Giorgio Tonini intervistato da Avvenire:
Tonini: Se avessimo sfondato al centro e fossimo riusciti a oltrepassare le ‘linee’ dei nostri avversari avremmo vinto le elezioni. …. Vedo tre aree critiche nel consenso del Pd: il mondo della piccola impresa e delle partite Iva, tradizionalmente diffidente nei confronti del centrosinistra e che si è sentito particolarmente colpito dalle politiche del governo Prodi; la base operaia e gli strati popolari impauriti da globalizzazione e immigrazione, preoccupati per la perdita di valore d’acquisto dei salari, che una volta si rivolgevano alla sinistra e ora si affidano alla Lega, al Nord, o ad altre forze; l’elettorato cattolico moderato, che stavolta si è trovato davanti a una proposta, quella dell’Udc di Casini, per la prima volta non legata organicamente a Berlusconi. … Ma il vero nodo, sul quale bisognerà riflettere in maniera approfondita, è che il Pd non è riuscito a espandersi nel mondo cattolico moderato.
Domanda: Forse non è piaciuta l’ospitalità offerta ai radicali.
Tonini: Quello è un fattore che ha pesato, ma con il tempo si dimostrerà un argomento debole: quanto più il partito sarà grande e forte, tanto più potrà ospitare minoranze con le loro sensibilità particolari.
Domanda: E riuscirete a evitare che, nel Pd, i cattolici moderati si sentano una minoranza, per così dire, tollerata?
Tonini: Su questo punto il partito è atteso alla prova dei fatti: l’attenzione annunciata verso i valori cattolici, anche quelli eticamente sensibili, dovrà tradursi in contenuti. Sono convinto che sarà così.
Luigi Bobba in dichiarazione post-elezioni:
“C’è bisogno di stare sui temi reali, sulle domande delle fasce di popolazione meno protetta, in particolare delle famiglie monoreddito, colpite drammaticamente dall’aumento dell’inflazione. Queste persone non tollerano giri di parole, ma risposte nette. E c’è bisogno – prosegue – di mandare segnali rassicuranti alle piccole imprese, che invece vedono lo stato come un’entità invadente e barocca”. Quanto alla Lega, per Bobba “mantiene un carattere forte antisistema e antiromano, e ciò, in questa fase politica, ha contato moltissimo nella sua avanzata elettorale. Accanto a questo, però, c’è la capacità di intercettare le paure reali della popolazione, di stare sul territorio e di rappresentare gli interessi reali dei ceti sociali più deboli, oltre che delle piccole imprese, nelle quali non esiste quella contrapposizione ideale e ideologica tra il padrone e l’operaio che molti pensano esista.
Strappo di Cofferati: serve il Pd del Nord
http://www.corriere.it/politica/08_aprile_18/strappo_Cofferati_pd_nord_Imarisio_73d8ea58-0d0c-11dd-9f4c-00144f486ba6.shtml
I numeri lo dicono chiaro: il vero problema è la Lega, che raccoglie il nuovo voto di protesta.
Un tempo il voto di protesta era quello giovanile, contro il sistema, per gli ideali. Oggi il voto di protesta è individualista, egoista, protezionista.
Ma non credo siano queste le analisi utili nell’immediato. Infatti, conquistare l’elettorato richiede tempo, perché richiede maturazione e crescita culturale (quanto di più lontano da ciò che suggerisce oggi la propaganda politica), quindi grosso modo i numeri dovevano essere quelli che sono stati.
C’è però un fattore che ha un impatto immediato: la credibilità (almeno sugli elettori seri, non su quelli che si lasciano ammammalucchire dal grande s-mentitore [colui che dà sempre smentite], la cui credibilità non è mai stata nemmeno menzionabile). E su questo il PD qualche voto, a mio avviso, lo ha perso.
Mi piacerebbe leggere qualcuno che abbia il coraggio di dire che il PD, pur rimanendo l’unico vero progetto nuovo comparso in Italia da molto tempo a questa parte, non è partito con il piede migliore. Quegli annunci iniziali: “costruiremo una forza veramente democratica, con il contributo della gente, un partito che nasce dai cittadini …” seguiti dopo cinque minuti dal diretto invito a candidarsi alla guida: “Walter, se ci sei batti un colpo”, quelle primarie bulgare, quelle liste elettorali, rinnovate, sì, ma dirigisticamente ed a coup de teatre …
Qui è mancata e manca un po’ di credibilità.
Conosco qualcuno che per questi motivi non si è rammaricato di non ricordare più dove aveva messo la tessera elettorale e all’ultimo momento è rimasto a casa (non sono io).
Carissimo Marco!
come vedi la cronaca va oltre la fantasia:
http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Chiede-al-sindaco-di-chiarire-se-si-ricandida-ma-viene-censurato-sul-sito-Pd/1447312
“Chiede al sindaco di chiarire se si ricandida, ma viene censurato sul sito Pd”
“L’intervento di Luca Foresti spostato dalla homepage del Pd di Bologna”
di Carlo Gulotta
Con il PD in versione padana scimmiotteremmo la Lega senza essere capaci di riprodurre l’originale.
Meglio un partito che sappia capire il Nord e il Sud (interessante il servizio a Exit, su LA7, in cui si vedono cittadini catanesi uscire da un patronato/sede elettorale con sporte piene di alimentari).
Quanto al Nord…si faccia avanti chi lo capisce.
Io non so cosa sia questo malessere del Nord.
Forse la qualità della vita, in Veneto o Lombardia, è molto inferiore al benessere economico ?
Zeb