Dall’Osservatore Romano del 1° Maggio – Intervista a Paolo Mieli sulle elezioni
E i cattolici?
La Chiesa ha tenuto un atteggiamento molto responsabile: davvero nessuno può dire che la Chiesa abbia appoggiato un contendente a vantaggio dell’altro, ….. La Chiesa ha fatto tutto quello che noi laici le chiediamo sempre di fare, si è mantenuta in un atteggiamento di assoluta sobrietà, ha continuato a difendere i propri temi ….. È chiaramente nei diritti e nei doveri della Chiesa battersi per la difesa dei valori in cui crede, per cui si tratta di neutralità ma non di disinteresse. …. È il frutto di un autocontrollo voluto e condiviso: non ricordo nessuno che in questa campagna elettorale sia uscito dalle righe, a dimostrazione della volontà di non ridurre un’alta missione a una presa di posizione contingente a favore di un partito o di un singolo candidato. Una dimostrazione di grande civiltà.
Ma quanto contano i cattolici nella politica italiana?
Analizzando … sarei tentato di dire che contano poco. Conterebbero se fossero orientati verso una direzione ma dal momento che questa indicazione dall’alto non c’è, allora non si possono fare calcoli. Ho visto comunque che nel voto amministrativo la candidatura qua e là di esponenti del modo cattolico non ha avuto un grande successo, in termini di preferenze. In generale si tratta di presenze strumentali o complementari ad altre candidature di segno opposto. …
……………………Si può dire che la politica abbia in qualche modo abbandonato idealità e progettualità?
No, direi di no. Chi marca di più la propria identità di provenienza e la successiva evoluzione comunica di più. Ad esempio una delle riflessioni che ho fatto su Alemanno e Rutelli è che di Alemanno si capisce meglio chi è, cosa ha fatto da giovane, quali sono i valori in un cui credeva e anche i passaggi della sua vita …. Però lo ha fatto in un quadro in cui si riconosce un filo che lega i valori da cui viene a quelli ai quali è approdato. Lo stesso si può dire, passando nel campo opposto, di D’Alema …. Riuscire a comunicare di essere un uomo dei valori anziché un uomo dell’immagine … premia di più. Insomma, credo che oggi legarsi ai valori premi, al di là dei destini elettorali; cercare di piacere a tutti non è suggestivo per nessuno. …
Allora “ci ha raggione” Kalogero Mannino che ci sono DUE partiti radicali di massa …
… Mannino mi manca, mi mandi il link all’articolo?
Però, se si intende due partiti anti-religiosi, direi di no.
A-religiosi, forse.
Ma la palla qui è più in campo cattolico.
Come fare pesare il proprio patrimonio etico-ideale e di idee conseguenti?
Vogliamo concorrere solo a posti da suggeritore, da consigliere (-ori) del principe? – vedi post su Blair e Campbell.
…. more to follow…