La vera partenza – di Paolo Mieli
… il Partito democratico è rimasto fin qui tutto dentro i confini angusti della sinistra e non ha praticamente giocato la partita del centro. Se aveva candidati in grado di parlare all’elettorato centrista li ha tenuti nascosti per timore che entrassero in contraddizione con quelli a carattere più identitario con l’effetto che la torta non ha lievitato. Adesso la sinistra centripeta ha davanti a sé due vie: la prima è quella di provare a fare con Casini quel che nell’estate del 1994 D’Alema fece con Buttiglione, cioè lusingarlo e attrarlo nella propria orbita; la seconda è quella di strutturarsi per occupare da sé il centro. Che dire? Della prima opzione non sapremmo, ma la seconda ci appare in prospettiva assai più redditizia. Ma le due insieme non sono facilmente combinabili perché come accadde nel ‘94 la dimensione tattica prende sempre il sopravvento sul profilo strategico.