E non saranno certo un po’ di reality o ballerine in più a poterci salvare dal baratro.
L’alternativa di fondo a me pare molto chiara. L’Italia come tutti fronteggia le sfide di cambiamenti epocali che non riguardano aspetti marginali, ma investono il cuore della distribuzione del benessere e della ricchezza.
C’è chi reagisce con il riflesso condizionato dell’autoprotezione. Corporazioni, consorterie, caste, ordini, cercano di chiudersi nelle proprie rendite spesso erette su relazioni familistiche e assistenzialistiche. E il motto è: chi ha avuto ha avuto…
L’altra possibilità è quella di aprire la società alla competizione, alla concorrenza, alle capacità, al merito, al dinamismo, alla qualità.
Oggi una proposta veramente innovativa e di progresso non consiste nel promettere protezione, ma nel promettere opportunità. Opportunità è il vero nome della solidarietà.
Questo movimento nasce con l’intento di allargare la società delle opportunità e combattere quella delle rendite. Nell’interesse nostro ed in quello dei nostri figli. Nessun buonismo dunque.
C’è una primissima piattaforma programmatica che illustrerò il 18 maggio a Roma. Una piattaforma liberale e fortemente riformatrice, perché ad ognuno sia data la possibilità di mettere in gioco il proprio valore.
Giovanni Guzzetta
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Quella giornata è il prossimo 18 maggio: l’appuntamento è a Roma presso il Park Hotel Torre Rossa Domus Pacis – via di Torre Rossa n. 94 – dalle 10 alle 14 (sala Bernini); conferma la tua presenza (e quella dei tuoi amici) rispondendo a
e-mail: politichiamo@gmail.com“
http://www.radioradicale.it/scheda/254015/giovanni-guzzetta-presenta-politichiamo
Qui l’audio della riunione del 18/05/08
In http://www.costituentedemocratica.net , con i suoi forum a cui partecipo dal 1°.XI.2007, ho segnalato la PRIMA PAGINA del 29 Aprile 2008, con l’invito a POLITICHIAMO. Condivido la volontà e la necessità di “CONNETTERE IDEE E PERSONE ” aiutando così la partecipazione di semplici cittadini come me, non ancora del tutto schiacciati dalla gravità di quanto sta accadendo in Italia. Grazie per l’invito e grazie per l’ascolto.